Quest’anno, nella nostra tessera, abbiamo scelto di ricordare gli 80 anni della Repubblica. Ci impegniamo a lavorare per rendere di nuovo l’Italia attrattiva: fermare la fuga dei giovani, riportare lavoro, sicurezza e cultura al centro delle politiche pubbliche. 👇
@GiorgiaMeloni Nei comuni capoluogo è finita 10-6 per il centrosinistra. Sulla politica internazionale non ci hanno invitato a Londra. Sulla politica economica peggiorano debito, stipendi, bollette e produttività. E tu ci dici “avanti così?” Chi si contenta gode, capisco. Ma così è troppo eh!
@AugustoMinzolin Il linciaggio morale al quale sono stati sottoposti gli assistenti sociali dopo la vergognosa campagna su Bibbiano ha reso sempre più difficile l'intervento nelle famiglie a tutela dei minori.
La tragica vicenda di Beatrice è conseguenza della mitizzazione di famiglie naturali
Ho letto di tutto negli ultimi 2 giorni sulla “catastrofe” laburista. Sull’avanzata inesorabile di Reform che starebbe ormai conquistando il paese…
Bene. Facciamo un respiro profondo, lasciamo perdere il rumore mediatico e torniamo alla realtà.
1. La sconfitta c’è stata. Che se ne prenda atto
2. Da sempre i partiti di governo perdono le elezioni locali. Non è l’eccezione, è la norma
3. Queste elezioni riguardavano solo alcuni comuni. E per quanto Reform abbia fatto bene alle locali del 2025 e di quest’anno, lo scenario delle amministrazioni locali in Uk è questo. La realtà è questa ⬇️
Perché è vero che l’Arena non è solo del Comune, ma è anche vero che quanto vi accade ricade sempre pesantemente sulla cittadinanza
Ringrazio @24emilia#RCFArena#reggioemilia
È vero che l’Arena non è solo del Comune, ma ciò che accade al suo interno ricade inevitabilmente sulla cittadinanza
@reggiosera#RCFArena#reggioemilia
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2/2 Perché è vero che l'Arena non è solo del comune, ma è anche vero che quanto vi accade ricade sempre pesantemente sulla cittadinanza.
@Reggionline https://t.co/uwONRJtGcy
#RCFArena#reggioemilia
Credo che sia il momento di fermarsi un attimo e di ripensare seriamente alla gestione dell'Arena.
Riunendo intorno ad un tavolo proprietà, gestore ed amministrazione comunale.
E cercando una volta tanto di affidarsi a comprovate professionalità.
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.@paolomieli: "Narges Mohammadi, premio Nobel per la pace iraniana, è in fin di vita, mentre in Iran vengono impiccate 2-3 persone al giorno per i moti di gennaio, nessuno si cura più di queste persone, il movimento di protesta dell'Iran non crea più solidarietà",
Sono intervenuta, assieme a Robertino Ugolotti, in merito al richiamo Ausl nei confronti del Dott. Carlo Boni, Assessore Comune di Castelnovo ne' Monti e responsabile provinciale Italia Viva Reggio Emilia per la sanità
@gazzettaReggioE
Il medico e assessore Carlo Boni, responsabile provinciale di @ItaliaViva#ReggioEmilia per la #sanità, “richiamato” dall’Ausl per le sue opinioni
#rassegnastampa online e offline qui 👇
https://t.co/4nGe5ygklU
Pare però impossibile esercitare questo ruolo a fronte di intimazioni al silenzio.”
Carlo Boni
Assessore Comune Castelnovo ne’ Monti
Responsabile provinciale Italia Viva Reggio Emilia per la #sanità@RedaconRadionov
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“Sinceramente rimango convinto che sia dovere di un consigliere comunale eletto, ancor prima che dell’assessore alla salute, nominato dal Sindaco, informare i propri cittadini, ancorché i propri pazienti come medico, dei loro diritti.
SEGUE
3/3 Ma alla fine, e come mia scelta "di coscienza" personale, credo che la risposta di un liberale,di un riformista, di un garantista non possa che essere un deciso sostegno alle ragioni del sì.
https://t.co/G3Mfolkhfv
2/3 Corretta l'indicazione di Italia Viva di lasciare libertà di scelta ai propri elettori su una materia che, pur non essendo strettamente "di coscienza" si presta a risposte diverse.
Egr. presidente Buttafuoco, le scrivo a proposito della decisione deplorevole di riammettere la Russia alla @la_Biennale, spazio culturale di livello mondiale, le cui vetrine, proprio per questo, dovrebbero essere offerte a chi costruisce cultura e crea arte, anziché a chi distrugge teatri, uccide artisti e piega qualsiasi attività performativa al ruolo di supporto dei piani criminali di un regime corrotto e assassino.
La sua scelta appare tanto più incredibile se si considera che la commissaria del padiglione russo sarà Anastasiia Karneeva, figlia di Nikolay Volobuyev, dirigente di Rostec, il grande conglomerato statale russo della difesa militare e aerospaziale, soggetto a sanzioni occidentali già dal 2014. Le aziende collegate a Rostec producono missili da crociera come i Kalibr o i Kh-101, utilizzati da quattro anni per martellare città come Kyiv, Lviv e Odesa, gli Iskander, costantemente lanciati contro città ucraine, i P-800 Oniks, spesso sparati dalle navi del Mar Nero contro il centro storico di Odesa, che è patrimonio UNESCO. I carri armati T-90 e 2S19 Msta-S sono quelli che in questi anni hanno sventrato intere regioni dell’est.
Il risultato è che quasi 1700 siti culturali, inclusi quelli patrimonio dell’umanità sono stati distrutti o danneggiati. Centinaia di artisti sono stati uccisi nei bombardamenti o per aver scelto di difendere la propria nazione. Per altri è ora impossibile esibirsi o esibire proprie opere per mancanza di fondi, per gran parte destinati alla difesa o all’assistenza della popolazione, o per la distruzione dei teatri o degli spazi espositivi.
Nella società Smart Art Karneeva ha come socia Ekaterina Vinokurova, figlia del ministro degli Esteri Russo Sergey Lavrov, grande sostenitore della cancellazione dell’Ucraina sul piano culturale e geografico, un genocidio che punta all’estinzione dell’Ucraina in tutte le sue forme ed espressioni. Posizioni dalle quali Vinokurova non ha mai preso le distanze.
Davanti a tutto questo trovo abominevole che si sia scelto di offrire un palcoscenico ad un regime orgogliosamente genocida, che usa anche l’arte e la cultura come elemento di influenza e da tempo, peraltro esercita ormai un controllo ferreo su ogni forma espressiva, dai copioni degli spettacoli teatrali, alle trame delle produzioni cinematografiche, dalle arti visive alla musica, perché glorifichino la guerra e la sopraffazione di altri popoli.
Mi permetto infine di esprimerle il mio sincero e spassionato disgusto per l’intervista che ha rilasciato a Repubblica. Finora pensavo che non si potesse far peggio che chiamare “pace” una resa. E invece lei è riuscito a definire “tregua” il suo ignobile tentativo di normalizzare la guerra.
Saluti (non cordiali).