ECCO LA FOTO.
#delmastro non solo è andato nel ristorante del mafioso, ma ha pure mentito dicendo che non c'era mai andato. La ragazza bionda accanto a lui è Bartolozzi, quella di "Votate Sì così ci sbarazziamo della magistratura".
Capito il motivo della riforma?
#ioVoteròNO
- 17enne uccisa da coetaneo che ha accusato immigrato
- Salvini negli Epstein Files
- Sicilia e Calabria in ginocchio
- Foto della polizia in manifestazione modificata con Ai.
- Lavoratori Glovo sfruttati
- Crisi SSN e abitativa..
Etc etc
La nostra Pdc:
"SOLIDARIETA' A PUCCI"
La Presidente del Cio scambiata per la figlia di Mattarella, Ghali mai nominato, incapacità di riconoscere campionesse e campioni tedofori: #Rai spogliata delle competenze di cui era ricca, da un Governo di ignoranti fascisti. #cerimoniadiapertura
In molti mi state scrivendo che dovrei far valere il diritto d’autore per la frase “devi pensare ai treni! I treni maledizione! Ciuf! Ciuf! I treni! 🚂”. Vi ringrazio ma dono volentieri il mio “Ciuf! Ciuf!” all’umanità. È un grido di battaglia, è la fotografia di una stagione politica, è il manifesto di chi combatte degli incapaci votati da mandrie di analfabeti funzionali.
L'imbarazzante performance del direttore di Raisport, il meloniano di ferro Paolo Petrecca, dimostra che per avere l'egemonia culturale resta fondamentale la cultura
I baciastivali di partito non bastano
Quest’uomo si chiama Paolo Petrecca, giornalista, direttore di Rai Sport, più meloniano di Giorgia Meloni.
Ex direttore di Rai News, da cui è stato sfiduciato dai suoi stessi giornalisti con l’83% dei voti. E invece di chiedergliene conto, Telemeloni cosa fa? Lo ha premiato con l’incarico - ancora più prestigioso - di direttore di Rai Sport.
Infine, e siamo a questi giorni, l’apoteosi: Petrecca viene scelto, anzi imposto, come prima voce della serata inaugurale delle Olimpiadi.
Neanche doveva farla la telecronaca, ma all’ultimo momento è stato chiamato per sostituire un professionista serissimo come Auro Bulbarelli, la cui “colpa” è stata quella di aver rivelato in anticipo la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Il risultato è stato un disastro su tutta la linea, tra gaffe imbarazzanti, topiche clamorose, nomi sbagliati, nomi neanche pronunciati e oscurati.
Neanche la serata è cominciata e Petrecca saluta tutti i telespettatori: “Buonasera dallo Stadio Olimpico”.
Peccato che fossimo a San Siro in Milano, non a Roma.
Poi confonde platealmente l’attrice italiana Matilda De Angelis con la pop star internazionale Mariah Carrey.
E poi questa logorrea senza fine che lo porta a parlare sopra a tutti gli omaggi musicali, primo tra tutti quello a Raffaella Carrà.
Infine quello che non è un errore ma una scelta precisa, chirurgica: cancella letteralemente Ghali. Non solo la regia non dedica a Ghali neppure un primo piano in tre minuti di performance, ma Petrecca “si dimentica” casualmente anche di nominarlo.
Ed è molto più grave di qualunque gaffe ed errore.
La telecronaca di Paolo Petrecca dell’inaugurazione delle Olimpiadi, la sua stessa presenza lì, il modo in cui c’è arrivato, sono la fotografia impietosa e definitiva del modo in cui la destra ha ridotto la Rai e umiliato il Servizio Pubblico.
Da cittadino italiano, mi vergogno.
Tosa
New York Times: fioccano i boo per Vance all'inaugurazione delle olimpiadi.
Reuters: Vance contestato insieme agli atleti di Israele.
