Giornalista per TgrCalabria della Rai, qui solo opinioni *personali*. Sempre pronto a imparare. Spesso seduto dalla parte del torto; più spesso, in piedi
Un momento histórico para la Basílica de la Sagrada Família. Así hemos vivido la misa solemne presidida por el Papa León XIV y la posterior bendición e inauguración de la torre de Jesucristo.
¡Gracias a todas las personas que nos habéis acompañado! 🙌
WATCH: Pope Leo sat with the pilots during his flight from Madrid to Barcelona on the second leg of his Spain tour. The pontiff was invited aboard by one of the captains, and waved at Spanish Air Force fighter jet pilots escorting the plane.
@silvia_salis ha deciso di denunciare chi l'ha apostrofata in maniera brutale, devolvendo i risarcimenti a realtà importanti del sociale. Un modo per arginare l'#hatespeech e i "leoni da tastiera", ma anche la costante delegittimazione delle competenze femminili.
Cosa ne pensate?
Così la sindaca di Genova @silvia_salis ha annunciato sui social che chi le ha dato della p*****a sui social "alla fine pagherà" e i soldi saranno devoluti in beneficenza.
"In questi giorni abbiamo definito il risarcimento di 5.000 euro della prima delle tante querele contro chi ha usato parole violente e degradanti nei miei confronti sui social media. È l'ora di far capire un messaggio molto chiaro: chi diffonde odio sui social deve essere punito. L'odio va trasformato in bene".
"Per questo ho deciso che la somma versata dal primo leone da tastiera vada in beneficenza al centro antiviolenza Mascherona, all'associazione Per Non Subire Violenza e a Casa Pandora Margherita Ferro. Le altre somme, che sono certa arriveranno, saranno versate con fini analoghi".
"Non possiamo fare passare il messaggio che la violenza verbale sulle donne sia una goliardata social, perché noi donne subiamo sempre una doppia violenza: a una donna non si contesta mai il ruolo che ricopre, ma come si veste, come appare, quali sono le sue scelte nella vita privata. È un modo per delegittimarci continuamente all'interno della società".
"Ho fatto questa scelta perché ogni giorno donne che lavorano e operano in tutti i contesti, non solo quello pubblico e politico, subiscono questo tipo di violenza", ricorda la sindaca.
"A un uomo si dice che è uno s*****o, che è un prepotente, mentre a una donna dici che è una "Barbie" o che è una p*****a. È un meccanismo tossico alimentato da uomini, ma purtroppo anche da alcune donne, che ha l'obiettivo di svilire il ruolo della donna nella società, di imporle il silenzio, di ridimensionarla. Denunciare si può e si deve, reagire si può e si deve, e i risultati di oggi sono tangibili e lo dimostrano. Anche se questa violenza passa attraverso uno schermo, continuerò a reagire e a denunciare. Continuerò a trasformare l'odio in bene per la nostra comunità".
Daniela Santanché, ministro del Turismo, si è dimessa. La decisione arriva dopo il pressing della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Ieri la premier ha auspicato il passo indietro della ministra, che ha atteso 24 ore per formalizzare la decisione.
Mai vista una cosa del genere prima.
Queste mosse dimostrano oltre ogni ragionevole dubbio che Giorgia Meloni fosse convinta al mille per mille non di vincere il referendum.
Ma di stravincerlo.
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*NOTA DI PALAZZO CHIGI*
Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, esprime apprezzamento per la scelta del Sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del Capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi di rimettere gli incarichi finora ricoperti e li ringrazia per il lavoro svolto con dedizione.
Auspica che, sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal Ministro del Turismo Daniela Santanchè.
Non è il genere di musica che ascolto.
Non ho nemmeno visto Sanremo.
Ho letto la storia di quest’uomo e, al di là delle battute che ho fatto, credo meriti una riflessione.
Ha vinto Sanremo 2026.
Ma la vera vittoria l’ha pronunciata in una frase.
“Io non capisco niente… questo premio lo voglio condividere con la mia famiglia che mi ha aiutato tanto.”
Voce rotta. Mani che tremano. Occhi pieni di lacrime.
