Quella cosa meravigliosa che scrivevi una cartolina e arrivavi prima tu della cartolina. Ci s’ubriacava di tempi e codici di avviamento postale, entrambi sbagliati.
@cal_primitivs Mi sono accorta solo dopo l'invio, e con enorme disappunto, di aver scordato l'apostrofo. Ho tolto così un po' di forza alle mie parole e al mio amatissimo tuttologo.😕
I commenti sulle tracce della prima prova senza nemmeno aver letto i quesiti. Brancati, Pavese, la "meraviglia", e chi li affronta, e che tematica idiota, e bla bla bla. Tutti questi " 'I mi sobbarco! " del giudizio spicciolo. I Pico de Paperis dei poveri.
L'unica canna vista "dal vivo", una abbandonata sulla tomba di Jim Morrison. L'unico odore, quello di una notte, in una viuzza di Torremolinos, quando un mio alunno mi disse: "Prof, lo sente queste profumo? E' ashish".
Questa la mia strabiliante esperienza con le droghe.
Nel film Lezioni di piano c’è una scena bellissima, tragica e al tempo stesso meravigliosa, la protagonista dopo aver subito l’amputazione di un dito si accascia nel fango, ma si accascia con una tale grazia che lo stupendo abito che indossa si gonfia e poi si sgonfia insieme
Nessuno si salva da solo.
È vero.
Però io penso che ci si salvi anche molto da soli.
Con fiducia, ironia, tolleranza alle frustrazioni, coraggio di rialzarsi dopo le batoste ci si salva molto da soli
Marina Cvetaeva, di una sua poesia, dice di aver 'ascoltato ogni parola' e anzi: 'non soppesato - auscultato!'.
Il poeta deve ascoltare, anzi auscultare le parole, che sono pneuma, voce.
La poesia non è una pagina scritta, è detta, molto prima di finire su un foglio, è detta.