“Non si vota più per il reddito, ma per la dignità. Per il riconoscimento. Non per i bonus, non per qualche euro in più di stipendio, ma per difendere il proprio mondo, i propri valori, la propria identità.”
Cosa significa essere elettori nella stagione dell’identità?
Ci vediamo giovedì 16 aprile alle ore 18 a Milano presso la Libreria Claudiana con la presentazione del libro di @dpetrolo “La stagione dell’identità, dalla Brexit a Trump, perché orgoglio e valori contano più di salari e welfare”
Dialogheranno con l’autore Guido Tabellini, @LiaQuartapelle, @PastorellaGiu e @elisabettastrad
Vi aspettiamo!
Venerdì 13 febbraio alle 18:30, presso la Libreria Claudiana, presentiamo il libro di Simone Uggetti e Arianna Ravelli, “Storia di un sindaco: da San Vittore all’assoluzione”.
Un racconto che attraversa giustizia, politica e responsabilità pubblica, a partire da una delle vicende giudiziarie più discusse degli ultimi anni, per aprire una riflessione sul rapporto tra istituzioni, media e democrazia.
Alla presentazione parteciperanno @simoneuggettilodi, @ivanscalfarotto e Simona Viola.
Modera Alice Bellincioni.
Vi aspettiamo.
Stamattina a Venezia abbiamo parlato dell’odierna solitudine europea assieme a @LiaQuartapelle e Francesco Giavazzi.
La sfida della sovranità europea è la sfida del nostro tempo: dobbiamo lavorare sulla competitività della nostra economia, come delineato dal rapporto Draghi, per continuare a sostenere il welfare e la nostra democrazia. Dobbiamo fare scelte per favorire l’indipendenza tecnologica energetica e della difesa del nostro continente.
Sarebbe ora che venisse convocata una manifestazione per l’Europa, come già fu grazie a Michele Serra, stavolta in Campidoglio per raggiungere il Colosseo illuminato dalla bandiera dell’Unione. Per dire dove siamo, chi siamo, per cosa vale la pena di combattere. Chi ci sta?
Legge di Bilancio 2026 e le sfide che attendono il Paese.
La crescita rallenta, le diseguaglianze si allargano e le scelte di politica economica si fanno sempre più complesse. Serve una visione chiara, ma soprattutto coraggiosa.
Un confronto necessario, per chi crede che la politica economica non sia solo numeri, ma futuro.
Ne parliamo giovedì 4 dicembre, al The Mill in via Cappuccio 5 a Milano.
Vi aspettiamo!
Da quando Trump ha detto “l’Europa è stata fatta per fregarci” l’Unione Europea inizia a svegliarsi dal suo torpore e avvia passi significativi, ma ancora timidi, per l’autonomia strategica e l’assunzione piena di responsabilità verso il destino dell’Ucraina. Ma non basta.
Un panel di esperti ed esponenti politici che si battono per sbloccare l’Europa discuterà su cosa occorre fare, chi deve farlo e come.
La novità del nostro tempo è la rottura tra nazioni e dentro le nazioni dell’Occidente. Da anni negli Stati Uniti e in alcuni paesi europei è venuta crescendo la contestazione e l’erosione dei fondamenti dell’Occidente, e cioè la libertà individuale, la democrazia e la solidarietà sociale. Principi un tempo comuni a tutto il mondo occidentale, da cui gli Stati Uniti di Trump si stanno allontanando brutalmente. Parallelamente, in Europa crescono movimenti aggressivamente nazionalisti, reazionari e persino razzisti.
Insieme a @Linkiesta, nel loro Festival 2025, abbiamo deciso di ragionarne più a fondo. Ci trovate sabato 8 e domenica 9 novembre al teatro Franco Parenti. Con @LiaQuartapelle@PietroBussolati Marco Taradash @bendellavedova@ivanscalfarotto@elenabonetti
Vi segnaliamo anche gli incontri con Paolo Gentiloni, @CarloCalenda@pinapic e @matteorenzi.
Prenota il tuo posto: https://t.co/7rKxvmBfBP
Cosa serve alla Milano di oggi e a quella dei prossimi dieci anni? La discussione lanciata dai Verdi sembra suggerire che basti un riequilibrio di posizioni tra le forze di maggioranza. Come Circolo Matteotti vogliamo dare uno stimolo diverso: serve un assessorato con delega al futuro.
La giunta sta infatti entrando nella fase finale del mandato. Non serve una persona che si dedichi a gestire gli ultimi mesi, ma serve una persona che abbia il compito di immaginare una nuova stagione e avviare scelte strategiche per il futuro. Una delega, insomma, che ci guidi alla città dei prossimi dieci anni. Una delega che tenga insieme innovazione urbana, politiche abitative e coesione sociale in un’ottica metropolitana. Una delega che lavori per una grande Milano in cui tutti possano vivere bene.
