🔴 UN'ALTRA STANGATA SILENZIOSA SUI LAVORATORI: IL GOVERNO METTE LE MANI SUL TFR! 📉
Mentre si riempiono la bocca con promesse di "tagli alle tasse", nei fatti approvano norme che vanno a svuotare le tasche dei soliti noti.
Dal 1° gennaio 2027 entra in vigore l'ennesima beffa per i lavoratori dipendenti: cambia il calcolo della tassazione sul Trattamento di Fine Rapporto (TFR).
❌ COSA HANNO FATTO? Hanno eliminato la clausola di salvaguardia (attiva dal 2006). Fino ad oggi, quando andavi in pensione o cambiavi lavoro, lo Stato confrontava le aliquote correnti con quelle del 2006 e ti applicava quelle più favorevoli. Era un paracadute fiscale per proteggere i tuoi risparmi. Dal 2027 questo paracadute sparisce per sempre.
🔴 CHI CI RIMETTE?
* Chi ha lavorato una vita intera: La nuova tassazione penalizzerà anche i soldi messi da parte negli anni passati, se l'uscita dal lavoro avviene dal 2027 in poi.
* Chi ha redditi medi e alta anzianità: Rischia di perdere migliaia di euro di liquidazione in un colpo solo, regalando punti percentuali di tasse in più allo Stato.
La liquidazione serve alle famiglie per respirare dopo anni di lavoro o per dare una mano ai figli. Tassarla di più non è una "riforma": è fare cassa sulla pelle di chi ha sempre pagato fino all'ultimo centesimo.
Fate girare!
#TFR #Fisco #Lavoratori #Pensioni #Diritti
Sbagliato la mia aspirazione è lavorare alla Regione Basilicata da dirigente e prendere cinquemila euro al mese per timbrare ed andare al bar CA TE GO RI E
"Il cdr ritiene grave e deprecabile che dopo oltre quattro giorni la direzione di Rainews24 non abbia dato copertura all'inchiesta di #Fanpage sul movimento giovanile di Fratelli d'Italia"
Il comunicato del Comitato di redazione di Rainews24 https://t.co/3LJvZ3SQH3
La presidente del gruppo dei Socialisti e democratici al Parlamento europeo, Iratxe Garcia Perez, ha scritto sui social che gli esponenti di S&d sono "scioccati dal documentario realizzato dal sito Fanpage che racconta lo stretto legame tra il partito della Meloni e le nostalgie fasciste".
"Tra i tanti video scandalosi, c'è una foto che mostra chiaramente il co-presidente dell'Ecr #Procaccini mentre fa il cosiddetto "saluto fascista". Non esiste una possibile normalizzazione della destra in Europa, queste immagini scioccanti ci ricordano il passato imperdonabile di chi ancora inneggia al fascismo, al razzismo, all'intolleranza", si legge in un post su X della presidente Iratxe Garcia Perez.
"La presidente del gruppo S&D, Iratxe Garcia Perez, nel suo profilo ufficiale su X, dichiara che esisterebbe una mia immagine trasmessa in tv mentre faccio "il saluto fascista". Si tratta di una colossale menzogna, gratuita e violenta. Tanto è vero che la Perez si guarda bene dal mostrare questa immagine. Provvederò oggi stesso a denunciare la presidente socialista per il reato di diffamazione aggravata. E chiederò nella Conferenza dei Presidenti della prossima settimana che si stigmatizzi formalmente questo modo inaccettabile di fare politica", ha scritto su X il copresidente del gruppo ECR al Parlamento europeo Nicola Procaccini di Fratelli d'Italia, facendo riferimento al post della presidente del gruppo S&d.
Le reazioni internazionali all'inchiesta ‘Gioventù Meloniana'
Alexandra Geese, eurodeputata dei Verdi tedeschi, ha attaccato la premier Meloni per l'inchiesta, condividendo il video di https://t.co/WdjLDPpULB sul suo profilo su X: "Meloni fascista? Questo scioccante video sotto copertura di https://t.co/WdjLDPpULB mostra che il nuovo potenziale alleato di Manfred Weber e Ursula von der Leyen per il Parlamento europeo è una lupa travestita da agnello. Dietro il volto moderato si nasconde una dura strategia fascista".
