Vincenzo #DeLuca: “Bonelli è il salice piangente della politica italiana. Basta solo questo nome per spingere tutta la popolazione maschile del Paese a compiere un gesto, diciamo, scaramantico, ad accarezzarsi i perpendicoli in via preventiva. È un portasfiga”
@PolitikosIt
Elly Schlein: e vi fa strano pensare a Ranucci presidente del consiglio?
Ieri vi abbiamo ricordato come Conte è diventato presidente del consiglio. Oggi vi ricordiamo come @ellyesse è diventata segretaria del @pdnetwork .
Elly Schlein esce dal PD nel 2015, ma si guarda bene dal dimettersi dal Parlamento Europeo, dove era stata eletta l'anno e dove è rimasta fino al 2019.
Nel 2020 viene eletta alle regionali dell'Emilia-Romagna con la lista "Emilia-Romagna Coraggiosa", e diventa vicepresidente della regione.
Nell'ottobre 2022 si dimette per candidarsi alle politiche: viene eletta deputata come indipendente nella lista PD.
A novembre 2022 rientra formalmente nel partito e annuncia la candidatura alla segreteria contro @sbonaccini .
Viene sonoramente sconfitta dagli iscritti: Bonaccini prende quasi il 53%, lei si ferma al 35%.
Pochi giorni dopo, alle primarie aperte, bastano due euro a testa per ribaltare tutto. Schlein vince con il 53,75%. Circa 587.000 persone, non iscritte, chiunque avesse due euro, consegnano il principale partito di centrosinistra a chi aveva appena perso tra gli iscritti.
Una vittoria con 164.000 euro di scarto: 2 euro moltiplicato per 82.000 voti di differenza.
Allora la domanda è: se si può arrivare alla guida del PD con 164.000 euro, perché Lavitola è per forza scemo e Ranucci per forza un cretino?
@pdnetwork@ellyesse@sbonaccini
Wishing the best of luck to @DjedSpence
Moving to a massive club in a fantastic city. Hopefully adds a Scudetto to the Europa League won with Spurs. 🏆
Really wish he could have stayed with us but understand the appeal of being a starter at a legendary club.
Go well king 👑
Anche stavolta, come sempre, dovevi battermi sul tempo. Non posso, non devo mai pensarti lontano, ma sempre qui come alle Dame, al Tenco o da Vito, burbero, dilagante, geniale, eterno amico mio: comincia a versare vino. Non fare che ti raggiunga con il bicchiere vuoto.
Roberto
Alla domanda su che impatto abbia avuto il superbonus del M5S sulla nostra economia, la risposta è arrivata secca, tecnica, e senza il minimo scrupolo diplomatico.
«Si sa che i bonus del 110% sono costati tra i 210 e i 260 miliardi. È stata una delle peggiori misure degli ultimi decenni. Non per l'idea di sostenere un settore in crisi come l'edilizia, ma per l'assurdità di buttare tutti quei soldi solo lì. Il provvedimento fu favorito dal fatto che una marea di liquidità arrivava dalla Bce e per alcuni anni non esisteva vincolo di bilancio. Sembrava che non si sapesse come spenderli, ma si poteva farlo diversamente: giustizia, istruzione, sanità...» dice Carlo Cottarelli ai microfoni de Il Giornale, in un'intervista firmata da Anna Maria Greco.
Insomma, ciò che racconta Cottarelli, da moderato, specie quando si parla di risorse pubbliche, fotografa perfettamente la situazione italiana odierna: chi invita ad alzare la pressione fiscale, chi infila la patrimoniale nel programma elettorale, dovrebbe prima ricordare che oltre 200 miliardi sono stati bruciati per le politiche scellerate dei propri alleati. Se mancano i soldi per servizi e welfare, non è colpa delle tasse basse: è colpa della malagestione dei NOSTRI soldi.
L'odio sociale travestito da giustizia di classe resta lo spauracchio perfetto per chi vuole raccogliere consenso sui sentimenti delle classi meno agiate.
Ricordate, se oggi vostro figlio non ha l'autobus urbano, se la mensa scolastica non riesce a coprire i pasti, se per una visita ospedaliera aspettate mesi (quando va bene), sappiate che i fondi c'erano. Sono stati adoperati per rifare le facciate delle villette indipendenti.
Nico Paz viene utilizzato per sminuire il colpo Palestra. È proprio questo l'intento.
Vi fanno pensare che sia possibile Paz, vi racconteranno che svanirà per pochi milioni, così il popolino si arrabbierà vomitando sui social odio verso i dirigenti che avrebbero potuto rinunciare a Palestra e prendere Paz.
Sono cose studiate per fare leva sui più stupidi e ottenere click, rabbia e visual.
Scegliete voi se crederci e contribuire a questo circo..
PENSIERI E PAROLE DEL NUOVO EDITORE DEL QUOTIDIANO LA STAMPA (che apprezza per nulla Massimo Giannini...)
“La Stampa non sarà più una piccola Repubblica. Tornerà a essere il giornale borghese che è sempre stato, il giornale di Torino, del Piemonte, dell’Italia che guarda il mondo. Riapriremo anche l’ufficio di corrispondenza di New York. Il mio piano prevede di andare in attivo al secondo anno”.
“Nel lavoro, un editore puro. In politica, un riformista. Vengo dal socialismo lombardiano, socialista lo era anche mio padre, medico”. La mamma? “Casalinga, e votava Dc”.
