Cinquant'anni di carriera come compositore, cantautore e produttore discografico con i più grandi artisti del panorama musicale italiano.
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Istigazione al reato art. 414 Vannacci: Assemblea Costituente di Futuro Nazionale, la seconda giornata in diretta |«Femminicidio non esiste, reato specifico non serve»
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A Milano nonostante le regole vige completa anarchia sull’uso dei Monopattini elettrici, vietato andare in due: dal «targhino» all’assicurazione, tutte le regole da rispettare. Multa fino a 250 euro per chi non mette il casco
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Ma qualcuno ha mai visto vigili o polizia sanzionare chi li usa infischiandosene delle regole? In due sul monopattino e senza casco, muore 18enne travolto da un’auto a Milano. Ferito nell’incidente l’amico che guidava il mezzo
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Sembra una barzelletta ed era tutto già prevedibile .
Ponte sullo Stretto: indagati per corruzione l'ex presidente della Corte dei Conti Miele e l'ex commissario della Lega calabrese Saccomanno. La replica: «Vogliono colpire Salvini»
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Governi di destra e di sinistra. Ce ne fosse uno che nella finanziaria mettesse misure per contrastare l’evasione fiscale. Considerato che il 43% non paga l’IRPEF, se mettessero in atto una vera battaglia all’evasione, quanti voti perderebbero? Quindi solo i soliti pagano. 😡😡
È il 1971. Lucio Battisti è già una stella della musica italiana, ma ancora lontano dall’aura mitica che avrebbe assunto negli anni successivi. Quell’anno, invitato alla Rai per esibirsi, prese una decisione che oggi sarebbe impensabile: salì sul palco con una chitarra appena comprata alla stazione di Roma Termini. Ne uscì, secondo molti, la versione più intensa di Eppur mi son scordato di te. Il brano, scritto insieme a Mogol, era stato inciso originariamente dai Formula 3, band di cui Battisti era produttore. La canzone racconta una storia d’amore consumata dalla passione e dall’inevitabile distacco, con una tensione emotiva che si presta a interpretazioni cariche di sentimento.
Si racconta che Battisti fosse arrivato a Roma senza il suo strumento. Poco prima dell’esibizione, fece tappa alla stazione Termini e acquistò una chitarra folk economica in un negozio vicino ai binari. Non c’era tempo per rodaggi: salì sul palco e la suonò così com’era, senza amplificazione sofisticata né preparazioni particolari.
La performance, trasmessa in bianco e nero, è rimasta nella memoria collettiva per la sua essenzialità: voce e chitarra, senza fronzoli. Il timbro un po’ ruvido dello strumento nuovo, unito alla voce intensa di Battisti, diedero alla canzone una dimensione quasi confessionale. Molti fan considerano quella la versione definitiva, più viva e sincera di quella in studio.
In un’epoca in cui la musica italiana cominciava a inseguire la perfezione tecnica, Battisti dimostrò che un’emozione autentica può nascere anche da un imprevisto. O forse soprattutto da un imprevisto.