Münster, 1/10/2026
Consegnato alla NATO il Premio Internazionale della PACE di Vestfalia 2026.
#Merz e #Rutte si sono affacciati al balcone del municipio..
ricevendo dal popolo un’accoglienza consona ad un leader fallito e ad un leccaculo imbarazzante.
@nomfup La sua amata Europa ha nominato un "Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza", che invece di cercare di prorogare gli "80 anni di pace", agita quotidianamente le acque in cerca della guerra. 🤡
Dopo il 1989 l’Occidente ha trattato la Russia come una preda. Il Muro cade e subito parte il linguaggio del trionfo: fine della Storia, mercato unico, ordine unipolare. Dietro le frasi c’era un programma più rozzo: smembrare ciò che restava dell’apparato sovietico, svendere industrie, banche, energie, terre, e tenere Mosca in una condizione permanente di debolezza. Non era diplomazia. Era saccheggio con consulenti, fondi e trattati.
La terapia d’urto non ha “riformato” un paese. Lo ha depredato. In pochi anni un tessuto industriale costruito in decenni è stato smontato, privatizzato a prezzi da liquidazione, trasferito a una cricca di intermediari legati ai capitali occidentali. Crollo demografico, crollo della speranza di vita, crollo della produzione: questi non sono effetti collaterali. Sono il bilancio di una razzia. Chi oggi parla di “transizione democratica” sta coprendo un furto.
Poi è arrivata la NATO. Ogni impegno verbale dato a Gorbaciov è stato trattato come carta straccia. Ogni allargamento è stato venduto come innocuo, tecnico, difensivo. Era l’opposto: un accerchiamento progressivo di uno Stato a cui si negava persino lo status di potenza con interessi legittimi. L’Ucraina, in questo schema, non era un popolo da rispettare. Era il pezzo più ricco del bottino: terre nere, industria pesante, accesso al mare, cuneo strategico sul fianco russo.
Il 2014 non è un incidente della storia. È il tentativo di chiudere l’operazione. Un cambio di regime sostenuto, armato, celebrato. Gli accordi di Minsk non erano pace: erano un rinvio per armare, addestrare, integrare. Chi oggi finge stupore per il 2022 mente. La guerra è la risposta di chi ha rifiutato di farsi fare a pezzi in silenzio dopo trent’anni di umiliazione e avanzata.
E l’Europa? L’Europa si racconta come giardino. Valori, regole, diritto, civiltà. È la vecchia superbia coloniale riciclata in linguaggio burocratico. Il giardino esiste solo se qualcuno paga il conto: energia a basso prezzo, mercati aperti, sicurezza scaricata su altri. Quando la preda smette di collaborare, il giardino scopre di non produrre abbastanza, di non combattere abbastanza, di non decidere abbastanza. Diventa una appendice strategica che predica morale e importa munizioni.
Non è il mondo a essere giungla. È l’Europa che ha creduto di poter vivere per sempre di rendita su un ordine imposto dopo la Guerra Fredda. Ha voluto la Russia a pezzi. Ha voluto l’Ucraina come avamposto. Ha voluto predicare e depredare insieme. Ora paga in inflazione, deindustrializzazione e sangue altrui, e continua a parlare di giardino.
Questa non è una tragedia nata dal nulla. È il prodotto di un calcolo. Il calcolo era sbagliato. Il conto è arrivato.
@BarneyGumble_IT@valy_s@GiorgiaMeloni Ma, veramente, sembra che stampa e tv italiane sono finanziate dall'Unione Europea...
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@silvia_salis Quindi, io pago il biglietto e poi il pizzo per utilizzare una banchina che le compagnie navali hanno già pagato?
È come se Milano mi chiedesse il pizzo di 3€ per poter accedere ai binari per prendere il treno.
Siete dei farabutti con le mani nelle tasche della gente.
@Azione_it Un promemoria per chi finge di ignorare i fatti. Andate a rivedere la cronologia degli eventi: i vostri beniamini hanno dato fuoco alla miccia, spalleggiati da USA.
@nomfup@ilmessaggeroit In effetti ne ha fatta una ragione: ha considerato l'effetto dirompente delle sanzioni (cit.), la corsa dei Russi ai microchip di lavatrici e frigoriferi (ri-cit.) e la sconfitta della Russia ormai imprescindibile grazie agli aiuti dell'UE.
Assumere Ulisse come "uomo di riferimento" perché "lascia la sua terra e la sua famiglia per andare a proteggere la patria", come si legge nelle dichiarazioni riportate è un capolavoro di revisionismo mitologico.
Nella vera epica omerica, Ulisse si finse letteralmente pazzo – mettendosi ad arare la sabbia e seminarvi del sale – proprio pur di non partire per la guerra e non dover lasciare la sua famiglia. Inoltre, la guerra di Troia non era affatto una missione per "proteggere la patria", ma una spedizione punitiva oltremare scatenata dalle corna del re di Sparta, Menelao.
Per completare il ritratto di questo eroe del "patriarcato mediterraneo", nei vent'anni in cui è stato lontano da casa, Ulisse si è intrattenuto ampiamente con la maga Circe e la ninfa Calipso, mentre Penelope doveva gestire da sola un regno invaso dai Proci che le prosciugavano le dispense.
Se l'intento era esaltare il senso del dovere patriottico e familiare, scegliere il re di Itaca è un autogol omerico da vera standing ovation. Fenomeni ne abbiamo davvero 🤣🤣
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#Meloni: "Multe fino a 1.000 euro per i genitori degli alunni stranieri che non imparano l’italiano".
Ma la stessa regola vale anche per il Ministro #Urso?
#27settembre#ddlscuola