"I team di MSF fanno tutto il possibile per impedire l'ingresso di armi nelle strutture sanitarie, per proteggere pazienti e personale. Gli ospedali sono inviolabili. Nessun paziente dovrebbe subire violenza mentre cerca cure mediche" Benoit Vasseur, coordinatore di MSF a Gaza.
Condanniamo con forza la violenza che, l'8/07, ha causato il ferimento di due persone all'interno del nostro ospedale da campo ad Al Zawayda, a #Gaza. Gli ospedali devono restare luoghi sicuri, dove i pazienti possano ricevere cure e il personale sanitario lavorare senza paura.
Scontri armati tra famiglie sono degenerati all'interno della struttura. Un accompagnatore è stato ferito da un colpo d'arma da fuoco, un paziente è stato aggredito nel pronto soccorso. Le attività mediche sono state interrotte e i nostri team hanno curato sette persone.
Condanniamo gli attacchi delle forze russe, che mettono in pericolo non solo la popolazione civile, ma anche la possibilità per i feriti di ricevere assistenza medica in Ucraina.
🔴#Ucraina, un'altra giornata di orrore. Attacchi russi hanno colpito #Kiev. Il bilancio provvisorio è di 20 morti e almeno 86 feriti. Tra gli obiettivi anche una stazione di ambulanze: feriti sei operatori del servizio di emergenza, tra cui tre paramedici e tre autisti/tecnici.
🔴#TERREMOTOVENEZUELA: Abbiamo attivato una clinica mobile a Naiguatá, a La Guaira, una delle aree più colpite dal sisma, dove i bisogni umanitari e le carenze nella risposta restano significativi.
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🔴 #TERREMOTOVENEZUELA: Mentre ancora si scava, i nostri team stanno distribuendo #kitmedici d'emergenza agli ospedali. Stiamo attivando le cliniche mobili per offrire assistenza sanitaria di base e supporto psicologico. Siamo solo all’inizio e i bisogni continuano ad aumentare.
I team di MSF stanno continuando a distribuire forniture mediche agli ospedali di Caracas e La Guaira. Stiamo supportando anche le organizzazioni locali.
“Le strade sono piene di volontari, migliaia di venezuelani che cercano di dare una mano” Andreas Spaett di MSF
🔴 #Venezuela#Terremoto
“Quando arrivi a La Guaira sembra una zona di guerra. Negli ospedali dove stiamo consegnando forniture mediche il numero di feriti è impressionante. Ieri, durante una consegna, abbiamo visto arrivare un camion pieno di cadaveri.” Andreas Spaett di MSF
I team di MSF a Caracas stanno valutando la situazione per capire se e in che modo possiamo supportare la risposta all’emergenza. Provvederemo a donare kit per il trattamento dei traumi agli ospedali di #Caracas.
🔴La scorsa notte un terremoto ha colpito il #Venezuela con una magnitudo di 7,2, seguito meno di un minuto dopo da una seconda scossa di magnitudo 7,5. Secondo le autorità locali, ci sono già oltre 164 morti accertati e più di 970 feriti.
"Abbiamo cercato di garantire un livello minimo di supporto con capacità limitate. Abbiamo curato diverse donne che sono riuscite a raggiungere l’ospedale nonostante l’insicurezza, tra cui una che ha dato alla luce 2 gemelli".
Nicholas Tessier, capomissione di MSF ad Haiti
🔴 #HAITI: evacuato ospedale per la maternità di Cité Soleil a causa delle violenze. Fino all'ultimo abbiamo continuato a fornire cure salvavita. Ma non possiamo più continuare: l’ospedale è crivellato da fori di proiettile e le nostre équipe sono esauste.
Dalla notte tra il 13 e il 14 giugno, la violenza si è intensificata nei pressi dell’ospedale per la maternità supportato dai nostri team. Coinvolte nel fuoco incrociato e di fronte a una situazione ormai insostenibile, le équipe sono state costrette a sospendere le attività.
Abbiamo attivato centri di trattamento e rafforzato la sorveglianza. Servono però accesso, risorse e rapidità. Alle autorità chiediamo di facilitare movimento di staff e forniture: la risposta deve essere all’altezza dell’emergenza.
“Questa epidemia può ancora essere tenuta sotto controllo, ma il tempo sta finendo.” Frederic Lai Manantsoa, responsabile delle operazioni di MSF nella RDC. A un mese da quando è stata dichiarata l'epidemia, in #RDC i casi di #Ebola continuano ad aumentare.
Le donne costituiscono il 45% del nostro personale infermieristico nel Paese. Nei progetti incentrati sulla maternità rappresentano più della metà della forza lavoro e sono essenziali per fornire assistenza in spazi clinici riservati alle donne.
Siamo indignati per l’arresto e la detenzione di una nostra dipendente in #Afghanistan con l’accusa di non aver rispettato il codice di abbigliamento imposto alle donne mentre si recava al lavoro all’ospedale di Herat. È stata rilasciata dopo essere stata trattenuta per 2 giorni.
Questo episodio avviene mentre le donne in #Afghanistan devono affrontare restrizioni severe alla libertà di movimento e all’accesso alla vita pubblica , che hanno conseguenze dirette sull’accesso alle cure e sulla fornitura di servizi sanitari in tutto il paese.
Il nuovo #PattoUE su #migrazione rafforza detenzione, coercizione ed esternalizzazione, riducendo le garanzie, aumentando l’impatto negativo sulla #salute delle persone ed erodendo l’accesso a procedure d’asilo reali ed effettive.