Per tornare a vestire i nostri colori, ti sei ridotto l’ingaggio e ti sei battuto con tutto te stesso.
Per l’amore di questi colori, hai ingoiato merda e ti sei fatto scivolare addosso critiche ingiuste e promesse non mantenute.
Per rispetto di questi colori, hai mantenuto il silenzio nonostante volessi sputtanare questa balorda società almeno quanto Noi.
Con questi colori addosso, hai dato tutto quel che avevi in campo, anche più di quel (tanto) che vali.
Probabilmente, non ci saremmo mai dovuti lasciare.
Sicuramente, non avremmo dovuto farlo ora e tantomeno così.
Ma, con una società come questa, questo schifo è all’ordine del giorno.
Un mercato iniziato storto (tra richieste di cessione, giocatori in scadenza e saldo zero) e raddrizzato con “intelligenza” da terzi, non poteva non avere la sua “laziata”.
Un mercato buono, rovinato, a giochi fatti, oltre il 90esimo minuto, per non incombere nella necessità di intervenire per sostituirti.
Solo una società incompetente poteva rovinare il primo mercato buono dopo anni, vendendo il suo centrale più forte.
Solo una società di romanisti poteva farlo privandosi con leggerezza di un Laziale come te.
Ma anche qui dov’è la novità?
Ci siamo già salutati.
Prima con quell’inchino sotto il settore ospiti a Lecce, poi con quelle parole mozzate alla manifestazione.
Ci siamo già salutati.
Non servono altri saluti, che spero siano un arrivederci e non un addio.
Magari in società, con un altra società.
Se sarà, quando sarà.
Per ora mi basta augurati il meglio, nella speranza che ti toglierai qualche sassolino tenuto per troppi anni dentro quello scarpino…
Ciao Ale’, forza #Lazio.
#Romagnoli 🫶🏻⚪️🔵
Potevi tranquillamente chiudere la carriera qui, insieme a noi. Saresti stato perfetto con la fascia al braccio.
La colpa sappiamo di chi è, sempre lui.
A presto Alè, prima o poi tornerai, ne sono convinto. Da dirigente o allenatore, quando quella merda non ci sarà più.
Io la ricordo quella trattativa per venire alla #Lazio, estenuante, durò giorni perché quel verme di Presidente ti chiedeva di rinunciare il più possibile.
Me lo ricordo quel “je l’avemo fatta” agli arrivi di Fiumicino.
Mancherai. Ci rivedremo allo stadio, liberi.
raga ma perché state cercando di normalizzare se un’amica stretta o il FIDANZATO non si ricorda del vostro compleanno 😭 cioè a meno che non succedano cose gravi nel frattempo, non è normale dimenticarsene ……
Chi è sensibile attribuisce un’importanza enorme ai dettagli più insignificanti del comportamento altrui, quelli che generalmente sfuggono alle altre persone.