Mi porto dentro i tramonti, la luce che filtra da una finestra, quel colore di una speranza che entra e non ti molla più. Quest’anno mi ha dimostrato che la definizione che si ha di se’ stessi può essere parziale/errata e che non bisogna credere alle parole che si hanno nella testa ma guardarsi ascoltarsi davvero e capire il cammino.
Mi rattrista la vita nel telefono.
Io mi sento bene quando ho a che fare con un libro che dice qualcosa di bello e/o vero (bello e vero possono essere uguali), mi sento bene quando c’è un tramonto, una pioggia forte, il sorriso di un bambino, mi sento bene negli occhi di chi amo, nell’acqua che da’ vita ad una pianta, nel cielo che cambia colore.
Caro 2024, non voglio che tu mi dia niente, anzi, voglio togliere io il superfluo e andare all’essenza.
Tanti auguri a tutti!
Di molti di coloro che mi stanno leggendo non conosco il volto, non conosco il suono della voce ne’ probabilmente il nome ma che la vita vi possa dare ciò di cui avete bisogno. Auguri! È più facile odiare, non c’è rischio di mettersi in discussione ma io l’odio non so cosa sia, l’ho imparato tramite il mondo ma comunque sia, rimango come sono e a tutti voi indistintamente regalo un sorriso.
Il più sincero che ho.
Buon anno!