Qui trovate alcune proposte di lavoro per un assessorato che si concentri su politiche, priorità e strumenti che aprano una nuova stagione di sviluppo e giustizia sociale per la nostra città: https://t.co/rEdXFU7aPP
Il Governo è entrato a gamba tesa nel sistema bancario, ha giocato al tempo stesso la parte dell’arbitro e del giocatore e ha in questo modo distorto e stravolto gli esiti di normali e legittime dinamiche di mercato nell’interesse di pochi ma - purtroppo - nel disinteresse di molti che non hanno colto adeguatamente e per tempo la gravità dell’operazione e il suo segno autocratico, quello del potere che si svincola dalle regole e dalle leggi.
L’uso manipolatorio e arbitrario del Golden Power (contro il parere della Commissione europea e del TAR del Lazio) per fermare l’Offerta Pubblica di Scambio di UniCredit su Banco BPM, in coerente esecuzione dei desideri di Salvini (“mi sta a cuore che Bpm e Monte dei Paschi di Siena non vengano messe in difficoltà”); il conflitto di interessi del Ministero dell'economia e delle finanze, artefice dell'utilizzo del golden power, primo azionista di Monte dei Paschi di Siena e, insieme ad altri soci dell'istituto senese, quali lo stesso Banco Bpm, Caltagirone e Delfin, regista della scalata a Mediobanca; l’affidamento alla piccola banca Akros — controllata proprio da Banco Bpm e senza esperienze specifiche — dell'incarico di gestire la vendita del 15 per cento di Monte dei Paschi di Siena, cessione che si è conclusa in modo sorprendentemente rapido con il trasferimento dell'intera quota guarda caso proprio a Banco Bpm e alla sua controllata Anima, unitamente a Caltagirone e Delfin.
Sono solo alcune delle tessere di un puzzle (o di un risiko) complicato ma inquietante sul quale abbiamo provato a fare piena luce insieme a Benedetto Della Vedova, Francesco Giavazzi, Lisa Noja, Christian Rocca e Paolo Costanzo.
Quando il potere gioca da arbitro e da giocatore, il mercato smette di essere libero. Mettiamo a luce tutte le tessere del risiko bancario: il 16 ottobre alle 19 a Milano ne parliamo con @bendellavedova , Francesco Giavazzi, Valentina Za, @lisanoja, @christianrocca e @Costanzopaolo
Milano non coincide più con i suoi confini amministrativi: è il cuore pulsante di un’area vasta e interconnessa. Il suo dinamismo economico, sociale e culturale ha un ruolo trainante in Italia e in Europa. E, come tutte le aree che sono attraversate da fenomeni impetuosi di crescita, ha le sue sfide, primo fra tutti una crescente diseguaglianza.
Dopo l’inchiesta sull’urbanistica c’è il rischio che si affermi una lettura pauperista e giustizialista delle trasformazioni urbane milanesi. Una narrazione spesso moralistica e semplificatoria che ha messo sotto accusa lo sviluppo della città, riducendolo a scontro ideologico o a sospetto generalizzato. È un approccio che rischia di cancellare — o peggio, negare — la natura profonda di Milano: una città che cresce, innova e sperimenta, e che ha sempre saputo rigenerarsi senza paura del futuro.
Giustizialismo e revisionismo non aiutano a capire e, soprattutto, non offrono alternative credibili. Per questo, è l’ora di aprire una nuova pagina per Milano, che tenga insieme sviluppo e equità. Il futuro della grande Milano e dei suoi abitanti va pianificato nella sua reale dimensione metropolitana della “città a un’ora”, garantendo reti stradali, trasporto pubblico e collegamenti efficienti a tutti quei territori che gravitano su Milano ma che oggi non possono raggiungere la città in circa sessanta minuti. Il nostro obiettivo va oltre il pendolarismo quotidiano: vogliamo agevolare flussi costanti di lavoro, cultura, servizi e vita sociale, vogliamo creare insieme uno spazio metropolitano che cresce e si trasforma.
Il fare rete è compito della politica, che può — anche senza attendere riforme istituzionali — creare agenzie, strumenti e collaborazioni capaci di rendere concrete le innovazioni sociali necessarie. Costruire alleanze tra istituzioni, imprese, terzo settore e cittadini significa trasformare la visione metropolitana in azioni tangibili, capaci di produrre cambiamenti reali e misurabili nella vita delle persone, il che non è una visione astratta, ma deve essere un impegno concreto di progresso: Milano è la città dinamica per eccellenza e l’accesso allo sviluppo e al dinamismo deve essere garantito a tutti.
Prossimo stadio o ultimo stadio? Dopo il voto su San siro bisogna guardare avanti.
Il 2 ottobre alle 19:00 alla Libreria Claudiana ne parleremo insieme.
Dopo l’introduzione di Massimo Ferlini e Claudio Carotti, discuteremo in modo aperto a tutti del futuro di Milano.
Che cos’è il circolo Matteotti?
È un circolo di cultura politica, un’iniziativa non di partito nè di partiti, a cui ciascuno può aderire liberamente.
Ci ispiriamo a Giacomo Matteotti, un uomo che, inascoltato, seppe più di ogni altro capire il suo tempo.
È l’ora di DARE.