Computers and architecture, drawing and painting, arts in general. Prog rock is my music. Love for inventions, science, engineering, nature, animals. That’s me.
Ex-US Ambassador to Ukraine, Taylor: While we weren't looking, Ukraine took the initiative. Taking more land back than Russia takes. More deep strikes into Russia than Russia fires into Ukraine.
Killing more Russians than Russia can recruit. That's the momentum shift. 1/
Un abbraccio, @CarloCalenda
So bene che non ti farai intimidire e che i commenti di questi disagiati saranno un ottimo boost motivazionale per combattere con più determinazione i servi della propaganda putiniana
Avanti!
Questa foto ritrae MacKenzie Scott, ex coniuge del fondatore di #Amazon, la quale ha devoluto in beneficenza oltre 26 miliardi di dollari.
Nel corso del 2025, l'ammontare delle donazioni effettuate dalla signora #Scott ha superato la somma complessiva delle elargizioni filantropiche effettuate nel corso dell'intera vita da
#Musk,
#Page,
#Ellison,
#Bezos.
Ella ha inoltre finanziato sette importanti fondazioni dedicate al sostegno della popolazione ucraina🇺🇦
Faszinierend: Russland überfällt die Ukraine, besetzt die Krim und annektiert sie – und erklärt dann ernsthaft, schuld sei der NATO-Einsatz im Kosovo.
Was hat die Ukraine damit zu tun?
Wer ständig den Kosovo als Ausrede braucht, hat offenbar keine überzeugende Rechtfertigung für den eigenen Angriffskrieg
-Putin: "We did not initiate hostilities by launching the special military operation"
Putin is once again trying to justify Russian aggression.This operation was not an act of self-defense; it was the Russians who crossed the border and invaded Ukraine!
@EconXFin C’è una cosa che non riesco a capire.
Da almeno 35 anni sento parlare di questa necessaria riforma del sistema pensionistico…
possibile che in tutto questo tempo e dopo svariati piccoli interventi (a questo punto deduco che lo fossero) siamo ancora allo stesso punto?!!
Es heisst immer, die NATO stehe an Russlands Grenze!
Mich nervt dieses Gerede von der angeblichen NATO-Expansion
Die NATO ist kein Staat, sondern ein Verteidigungsbündnis. Sie besitzt kein eigenes Territorium. An Russland grenzen souveräne Staaten, die sich freiwillig für dieses Bündnis entschieden haben.
Allein die Mitgliedschaft in einem Verteidigungsbündnis ist keine Bedrohung und erst recht keine Rechtfertigung für einen Angriffskrieg.
Wer das behauptet, spricht souveränen Staaten das Recht auf ihre eigene Sicherheits- und Bündnispolitik ab.
@GrafKorina
The Putin regime won’t survive the year 2027.
Russia will collapse before China has the chance to attack Taiwan.
Ukraine is on the way not only to save Europe but the world.
🇺🇦🇺🇦🇺🇦
⛽️ Rublyovka. One of the most expensive places near Moscow, where almost the entire Russian elite lives.
There are huge queues and fuel shortages even there.
Putin said that the Ukrainian Armed Forces' strikes on Russia are an "information operation" aimed at dividing Russian society and forcing the Russian Federation to stop the war in Ukraine.
According to him, the West and Ukraine need to stop the war "even if only for a short time" to halt the advance of Russian troops at the front.
The Russian Federation still aims to capture the entire Donbas, as well as "Novorossiya," Putin stated.
Ukraine and Europe propose stopping the war along the front line. The Russian Federation rejected this, believing it would allow the Ukrainian Armed Forces to build up their forces in southeastern Ukraine. Russia intends to create a "security zone" in the border areas of the Sumy and Kharkiv regions.
Putin commented on the power outages in Crimea and the fuel crisis on the peninsula. He stated that the issue of Crimea's energy supply will be resolved, and "we will increase fuel deliveries by land and by sea."
Based on these statements, we can see that the dictator and maniac Putin lives in his own reality, he is briefed only on victories and has no intention of entering into negotiations.
Against the backdrop of Russia's burning oil refineries, fuel shortages, and long lines, his speech sounds particularly schizophrenic.
#Vannacci e’ un clone di Salvini dieci anni dopo. Stesse fesserie, stessi slogan, stesso nulla, stessi sostenitori (russi). La cosa pietosa non è lui ma lo stato di una democrazia in cui c’è ancora qualcuno disposto a credere a queste imperiture cretinate per poi lamentarsi della politica (che ha votato) il giorno dopo.
