@boni_castellane Non trovo una terminologia adatta al contesto, provo comunque,ci sono procedure che prevedono una iniezione intra amniotica di farmaci che provocano un arresto cardiaco nel feto, io non sono obiettrice però sono pratiche difficili da comprendere.
Ieri ero alla Versiliana ad ascoltare Vannacci.
Non mi aspettavo Churchill, sia chiaro. Ma nemmeno una roba così.
𝗩𝗲𝗿𝗴𝗼𝗴𝗻𝗼𝘀𝗼. 𝗜𝗺𝗯���𝗿𝗮𝘇𝘇𝗮𝗻𝘁𝗲. 𝗤𝘂𝗮𝗹𝘂𝗻𝗾𝘂𝗶𝘀𝘁𝗮.
Un’ora di risposte che non rispondono, slogan buoni per strappare l’applauso e concetti di una grettezza disarmante, confezionati apposta per parlare alla pancia prima che qualcuno abbia il tempo di accendere il cervello.
Il meccanismo è sempre quello: 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗯𝗹𝗲𝗺𝗮 𝗲�� 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘀𝘀𝗼, 𝗹𝗮 𝘀𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗩𝗮𝗻𝗻𝗮𝗰𝗰𝗶 𝗲̀ 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗹𝗶𝗰𝗶𝘀𝘀𝗶𝗺𝗮.
Peccato che, appena gli chiedi come, la soluzione evapori.
Non mollerà sulla remigrazione. Benissimo. Sallusti gli fa notare che persino la destra al governo si scontra con magistratura, vincoli, opposizioni e una realtà un filo più complicata di un comizio. Come si fa, quindi?
Risposta vera: non pervenuta.
Poi arriva il capolavoro: facciamo diventare ricchi gli italiani.
Ah, ecco.
Come?
Anche qui, il dettaglio dev’essere rimasto dietro le quinte.
Perché dire “italiani più ricchi” è facile. Spiegare quali politiche economiche, con quali risorse, quali coperture, quali conseguenze, evidentemente interessa molto meno. Chiedetelo al vostro eroe!
Poi Milano: “rastrellamenti a Rogoredo”
Parole enormi, muscolari, perfette per far partire l’applauso.
𝗩𝗮𝗻𝗻𝗮𝗰𝗰𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗮 𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘃𝗶𝗻𝗰𝗲𝗿𝘁𝗶. 𝗣𝗿𝗼𝘃𝗮 𝗮 𝗲𝗰𝗰𝗶𝘁𝗮𝗿𝘁𝗶.
Prende paure, rabbia, immigrazione, sicurezza, tasse, povertà, degrado e le riduce a formule elementari nelle quali c’è sempre un nemico, una soluzione apparentemente ovvia e qualcuno che impedisce di realizzarla.
È politica ridotta all’istinto primordiale.
Nel frattempo fa opposizione alla stessa destra grazie alla quale è arrivato dov’è, rompe con la Lega, attacca il governo e costruisce un suo spazio politico che, come gli ha fatto notare Sallusti, rischia soprattutto di sottrarre voti alla destra e consegnare seggi alla sinistra di Schlein e Fratoianni.
Anche qui: pazienza. Lui va avanti, si è montato la testa!
Ad un certo punto si deve essere convinto di essere più grande del posto dal quale è partito.
La Versiliana era piena e molti applaudivano.
Ma siccome io ieri c’ero, una cosa voglio dirla: non applaudivano tutti.
C��era anche chi ascoltava allibito. Chi si aspettava argomenti e trovava slogan. Chi magari condivide persino alcuni dei problemi sollevati, ma pretende che chi si candida a governare abbia qualcosa di più da offrire di una collezione di frasi da applausometro.
𝗚𝗶𝗼𝗿𝗴𝗶𝗮 𝗠𝗲𝗹𝗼𝗻𝗶, 𝗮𝗹 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗼, 𝗲̀ 𝘂𝗻 𝗰𝗼𝗹𝗼𝘀𝘀𝗼.
E spero davvero che gli italiani si accorgano della differenza tra chi semplifica la realtà per spiegarla e chi la semplifica perché non sa spiegare come cambiarla.
Meloni avrebbe dovuto essere più accorta nell'urlare al pericolo che stranieri dalla Spagna invadessero l'Italia e nel sospendere Schengen in mancanza dei presupposti che legittimano questa misura.
La presidente del Consiglio poteva aspettarsi che qualcuno reagisse ai suoi eccessi, ripristinando la realtà dei fatti.
È l'Italia che dai propri confini fa passare quantità ingenti di stranieri che da irregolari vanno altrove. Ora la Germania chiede all'Italia di riprendersi i 340.000 che sono entrati da quando c'è Meloni.