Ad ogni italiano l’appoggio all’Ucraina è costatato 3 centesimi al giorno e 11 euro l’anno. Mi sembra un costo modico per garantirsi libertà e democrazia . Sono stufo di sentire stronzate
@PiazzapulitaLA7 In realtà la accusa maggiore è di essere un bufalaro.
Quando parla dei biolab in ucraina ad esempio
Quando invita Sachs
Quando nega in maniera vomitevole quello che è accaduto
🇮🇹 Talk italiani. Sempre i soliti 4, quasi tutti sopra i 60 anni. Cosa si dice è del tutto irrilevante, potrebbero dire nero, bianco o qualunque tinta di grigio. L’unica cosa che conta è il posizionamento: a favore o contro il governo? Qualunque ragionamento tecnico è quasi sempre rigettato. Tifosi giornalisti che intervistano altri tifosi. Questa è l’informazione in Italia.
Giorgia Meloni fa un discorso sull'Ucraina che suscita una certa eco internazionale e che, al momento, in un circolo PD sarebbe fischiato. Eh però c'è il grave problema che si fa chiamare "il Presidente" e non "la Presidenta". Questo è tutto ciò che so dello smarrimento del csx.
Formigli giovedì scorso: "io sono stufo di sentire nelle trasmissioni televisive le cose false"
Bene bravo, ma allora perché consentì a J.Sachs di dire cose false ripetutamente e continuò ad invitarlo mentre chi l'aveva smentito non è stato più invitato?
Al margine, non condivido la posizione di Marattin su Gaza e Israele ma la continua interruzione da parte del conduttore non è giornalismo
Leggo che Trump scarica Zelensky. Spero -ma ne son convinto - che gli americani scaricheranno lui. Un autocrate, o meglio un aspirante autocrate, privo di scrupoli e di ideali se non quelli di riempire le sue tasche . Con la democrazia non c’entra nulla. Ha fatto una cazzata enorme come una casa in Iran e ora vuole farla pagare a Zelensky e agli europei. Un uomo ridicolo .
Ho letto e ascoltato, come spesso accade, molte cose inventate di sana pianta sulle scelte di bilancio che riguardano la Difesa. Telefonate dai toni duri, scontri e discussioni tra me, il Presidente Meloni e il Ministro Giorgetti.
Sapete quante telefonate di questo tipo ci sono state negli ultimi sette giorni?
ZERO.
Non una o due, che sarebbero anche normali. Zero.
C’è stata una riunione. E non avevo bisogno che qualcuno mi spiegasse cosa sta accadendo all’energia, ai carburanti, all’inflazione o ai debiti sovrani. Lo capisco benissimo.
Per questo mi sono limitato a dire che ritenevo già importante poter contare, per la Difesa, sullo 0,3% del PIL previsto per il 2027, rinviando a tempi migliori il ragionamento sulle ulteriori necessità.
Senza discussioni. Senza lotte. Senza obiezioni. Senza vincitori né vinti.
La sicurezza che oggi dobbiamo garantire è anche quella economica delle famiglie, di fronte a una crisi che arriva dall’esterno e colpisce tutti.
Oggi, invece, scopro dalle parole di un sedicente leader dell’opposizione che il Governo avrebbe deciso di spendere «14 miliardi in più in armi».
Il Governo proporrà al Parlamento di utilizzare la clausola di salvaguardia europea, nata per le spese di difesa e oggi estesa anche alla sicurezza energetica, per finanziare sia la sicurezza sia gli interventi contro il caro energia. La Difesa ha aperto la strada a una flessibilità che consente anche di aiutare famiglie e imprese. Una scelta intelligente e utile.
Ma sono utili anche le spese per la Difesa, presidente Conte. E ridurle tutte alla parola «armi» significa ignorare, o fingere di ignorare, ciò di cui si parla.
Su 100 euro destinati alla Difesa:
• 60 vanno al personale: donne e uomini di Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri e personale civile. Complessivamente, 278.000 persone.
• 10 servono al funzionamento quotidiano: carburanti, manutenzioni, divise, mense. Risorse che alimentano il lavoro di migliaia di commercianti, artigiani e piccole imprese.
• 30 finanziano gli investimenti, che comprendono anche gli armamenti necessari ad assolvere il nostro compito: difendere i cittadini e la democrazia.
Quegli investimenti sostengono un comparto che dà lavoro a oltre 300.000 persone. Non soltanto Leonardo, Fincantieri o Iveco, ma centinaia di grandi, medie e piccole aziende. E alimentano una crescita tecnologica e scientifica con ricadute fondamentali anche nella vita civile.
Chi attacca in modo superficiale e indiscriminato le spese per la Difesa colpisce quindi il personale, il lavoro, le imprese e la capacità di innovazione del Paese. Soprattutto, dimentica il compito al quale queste risorse servono: quella difesa della Patria che la Costituzione definisce «sacro dovere del cittadino».