#GioventuMeloniana
Ma il fascismo non era morto 80 anni fa? Io ci avevo creduto, quando me lo avevate detto.
Mi rivolgo a voi, che da anni tempestate il dibattito nazionale con frasi come "i veri fascisti sono quelli rossi", oppure "i sinistri vedono il fascismo ovunque".
Ci avevo creduto quando affermavate che la X Mas aveva fatto anche cose buone e che il busto di Mussolini a casa del presidente Senato era solo un pezzo da collezione. Ci avevo creduto, per un secondo, quando affermavate che i bravi ragazzi di Gioventù Nazionale facevano tanto volontariato.
E invece le abbiamo viste, le vostre braccia tese. Abbiamo ascoltato i vostri cori "Duce! Duce! Duce!", erano proprio le vostri voci nel 2024. E vi abbiamo ascoltato anche quando gridavate "Sieg Heil".
Certo, qualche dubbio sulla vostra buona fede ci era venuto, quando rifiutavate di dichiararvi antifascisti.
La vostra passione per il saluto del presente, in effetti, era un po' strana.
Qualche dubbio, quando vi abbiamo visto in migliaia ad Acca Larenzia, sfilare a braccio teso, ci era venuto.
La vostra avversione per il 25 aprile è oggi più comprensibile, festeggiare la liberazione da se stessi non è cosa semplice.
La verità è che siete ancora quelli del 1940, soltanto un po' più ridicoli.
Vi hanno tolto il fez, e vi hanno dato gli adesivi da attaccare sui lampioni di Roma.
Vi hanno tolto gli anfibi, e ve li hanno restituiti.
La vergogna non l'avete mai posseduta.
La cosa migliore che avete, è la birra.
Tenete lezioni su come ci si comporta di fronte ai giornalisti, per non sembrare fascisti, e poi rompete le righe nei vostri ritrovi, scherzando sul fatto che "https://t.co/WdjLDPpULB non è qui". E invece c'era, e abbiamo deciso di raccontare tutto.
Sia chiaro: non siamo appassionati della parola "fascisti" negli articoli di giornale, non abbiamo nessun feticismo da soddisfare, ma voi quella parola ce la tirate fuori di bocca. E alla fine è difficile chiamarvi in modo diverso, se voi stessi – nel privato – vi definite così.
Fascista è chi il fascista fa, parafrasando Forrest Gump.
#GioventuMeloniana
di @SaverioTommasi ✍️
Io sono sempre stato prudente nella critica al Governo sul tema delle influenze della politica sulla Rai, perché le ho viste in atto con governi di destra e di sinistra. Ma questo cara @GiorgiaMeloni va oltre. Cancellare l’intervento di un grande scrittore per ragioni politiche è inaccettabile, indegno. Questa roba accade in Russia e non può accadere in un paese europeo. Ci aspettiamo le scuse e il ripristino immediato del monologo cancellato. La Rai non è tua. La paghiamo, purtroppo, tutti. Datti una regolata.
E vi posso dire? Va bene guadagnare tanto, fare vacanze a scrocco, non pagare gli arredi di casa e fare ristrutturazioni gratis, ci tappiamo la bocca e rosichiamo mentre vi vediamo arricchirvi sempre di più e SENZA MERITI. Ma che non paghiate nemmeno le sfaccimma di tasse su
Due mamme, il Tribunale di Padova rigetta i ricorsi della Procura sugli atti di nascita: è la vittoria delle famiglie arcobaleno https://t.co/Kh7qikllx2
Le parole del Presidente della Repubblica sui manganelli di Pisa sono impeccabili e totalmente condivisibili.
Il fatto che il Quirinale sia intervenuto in modo così esplicito e inusuale provoca in me due riflessioni:
1) questo Governo deve darsi una regolata. Subito.