Newsweek: trump sorpreso per le contestazioni a Vance.
telemeloni: tuttobbello, laurapausini, Italiacentrodelmondoooohhhh 👅
🔴Vi proponiamo alcune delle immagini che la politica si è ben guardata dal diffondere e che mostrano l’altra faccia di quanto accaduto al corteo dello scorso 31 gennaio.
#polizia#askata
L’ultimo poliziotto ucciso in una manifestazione in Italia si chiamava Antonio Marino. IL GIOVEDÌ NERO
Aveva 22 anni. Era il 12 aprile 1973.
Morì a Milano, durante un corteo non autorizzato. A ucciderlo fu una bomba a mano lanciata da due militanti neofascisti, Vittorio Loi e Maurizio Murelli, poi condannati per quell’omicidio.
In quella stessa piazza, tra i leader della manifestazione, figuravano anche Ignazio La Russa, oggi Presidente del Senato, e suo fratello Romano.
La manifestazione del 12 aprile 1973 fu promossa dal Movimento Sociale Italiano (MSI) e dal suo Fronte della Gioventù, con l’obiettivo dichiarato di protestare contro la cosiddetta “violenza rossa”.
Era stata vietata dalla Questura per gravi motivi di ordine pubblico, ma venne comunque portata avanti. Da lì partirono scontri, assalti alle forze dell’ordine, lanci di ordigni.
Antonio Marino era un ragazzo del Sud, in Polizia da poco tempo. Quel giorno stava facendo servizio come migliaia di altri agenti negli anni di piombo: tenere una linea fragile tra politica e guerra di strada.
Una di quelle bombe lo colpì in pieno. Morì poche ore dopo al Fatebenefratelli.
Di lui si è parlato poco, molto meno di altri morti di quegli anni.
Eppure, a oggi, Antonio Marino resta l’ultimo appartenente alle forze dell’ordine ucciso in Italia durante una manifestazione di piazza.
Ricordarlo non è questione di parte.
È questione di verità storica.
E fa un certo effetto pensare che oggi, nelle più alte cariche dello Stato, sieda chi quella piazza la guidava, mentre il nome di un ragazzo di 22 anni fatica ancora a trovare spazio nella memoria pubblica.
La storia non passa: cambia solo il modo in cui scegliamo di raccontarla... O di rimuoverla.
Accade che Elon Musk su X critichi con un ironico “Wow” la nuova legge con cui la Spagna di Pedro Sanchez regolarizza 500.000 migranti.
Allora il premier spagnolo Sanchez ha fatto quello che bisognerebbe fare sempre coi bulli multimiliardari.
Gli ha risposto. Direttamente sul suo social. A casa propria.
Cinque parole cinque che sono oggi un manifesto di umanità nell’epoca del disumano.
“Mars can wait. Humanity can’t”.
“Marte può attendere. L’Umanità No”.
Ecco a voi la famosissima "fotografia più intelligente della storia", scattata nel 1927, in occasione del Congresso Solvay.
Ventotto uomini in posa.
Una sola donna in mezzo a loro.
Seduta in prima fila.
Uno dei più grandi geni scientifici mai esistiti al mondo: Marie Curie.
La riforma stravolge il CSM, dividendolo in due e privandolo del potere dei giudizi disciplinari che sono affidati ad un terzo organo. Il CSM è frazionato per indebolirlo. Anche per questo #IoVotoNo
Referendum Giustizia: 116 costituzionalisti per il no https://t.co/qGiFnILNZq
Io spero solo che all'estero ci caghino così poco da non accorgersi che sui principali media nazionali stanno parlando da ore di un angelo che somiglia a Meloni. Il nostro noncontareuncazzo e nonsapereuncazzo ha raggiunto il suo apice.
42 docenti di procedura penale spiegano i difetti della proposta di riforma: non serve a snellire i processi, indebolisce le garanzie degli imputati e l' autonomia e l' indipendenza di pm e giudici. Potete leggere tutto su:
https://t.co/DuiD561kga
Ecco perché #IoVotoNo