A questo punto, però, mi sia consentito distinguere.
C’è chi si oppone per un pacifismo sincero o per profonde convinzioni morali. Ha il mio pieno rispetto.
C’è chi lo fa per convenienza politica, perché essere contro, senza approfondire, può portare voti. Ne comprendo il calcolo, ma non condivido questo modo di fare politica.
E poi c’è chi lo fa perché sta dalla parte dei nostri nemici.
Per questi ultimi ho solo disprezzo.
Look who appeared on Russia Today, the most famous russian propaganda platform, just this month, on September 10.
Of course she is parroting their narratives, like the good asset she is.
Lo scrittore ucraino pacifista Artem Chapeye, arruolatosi all’inizio dell’invasione russa, risponde alla segretaria dei Giovani Democratici, Virginia Libero:
«Fanno bene i giovani a rifiutare le guerre di aggressione mosse dai loro governi. Ma la resistenza a un’invasione non è “la vostra guerra di destra”. È la stessa guerra che fecero i vostri partigiani. Onestamente, ne ho abbastanza di rispondere a formule astratte di persone privilegiate, che non si rendono nemmeno conto di quanto lo siano a non dover prendere decisioni così difficili come le nostre e a potersi limitare a fare retorica teorica. Spero davvero che gli italiani non si ritrovino mai più nella stessa situazione in cui siamo noi. Solo ora comprendo il significato profondo di quest’espressione, e da una città in guerra ve lo auguro sinceramente: la pace sia con voi». (La Repubblica)
Ho visto mesi fa un video su YouTube in cui a Barbero veniva rivolta una domanda: c'è una lezione che abbiamo appreso dalla storia? La sua risposta era stata, con un chiaro ammiccamento: "Non attaccare la Russia". Come se nel 2022 qualcuno avesse attaccato la Russia.
Anche Giuseppe Conte cita un famoso articolo di Foreign Affairs per dire che si poteva fare la pace già nel 2022 a Istanbul, ma Boris Johnson, un europeo, la fece saltare. Però nell’articolo di Foreign Affairs gli autori scrivono: “La versione secondo cui l’occidente avrebbe costretto l’Ucraina a ritirarsi dai colloqui con la Russia è senza fondamento”. Sono 11 mesi che nei programmi televisivi opinionisti e politici citano quell’articolo e nessuno – né chi lo cita né chi intervista chi lo cita – lo ha letto. È lungo, ma è pubblico, è qui:
🚨🪖🇮🇹🇪🇺 Mario Monti a Roberto Vannacci durante il Forum Ambrosetti a Cernobbio: "Io ho guardato molto bene le cose che lei ha scritto, le cose che lei dice e il programma recentemente uscito e sono stato molto attratto dai riferimenti alla storia, alla cultura, in particolare alla storia, alla cultura romana.
I romani dicevano 'divide et impera'. Trump e Putin cercano di applicare questo motto all'Europa, cercando di dividerla con un certo successo dall'esterno e i sovranisti dei Paesi europei stanno cercando di farlo, o di fatto lo stanno facendo dall'interno dell'Europa. Poco importa se sono spinti da uno o dall'altro.
Ora, queste forze molto diverse tra loro, ma che indubbiamente stanno andando forte in Europa, si chiamano "populisti" o "nazionalisti" e la mia profonda convinzione è che nella maggioranza dei casi vanno però contro l'interesse del popolo e contro l'interesse della nazione.
Io amo molto l'Italia, e quando si è trattato di fare sacrifici anche personali per cercare di aiutare il mio Paese, ho cercato di farlo al meglio: però mi piace la frase che ho trovato nella prefazione all'edizione italiana di Albert Camus nelle "Lettere a un amico tedesco", scritto durante la Seconda guerra mondiale, quando dice: "Amo troppo il mio Paese per essere nazionalista". Questa è esattamente la mia posizione e le cose da lei non ricordate, successe tra il 50 e il 92, che hanno compreso protempore, stranamente, contro ogni evidenza statistica, la fine della guerra tra gli stati membri dell'Unione europea, quelle cose sono avvenute perché i nazionalismi, dopo aver causato i mali che sappiamo, hanno per un momento declinato il capo.
E ricordo, cito un altro francese - era la mia prima apparizione al parlamento europeo dove lei siede oggi, Generale - nel gennaio 1995 le ultime parole dell'ultimo discorso del presidente Mitterrand, che sarebbe morto da lì a poco, 'Le nationalisme, c'est la guerre', il nazionalismo è la guerra".
Nel giorno del record Meloni, una precisazione dovuta: chi pensa che l'Italia, con 68 governi, abbia avuto un sistema politico instabile non sa di cosa parla.
Per 45 anni abbiamo avuto il sistema più stabile del mondo occidentale. Governava sempre la Democrazia Cristiana.