Consentitemi questa riflessione del lunedì mattina, a proposito delle infinite sequenze di video stranianti postati da giovani russi (per lo più ragazze) in lacrime per le chilometriche file ai distributori, ma che non dicono una sola parola sui missili e i droni che il loro paese spedisce contro case scuole e ospedali ucraini, che è poi la causa di ciò che stanno vivendo.
La disperazione per l’auto a secco o le vacanze in Crimea rovinate che provocano lacrime, ma non un briciolo di analisi su come si sia arrivati a vedere colonne di fumo in città, alla chiusura dei social, al rigido controllo di internet, sono il sintomo del successo della propaganda di regime, che in un quarto di secolo di putinismo ha cresciuto intere generazioni di automi, addestrati a ricercare il benessere materiale, e ad ignorare il prezzo reale che loro stessi ed altri pagano per assicurarselo.
Nelle lacrime di questi ragazzi c’è rabbia, talvolta paura, ma non c’è traccia di colpa, per ragioni storiche che il regime di Putin ha sfruttato per consolidarsi e conquistare il potere. La più importante di queste è che è mancato nella storia russa un processo di identificazione della colpa, che molti storici riassumono come l'assenza di una "Norimberga russa", la quale avrebbe comportato una vera Vergangenheitsbewältigung (il termine tedesco che indica il "superamento/elaborazione del passato").
Nel 1945, la Germania nazista è stata occupata, rasa al suolo, divisa e costretta a guardare in faccia i propri crimini. Il processo di denazificazione non è stato immediato né perfetto, ma l'umiliazione militare e morale totale ha costretto i tedeschi a ridefinire la propria identità nazionale in opposizione al nazismo.
Nel 1991, in Russia, non è successo nulla di tutto ciò. L'Unione Sovietica è crollata su se stessa per implosione economica e strutturale. Ma non ci sono state truppe straniere a Mosca, non ci sono stati processi pubblici per i crimini del gulag o dello stalinismo, e gli archivi del KGB sono stati aperti solo parzialmente per poi essere rapidamente richiusi. Il Cremlino stesso ha gradualmente riscritto i libri di storia, rispolverato simboli del passato, messo al bando ong come Memorial, che cercavano di tenere viva la memoria dei crimini sovietici perché si evitasse di commetterli ancora. Il risultato è che per la popolazione, il crollo dell'URSS non è stato vissuto come la liberazione da un regime oppressivo, ma come una catastrofe geopolitica e sociale che ha portato povertà, caos e perdita di status.
La fine della Guerra Fredda è stata percepita come un "incidente della storia" o, peggio, come un tradimento interno e occidentale, e non come il fallimento intrinseco di un modello imperiale e autoritario.
Mancando l'elaborazione della colpa storica, lo spazio psicologico lasciato vuoto dal crollo dell'ideologia comunista è stato riempito dal risentimento. Negli ultimi vent'anni, la propaganda del regime ha fatto leva esattamente su questa "volontà di rivalsa sociale", incanalata contro l'Occidente, rappresentato come l’entità che ha umiliato e calpestato il paese approfittando di un suo momento di fragilità. Un approccio revanscista che ha permesso a Putin di stabilire una continuità tra l'impero zarista, l'URSS e la Russia odierna per costruire il mito della "Grande Russia" vittoriosa e perennemente assediata da nemici esterni.
Per sostenere questo impianto, il regime ha sostanzialmente esonerato in questi anni il popolo dalla politica. La conduzione dello Stato dipende da una classe dirigente autoproclamatasi tale che ha col popolo un patto sociale, il quale prevede la rinuncia collettiva ai diritti politici, in cambio di relativo benessere. Lo sgomento e le lacrime nascono dal fatto che quel patto è per la prima volta entrato in crisi e le promesse vengono infrante. Il nesso di causa-effetto ("non c'è benzina PERCHÉ stiamo aggredendo un altro Stato e siamo isolati dal mondo") viene attivamente rimosso o ribaltato, incolpando le sanzioni "ingiuste" dell'Occidente cattivo, alimentando ulteriormente quel circolo vizioso di vittimismo e vendetta storica.
Sostengo, come altri, che la Russia non abbia mai fatto i conti con i propri mostri del passato e, che finché quel passaggio doloroso ma necessario non avverrà, la tentazione di rifugiarsi nel mito dell'impero e della forza rimarrà purtroppo la bussola di gran parte di quel popolo.
Senza un’umiliazione netta, un processo pubblico che immortali e fissi nella storia le colpe di oggi e di ieri, quei giovani in lacrime continueranno a sentirsi non responsabili delle loro disgrazie. E a ritenere che il modello costruito da Vladimir Putin sia la soluzione e non il problema.