La metro delle 08~15 è piena come sempre. La gente entra senza guardare nessuno, ognuno perso nel proprio telefono o nel proprio sonno.
Tra loro c’è un uomo alto, giacca scura un po’ consumata, zaino sulle spalle.
Si siede in un angolo, tranquillo, come uno che prende quella linea ogni giorno.
Due fermate dopo sale una donna con due borse pesanti.
È stanca, si vede subito.
Cerca un posto libero, ma non ce ne sono. L’uomo la nota, si alza senza dire niente di più del necessario e le fa un cenno: “Prego, si sieda.” Lei ringrazia con un sospiro che sembra liberarla per un attimo.
Un ragazzo poco distante alza lo sguardo dal telefono. Prima vede il gesto, poi guarda meglio l’uomo.
Si blocca. Lo riconosce.
È Keanu Reeves.
Nessuna guardia del corpo, nessuna scena. Solo un tipo in metro che cede il posto.
Keanu si accorge dello sguardo del ragazzo e gli fa un cenno leggero, quasi un saluto.
Poi torna a guardare fuori dal finestrino. Alla fermata successiva scende, compra un muffin da un banchetto, scambia due parole sul tempo e si siede su una panchina al sole.
Chi l’ha visto resta con l’impressione che, a volte, la cosa più sorprendente non sia incontrare una star, ma scoprire quanto possa essere normale.