2) meno male che nel 2015 e nel 2022 è stato eletto Sergio Mattarella e non altri. Meno male…
Grazie Presidente.
Non si vive di passato. Il governo è incapace di preparare l’Italia al futuro del mondo del lavoro. Un mio pezzo per Linkiesta.
https://t.co/FVpQbA4l3h
Ha ragione #ElenaCecchettin: il privilegio maschile esiste e dovremmo fare mea culpa
Si tratta di riconoscere un privilegio di nascita, l’essere maschio, e provare ad abbatterlo. A nessuno interessa il curriculum delle volte in cui avete rispettato le donne, ma di quando non lo avete fatto
A cura di @SaverioTommasi
Io non ho mai criticato Karem pubblicamente, e penso che le scaramucce tra gente che segue questa guerra dovrebbero sparire di fronte all’enormità degli eventi. Ma lui non la pensa così, attacca di continuo, e credo non smetterà mai di dedicarsi soprattutto ai giornalisti (potrebbe usare meglio i suoi minuti di reel e le sue battute nei tweet) finché qualcuno non gli risponde.
Nei video di Karem ci sono molte imprecisioni (per essere generosi). Non è il suo ruolo cercare le notizie e verificarle, non mi è mai venuto in mente di accusarlo per questo, ma potrebbe almeno lasciar fare ai giornalisti, che invece di questo si occupano, il loro lavoro. Nei video di Karem si parla davvero pochino di Hamas: ed è impossibile capire che succede qui tralasciando Hamas. Oscurare i crimini di Hamas contro i palestinesi — non contro gli israeliani — è un torto che Karem fa quantomeno ai suoi follower, non a Israele.
È pieno di palestinesi e di iraniani che (avendo molto più da perdere di Karem, che ha un passaporto israeliano e uno italiano) raccontano in modo schietto gli orrori di Hamas: quella volta in cui Hamas ha ammazzato quattrocento palestinesi che gli si opponevano, alcuni buttandoli giù dai grattacieli; quella volta in cui ha torturato delle attiviste palestinesi; quelle migliaia di razzi tra quelli che Hamas ha lanciato che sono caduti dentro la Striscia di Gaza uccidendo, ferendo, distruggendo automobili e case di palestinesi. Sono migliaia, non uno.
Ieri il leader di Hamas ha detto che c’è bisogno del sangue di bambini e donne palestinesi — qui sotto Karem prova a mettermi alla gogna perché l’ho riportato. Strano che a un palestinese non dia fastidio che un signore col culo al caldo voglia la morte di bambini e donne palestinesi, e che invece gli dia così tanto fastidio la giornalista che riporta la frase. I palestinesi non sono Hamas. Ai palestinesi che conosco io fa incazzare parecchio quella frase, molto più di quanto faccia incazzare un occidentale: perché è del loro sangue che si sta parlando, non del nostro.
Parlare degli attacchi di Hamas contro i palestinesi, cosa che Karem non fa, serve a illuminare la distinzione tra Hamas e i palestinesi. Ergo: non serve a giustificare le seimila bombe israeliane che colpiscono anche i civili – serve a fare esattamente il contrario.
A Gaza c’è una guerra ogni quattro anni, ma non ci sono i bunker. Perché Hamas in oltre un decennio non ha mai costruito dei bunker? (Sa costruire i tunnel per proteggere i missili). Perché le immagini dei palestinesi morti gli piacciono e gli servono — lo ha ribadito anche ieri. Proprio come piacciono al ministro Ben Gvir o agli estremisti israeliani che vanno in collina per godersi i bombardamenti su Gaza (gli estremisti sono l’8 per cento degli israeliani che hanno votato).
Questa furia di Karem non contro le forze armate israeliane, ma contro dei giornalisti che stanno sul campo, che hanno raccontato la violenza impunita dei coloni israeliani e hanno intervistato i familiari delle vittime a Gaza, per il semplice motivo che raccontano i crimini di Hamas, non mi pare buona.
