lizavlogger
🔴Il maresciallo Marchetto a Storie Italiane, ha dichiarato:
«Sono stato estromesso dalle indagini del caso Garlasco perché avevo chiesto a Cassese di repertare la bicicletta nera da donna della famiglia Cappa (menzionata in un verbale da Stefania Cappa) e di indagare sulla zia di Chiara, Maria Rosa Poggi. Un negoziante, infatti, aveva riferito di averla vista in macchina intorno alle ore 8:00, mentre la donna aveva dichiarato di essere uscita di casa soltanto verso le 9:00. Inoltre, nei verbali era stata inserita una notizia falsa, ovvero che io avessi interrogato Alberto Stasi in un orario in cui, in realtà, mi trovavo ancora in autostrada».
🟥• La bicicletta delle cugine Cappa: Nei verbali d'indagine, Marchetto insisteva per sequestrare una bicicletta nera da donna di proprietà della famiglia delle cugine di Chiara (Paola e Stefania Cappa), un accertamento che secondo l'ex maresciallo fu bloccato.
🔺• L'orario dell'interrogatorio: Il riferimento all'autostrada riguarda la contestazione dei verbali ufficiali dell'epoca. Marchetto ha denunciato che gli fu attribuita la presenza a un primo formale scontro/interrogatorio con Stasi quando cronologicamente non era ancora fisicamente arrivato sul posto.
#garlasco #Marchetto
@ninabecks1 E invece si
Ci sono altri cittadini italiani nel mondo che stanno male e lo Stato italiano si è attivato
E’ un Protocollo nazionale che vale per tutti
IL CIRCOLETTO DEI MIGLIORI
Bonaccini, Ranucci e quella sinistra che perde il popolo ma conserva la superiorità. E se non sei d’accordo, il problema è la tua ignoranza. #report#giorgiameloni#stefanobonaccini
Stasera si torna nella Zona Bianca.
Ci occuperemo del caso Ranucci e dell’emergenza migranti a Ceuta.
Poi la consueta e ampia pagina dedicata al delitto di Garlasco.
Appuntamento alle 21:30 su Rete4.
#ZonaBianca#Ranucci#Ceuta#Garlasco
Una bomba davanti casa. Per mesi abbiamo pensato al prezzo delle inchieste di Report, ai nemici di Sigfrido Ranucci, a qualcuno che volesse intimidirlo.
Adesso l’inchiesta racconta uno scenario molto più incredibile.
Valter Lavitola, l’“amico fraterno” di Ranucci, è stato arrestato. E secondo il gip dietro quell’attentato ci sarebbe stato un progetto che arrivava molto più lontano: costruire consenso intorno al conduttore di Report e preparare una sua possibile discesa in politica. Fino a Palazzo Chigi.
Lavitola ragionava sulla sua popolarità, commissionava sondaggi sulla possibile premiership, conosceva le tensioni di Ranucci dentro la Rai. E sognava anche il proprio futuro: Ranucci presidente del Consiglio e lui accanto, nel ruolo di un nuovo Gianni Letta.
Le carte raccontano persino che Ranucci gli inoltrava messaggi anonimi ricevuti sul proprio futuro a Report e condivideva con lui timori e documenti sulle tensioni in Rai.
È una storia che pone molte domande. Sul rapporto tra un giornalista e una fonte. Sul punto in cui una fonte diventa amico, confidente e qualcosa di più. E su quanto Ranucci sapesse del progetto politico che Lavitola stava costruendo intorno a lui.
Ranucci resta la vittima dell’attentato. Le responsabilità di Lavitola dovranno essere accertate.
Ma se l’accusa reggerà, resterà un paradosso feroce: Ranucci per anni ha cercato i suoi nemici con Report. Quello più pericoloso, forse, lo chiamava “amico fraterno”. #sigfridoranucci #report #lavitola
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_cronacaneraitaliana_
LA STRAGE DI ERBA "FU UNA RITORSIONE PER DROGA": L'AMICO DI AZOUZ MARZOUK CHIEDE DI ESSERE SENTITO DALLA PROCURA
Abdi Kais, cittadino tunisino amico di Azouz Marzouk e già arrestato per spaccio nella zona dove l'11 dicembre 2006 avvenne il massacro di Raffaella Castagna, il figlio Youssef Marzouk, la madre Paola Galli e la vicina di casa Valeria Cherubini, ha formalmente richiesto alla procura di Como di essere sentito sulla strage di Erba. L'avvocato Vito Daniele Cimiotta, nei giorni scorsi, ha depositato un'istanza per chiedere l'escussione del testimone.
Kais, che all'epoca dei fatti era residente in via Diaz a Erba, non è mai stato ascoltato dagli inquirenti e dall'autorità giudiziaria. L'uomo ha sempre sostenuto che il condominio in cui si è consumata la strage era uno dei luoghi in cui il cosiddetto "clan Marzouk" nascondeva la droga e i proventi dell'attività di spaccio. Per Kais, il movente della strage sarebbe da ricondursi a conflitti e ritorsioni legati alla gestione del traffico di droga e ora, come spiega il suo legale, sarebbe pronto a fare "ulteriori specificazioni".
L'avvocato ha chiesto di valutare le "modalità ritenute più opportune" per raccogliere le dichiarazioni: Kais è stato infatti espulso dall'Italia e si trova attualmente in Tunisia. Per tale motivo, Cimiotta ha proposto il ricorso a "strumenti di cooperazione giudiziaria internazionale" per rendere possibile l'audizione.
#Cronaca #Crime
Simonetta, trentasei anni di bugie tra servizi, depistaggi e suicidi.
Il 7 agosto 1990 il cadavere della #Cesaroni venne trovato negli uffici romani dell’Aiag a #ViaPoma. La ventenne fu uccisa con 29 coltellate. Da allora, tra sospetti e ipotesi, non si è mai scoperta la verità. Ma la sorella Paola non si è mai arresa e gli ultimi sviluppi dell’inchiesta mettono sotto i riflettori investigativi insospettabili che potrebbero aver coperto l’assassino.
@ilgiornale
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🔴 #garlasco nuova #intercettazione:
Andrea #Sempio, in auto con l'Avv. Massimo #Lovati, risponde a una domanda del legale che suppone che il cliente frequentasse spesso #Vigevano, ma lui risponde che non passa da quelle zone dai suoi 17-18 anni (periodo 2005-2006), escludendo ogni possibilità che fosse alla Feltrinelli il 13 agosto 2007. In aggiunta, Sempio conferma di non conoscere le strade di Vigevano centro, tanto che nella seconda intercettazione, dopo aver lasciato Lovati al suo studio, dichiara di non capire dove si trova, quando in quel preciso momento era a poche centinaia di metri dal famoso parcheggio in centro.
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