Musicista, insegnante, compositore ed arrangiatore; ha suonato e studiato un po' ovunque, vive tra le montagne del cuneese, cercando un po' di ispirazione.
Vi ricordate Carola #Rackete? Vi ricordate tutte le menzogne che #Meloni e #Salvini hanno detto su di lei? La Corte di Cassazione ha stabilito che non si trattò di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, né di resistenza a navi da guerra. Carola Rackete agì secondo la legge per proteggere la sicurezza dei passeggeri e quella manovra (in cui ci fu un urto con la motovedetta della Guardia di Finanza) fu una manovra di affiancamento necessaria per attraccare e quindi Rackete non avrebbe dovuto essere arrestata. Salvini la definì "sbruffoncella che fa politica sulla pelle dei migranti pagata da chissà chi", "viziata comunista tedesca" e "zecca tedesca". Salvini ha violato la legge bloccando illegittimamente una nave di disperati, ma per questo non andrà a processo perché i suoi amici al Senato lo hanno salvato.
Giorgio Almirante. Un breve ripasso per non dimenticare.
Il nostro paese sta perdendo la memoria di quello che accadde, dimenticando quali furono le persone che permisero la caduta del nostro paese nel buco nero del fascismo.
Una delle persone che contribuì alla diffusione dell'ideologia fascista fu sicuramente Giorgio Almirante.
La domanda sorge spontanea, quanto fu importante la figura di Almirante nel diffondersi dell'ideologia fascista?
Proviamo insieme a ripassare la storia.
Giorgio Almirante dal 1938 al 1942 fu segretario del comitato di redazione della rivista antisemita e razzista "La difesa della razza" che pubblicò il "Manifesto della razza" nel 1938 e con cui collaborò con articoli fin dal primo numero. Il 5 maggio 1942 scriveva sulla stessa rivista: «Il razzismo ha da essere cibo di tutti e per tutti, se veramente vogliamo che in Italia ci sia, e sia viva in tutti, la coscienza della razza. Il razzismo nostro deve essere quello del sangue, che scorre nelle mie vene, che io sento rifluire in me, e posso vedere, analizzare e confrontare col sangue degli altri. Il razzismo nostro deve essere quello della carne e dei muscoli...»
Procediamo.
Alla costituzione della Repubblica Sociale Italiana Giorgio Almirante vi aderì, arruolandosi nella Guardia Nazionale Repubblicana con il grado di capomanipolo equivalente a tenente. Il 30 aprile 1944 Almirante fu nominato capo gabinetto del ministero della cultura popolare presieduto da Fernando Mezzasoma.
In qualità di Capo di Gabinetto del Ministro della Repubblica sociale italiana Mezzasoma, firmò un bando in cui fra l’altro si ribadiva la pena di morte per i giovani che non avessero risposto alla chiamata alle armi nell’esercito repubblichino.
Cosa accadde con la fine della Guerra e la Liberazione del nostro paese dal nazifascismo?
Dal 25 aprile 1945 fino al settembre 1946, pur non essendo ufficialmente ricercato, rimase in clandestinità.
Nell'autunno 1946 Almirante partecipò alla fondazione dei Fasci di Azione Rivoluzionaria insieme con Pino Romualdi e Clemente Graziani.
Nel 1947 venne condannato per collaborazionismo con le truppe naziste; per questo reato verrà emesso nei suoi confronti un provvedimento di confino di polizia.
Sempre nel 1947 fu accusato del reato di apologia del fascismo a seguito di un comizio tenuto a Piazza Colonna durante la campagna elettorale per le amministrative; il 4 novembre 1947 gli verrà inflitta una condanna ad altri 12 mesi di confino poi annullata.
Il resto della sua vita è storia moderna e conosciuta.
Si spera.
Fabio Casalini
Bibliografia
Razzismo: ecco cosa scrisse Almirante Corriere della Sera, su https://t.co/tBFwT82Fn6, 28 maggio 2008
Maso Notarianni, Se Napolitano riabilita Almirante. Ripassiamo un po’ di storia, in il Fatto Quotidiano, 30 giugno 2014
Giuliana de' Medici, Le origini del M.S.I. (1943-1948), ISC, Roma
Mario Caprara e Gianluca Semprini, Neri, la storia mai raccontata della destra radicale, eversiva e terrorista, Roma, Edizioni tascabili Newton, 2011
Nella foto Giorgio Almirante durante un comizio alla fine degli anni ‘40. (Archivio RCS) #matrice
Dice #FlavioBriatore che il figlio di un falegname non dovrebbe studiare ma fare il falegname.
Nella foto il figlio di un falegname.
#YuriGagarin
Quanti si ricorderanno di Briatore tra 50 anni?
Tutta la mia solidarietà al personale del #Maxxi di Roma, per l’inqualificabile sceneggiata offerta da Vittorio #Sgarbi durante l’inaugurazione della kermesse estiva del museo.
Un sottosegretario di Stato che infarcisce il proprio intervento di espressioni e concetti triviali, misogini e sessisti, riducendo le donne a numeri e oggetti, è inconcepibile in qualsiasi Paese civile e non dovrebbe sedere fra i banchi di un governo.