"Ho sempre letto i giornali. Il Corriere della Sera soprattutto. Quello di Paolo Mieli, fantastico. E leggevo anche la Stampa, ovviamente”.
"Voglio un giornale di profilo istituzionale. Equilibrato. Non urlato. Senza preconcetti, se possibile. Che esca fuori dalla storia degli ultimi due o tre anni della Stampa”.
“La borghesia colta non ragiona con la pancia: approfondisce, entra nel merito. Quello è il lettore al quale ci dovremo rivolgere”.
Qual è stato l’ultimo direttore della Stampa con queste caratteristiche?
“Non certo Massimo Giannini. Che stimo, perché è un grande professionista. Lo dico solo per intendersi, per capirsi: non è quello l’indirizzo giusto per la Stampa”.
(Alberto Leonardis del gruppo Sae intervistato dal Foglio)
Io adoro il confronto civile.
Per quanto possibile, non sempre mi riesce, cerco di essere gentile.
Quindi non scriverò, del tizio col fratino fosforescente, “ma tu chi cazzo sei? Chi rappresenti?”.
E non dirò al ragazzetto che deride questo signore pacifico: “Torna a studiare, deficiente fascista”.
Non lo farò, perché appunto credo che si debba spiegare. Prendendosi anche, come mi è successo più di una volta, insulti e minacce.
Punto primo, veloce: l’Ucraina è sotto attacco di un fascista. Il fascista è quell’altro. “Sì ma la Nato…”. La Nato non attaccava nessuno. “Sì ma il battaglione Azov…”. I partigiani italiani si giovarono dell’esercito italiano in rotta, che fino a un secondo prima era fascista. “Sì ma la corruzione…”. Se tutti i Paesi corrotti dovessero essere invasi da altri più corrotti di loro, alla sera mangeremmo tutti borsch. “Sì ma le armi…”. Senza le armi – alleate – avremmo parlato tutti tedesco.
Punto secondo, l’opportunità, la memoria, il rispetto. Ascoltate quel signore, che dice “abbiamo aderito…”, “sono conosciuto…”. Pensa di parlare a gente come lui. Pensa che essere memoria lo autorizzi a decidere, a spiegare, a testimoniare, che tra i bersagli dei fascisti di oggi ci sono l’Ucraina e l’Europa, il primo bersaglio di Putin (e del suo gemello in affari, Trump) da almeno un ventennio. E pensa di poterlo rivendicare. Come facciamo con le bandiere palestinesi contro l’altro fascista, quello che – nell’Internazionale delle teste di cazzo – completa il triangolo che comprende Washington e Mosca.
Affari, sfere d’influenza, democrature. La stessa pasta.
Ma il tizio non vuol sentire. Lo allontana. “Non m’interessa”. “Non mi tocchi”. Dice così: “Non mi tocchi”. E se ti tocca cosa fai, lo meni? E l’altro ride, gode del piccolo branco vincitore.
Io credo che, seduti attorno a un tavolo, l’allontanatore, il signore con la bandiera ucraina, il sottoscritto, saremmo d’accordo su un 75% di cose, diciamo sui valori, ché la politica è un’altra cosa e la si esercita in democrazia. Saremmo d’accordo che resistere, oggi, significa proteggere i deboli, i migranti, le persone LGBTQ+, i diritti civili ma anche quelli sociali, ché il capitalismo selvaggio ha devastato smantellando ogni singola regola a favore dei prepotenti.
Credo soprattutto che sapremmo individuarli, i prepotenti. E che dovremmo cominciare a farlo anche quando siamo diventati noi. Al netto di tutto, quello che si vede in questo video è un atto di prepotenza. Per il quale, persino coltivando pareri diversi sulla politica internazionale, qualcuno dovrebbe chiedere scusa.
Perché, come credo di aver detto un’altra volta, e lo ridico: abbiamo i fascisti al Governo. Non dovremmo sprecare tempo a maltrattare vecchietti.
Viva la Liberazione dal Nazifascismo. Viva il #25aprile_è_ANTIFASCISTA. Sempre.
@macnonesiste Di Chivu ero poco preoccupato, bastava che non stravolgesse gli schemi di una squadra che aveva sfiorato la CL. Ma come si fa a non pensare che eravamo vicecampioni d’Europa!! In Italia solo il Napoli competeva con noi.Mi aveva spaventato solo l’uscita di Lautaro
Cara Italia,
Grazie per questa visita e per il vostro costante sostegno all’Ucraina e agli ucraini; desidero in particolare ringraziarvi per il rispetto nei confronti del nostro Stato, della nostra indipendenza, della nostra integrità territoriale e del nostro popolo.
Il rispetto è importante tanto quanto la sicurezza. Quando le persone e gli Stati sono rispettati e quando la sicurezza è garantita, possono esistere relazioni davvero dignitose e una vita normale. È proprio così che lavoriamo insieme all’Italia e insieme a tutti i partner, per garantire la sicurezza – in tutti i sensi della parola – e affinché le relazioni tra noi siano sempre amichevoli e solide. Sono grato per tutto il sostegno che l’Italia ha offerto all’Ucraina e al popolo ucraino — sul piano politico, economico, umanitario e della sicurezza.
Grazie a te, Giorgia, per la tua leadership, che aiuta non solo noi ma anche l’intera Europa ad affrontare questo momento di crisi, e per il tuo impegno costante nella difesa dell’Europa e dei suoi interessi.