E all’improvviso il palco più importante d’Italia è diventato casa.
Niente discorsi studiati.
Niente frasi perfette.
Solo verità.
Perché quando ha stretto quel trofeo non ha detto “ho vinto”.
Ha detto “lo condivido”.
E poi si è inginocchiato.
Un gesto istintivo. Potente. Raro.
L’inginocchiarsi di chi sa che dietro ogni applauso ci sono sacrifici invisibili.
Di chi sa che dietro ogni sogno realizzato c’è qualcuno che ha creduto anche nei giorni più difficili.
La famiglia è quel posto che non sale sul palco, ma ti ci porta.
È chi ti sostiene quando nessuno guarda.
È chi ti dice “continua” quando vorresti fermarti.
È chi festeggia in silenzio mentre tu brilli sotto le luci.
Il suo “Per sempre sì” non è stato solo il titolo di una canzone.
È stato un sì alla gratitudine.
Un sì alle radici.
Un sì a quell’amore che non chiede visibilità, ma costruisce tutto.
In un mondo che celebra l’ego, lui ha celebrato il grazie.
In un tempo in cui tutti cercano protagonismo, lui ha messo al centro chi lo ha reso possibile.
Ed è per questo che quel momento è diventato virale.
Perché tutti abbiamo qualcuno a cui vorremmo dedicare una vittoria.
Tutti abbiamo una mano che ci ha sorretto quando stavamo per cadere.
Tutti sogniamo di poter dire, un giorno: “Questo è anche vostro.”
Non è stata solo una vittoria musicale.
È stata una lezione di cuore.
E certe lezioni restano. ❤️
@AlfioKrancic Non fosse risvolto di una vicenda tragica da cui peraltro il nostro Paese esce intollerabilmente umiliato, quanto accaduto si potrebbe usare al prossimo Sanremo al posto degli interventi di Siani e Frassica (...e farebbe anche ridere molto di più)
Per la prima volta ha parlato direttamente lui, Ghali.
Alla vigilia della sua esibizione alla serata inaugurale delle Olimpiadi, Ghali ha speso parole che tutti dovrebbero leggere sulla vergognosa censura preventiva a cui è stato sottoposto dalla destra e da larga parte delle istituzioni.
Le ha scritte in tre lingue, italiano, inglese e arabo, proprio quella lingua che domani gli impediranno di usare e che così tanta paura fa a qualcuno:
"A tutti.
Lo so.
So quando una voce viene accettata.
So quando viene corretta.
So quando diventa di troppo.
So perché vogliono uno come me.
So anche perché non mi vorrebbero.
So perché mi hanno invitato.
So anche perché non ho più potuto cantare l'Inno d'Italia.
So perché mi hanno proposto di recitare una poesia sulla pace.
So che poteva contenere più di una lingua. So che una lingua, quella araba, all'ultimo era di troppo.
So che un mio pensiero non può essere espresso.
So anche che un mio silenzio fa rumore.
So che è tutto un Gran Teatro."
È una riflessione di una onestà e una lucidità disarmante, sulla pace, sul multiculturalismo, sull’inclusione, lontana anni luce dall’ipocrisia e la superficialità di chi vorrebbe tappargli la bocca prima ancora che la apra.
Io, da italiano, lo ringrazio e mi sento rappresentato da lui come artista su quel palco così importante e simbolico, a cui ha fatto benissimo a non sottrarsi, anche se ne avrebbe avuto tutto il diritto.
E mi vergogno per tutto quel “Gran Teatro” che gli hanno costruito intorno.
Solidarietà a Ghali.
Rappresenta le Olimpiadi meglio lui di tutti quegli ipocriti in giacca e cravatta che fingeranno di applaudirlo.
Lorenzo Tosa
Ahmed al Ahmed, l'uomo celebrato come un eroe nazionale in Australia per aver affrontato disarmato i terroristi della strage di Bondi Beach, ha ricevuto un assegno di oltre 2,5 milioni di dollari australiani (circa 1,65 milioni di dollari americani).
#bondibeach#australia