Karem non è mai stato a Gaza. Karem ha chiesto a me una mano per entrare a Ramallah, che sta al resto della Cisgiordania più o meno come il Canada sta al Sudan. È riuscito a entrare in Palestina molti giorni dopo i giornalisti che lui insulta, evidentemente ha meno contatti tra i palestinesi in Palestina di molti di noi. Nel frattempo i giornalisti avevano dato voce ai palestinesi dei posti complicati, quelli di Nablus, di Jenin, di Tulkarm – mentre lui era ancora in Israele a fare video sui giornalisti.
Come Karem e altri qui sanno, seguendo io l’Iran, di solito non seguo Israele per ragioni banali di timbri sul passaporto e di burocrazie dei visti giornalistici. Gli insulti a me sono i meno gravi.
In queste ore ho ricevuto decine di messaggi da parte di italiani all’estero che si sentono a vario titolo traditi, abbandonati, rifiutati, presi in giro, respinti (e così via) dalla proposta del Governo di rivedere il regime fiscale per il rientro dei cervelli.
In finanziaria è previsto un taglio dei benefici fiscali per chi rientra dopo un periodo all’estero e una revisione più stringente dei criteri per ottenerli, anche se il Governo ci assicura che per ricercatori e docenti universitari oltre che per gli sportivi non cambierà nulla.
Sono sicura che la cosa farà storcere il naso a molti, ma come ho anche argomentato nel mio libro Exit Only, ritengo che gli sgravi fiscali non siano la policy più giusta o efficace per contrastare il brain drain - fenomeno di assoluta urgenza e importanza che ha ragioni radicate e complesse.
Non è giusta nei confronti di chi resta, che si trova a sostenere i rimpatri con le proprie tasse e riceve un trattamento fiscalmente iniquo a parità di reddito, e di chi ritentando non cambia datore di lavoro (che non beneficia del bonus). Non funziona perché stimola le persone ad andare via sapendo che potranno beneficiare di un incentivo al rientro dopo un periodo spesso temporaneo (senza necessariamente per questo essere più qualificati) e non attira stranieri qualificati. Infine, è addirittura dannosa perché dà la scusa ai datori di lavoro per mantenere gli stipendi più bassi. L’unico studio a mia conoscenza sull’argomento dimostra infatti che questa scelta politica ha avuto impatto positivo zero sul Paese (Can Tax Incentives Bring Brains Back? Returnees Tax Schemes and High-Skilled Migration in Italy di Jacopo Bassetto e Giuseppe Ippedico).
Ciò detto il Governo ha comunque fatto un pasticcio (per essere buoni). In primo luogo, con una riforma così repentina danneggia anche chi ha già pianificato o effettuato il ritorno ma non riuscirà a registrarsi come residente fiscale in tempo per beneficiare del vecchio sistema; in secondo luogo, i nuovi criteri qualificanti sono vaghi e l’obbligo a restare in un paese per 5 anni è profondamente illiberale; infine, è irresponsabile tagliare questo incentivo senza prevedere investimenti alternativi per rendere il nostro Paese meno respingente o più attrattivo anche per i “cervelli” stranieri.
Capisco la delusione di tanti e sicuramente mi impegnerò per migliorare la nuova norma, per esempio proponendo un periodo di transizione, ma i miei sforzi saranno sempre tesi a risolvere il problema alla radice, senza bonus una tantum, ma migliorando le condizioni del mercato di lavoro italiano e la dinamicità del Paese.
Questi ultimi audio sono francamente imbarazzanti. Sei il compagno della presidente del consiglio, non puoi comportarti in quel modo, col cameratismo becero dei maschi in pausa pranzo. #Giambruno
Durante la conferenza stampa di oggi ho fatto una domanda a Meloni chiedendole se condividesse le parole del compagno Giambruno che in tv aveva detto a proposito dello stupro di Palermo: “Se eviti di ubriacarti, eviti problematiche perché magari poi il lupo lo trovi” [1/n]