Ci aspettiamo che il presidente del Maxxi, Alessandro #Giuli, si scusi per l’accaduto e garantisca che mai più nel museo che dirige – uno spazio pubblico – abbiano luogo simili esibizioni d’infimo avanspettacolo. Il @pdnetwork ha già chiesto al ministro #Sangiuliano di venire a riferire in Aula per spiegare come possa un’importante istituzione culturale essere oggetto di una deriva degradante come questa.
E ci aspettiamo anche una doverosa presa di posizione al riguardo da parte della ministra #Roccella, in questi giorni molto impegnata in una battaglia contro chi dà nomi di persona agli animali da compagnia.
Sarebbe questa la nuova rivoluzione culturale che la destra si riprometteva?
Osservare i fatti messi in fila può aiutare a rendere consistente l’idea. Solo negli ultimi giorni è accaduto che un ministro della Repubblica, tra l’altro un ministro alla Difesa che ha accesso a informazioni riservate, abbia rilasciato un’intervista da cui si evince l’accusa di oltraggio allo Stato per i giornalisti che hanno raccontato i misfatti imprenditoriali di una sua collega. L’intervista di Guido Crosetto in difesa di Daniela Santanchè contiene tutti i topos dell’attacco alla stampa con l’aggiunta della minaccia velata. Un capolavoro dell’orrore.
Sono questi i giorni in cui uno scrittore – Roberto Saviano – è sotto processo per avere pronunciato la parola “bastardi” nei confronti di Giorgia Meloni, in riferimento alle politiche xenofobe e ai discorsi d’odio che questa destra ha concimato in questi ultimi anni. Lasciando perdere inutili letture pietistiche (che Saviano sia minacciato dalla mafia non c’entra nulla con questo discorso, usare questa roba è inutile) che una presidente del Consiglio quereli il giudizio di un cittadino è una sproporzione inaccettabile. Come dice Corrado Formigli che “la persona più potente d’Italia” monopolizzi “un’aula di giustizia per la sua personale resa dei conti” alla ricerca di una pena esemplare “del chiodo al quale appendere, d’ora in poi, il diritto di critica” è una pessima notizia per il giornalismo. È un avvertimento per chi si ritrova a scrivere notizie sul governo.
Ancora. Secondo quanto riferito dal presidente della Federazione nazionale stampa italiana, Vittorio Di Trapani, nella bozza del contratto di servizio presentata nel nuovo consiglio di amministrazione della Rai – guidato da Roberto Sergio – sono stati tolti i riferimenti all’obbligo di “valorizzare e promuovere la propria tradizione giornalistica d’inchiesta”. In più, secondo il presidente della Fnsi, dai principi generali è stato eliminato il comma relativo al “diffondere i valori dell’accoglienza” e viene introdotto l’obbligo di diffondere i valori della “natalità”. La principale azienda d’informazione pubblica italiana si ritrova ad avere scritto, nero su bianco, il passaggio dall’informazione alla propaganda.
Nel frattempo l’ex responsabile della comunicazione di Giorgia Meloni, Mario Sechi, annuncia di lasciare il suo ruolo politico per trasferirsi a un ruolo giornalistico come direttore del quotidiano “Libero”. Nel Paese in cui il conflitto di interessi tra stampa e potere (ma anche imprenditoria, soprattutto nel campo sanitario) vige da 30 anni ormai le “porte girevoli” non sono nemmeno più una notizia. La pacifica indifferenza con cui si assiste a tutto questo è l’effetto di un Paese narcotizzato. Eppure lo stato della stampa è il sintomo dello stato dello Stato.
Buon mercoledì.
(il mio #buongiorno per @Left_rivista)
https://t.co/WZrtFR7zXB
la figlia del narcotrafficante Francesco Meloni dice che bisogna portare rispetto ai ragazzi tossicodipendenti illusi dalle "politiche della sinistra",certo...quelli che invece compravano la droga dal padre, quelli chi se ne fotte e visto la quantita' che gli beccarono,1500 kg⬇️
Le immagini che vi mostro questa settimana su @7corriere descrivono l’operazione militare avvenuta a bordo della Galata Seaways nel golfo di Napoli. Teste di cuoio ed elicotteri per 15 migranti che, detto sottovoce, necessitavano di soccorsi urgenti perché stavano male e non erano affatto un pericolo. A dimostrazione che, quando questo governo di estrema destra vuole, i mezzi per intervenire in mare si trovano…
Queste immagini le ho scelte perché fosse chiaro come, quella che potrebbe essere considerata prassi in caso di segnalazione di intrusi a bordo, nella comunicazione mendace del ministro della Difesa Guido Crosetto, diventa allarme immigrato. Nascosti in un tir, “armati” di taglierino per aprire il telone di plastica e non soffocare, 15 persone stremate dal viaggio.
Tra loro due minorenni, una donna incinta, un'altra in condizioni di salute assai precarie, un uomo con una caviglia fratturata e un altro in ipotermia severa, tutti ospedalizzati.
Online ancora si trovano articoli che parlano di “dirottamento” e ancora è possibile leggere le comunicazioni del ministro e della Marina: da parte loro nessuna rettifica su come si siano realmente svolti i fatti.
Bisogna invece valorizzare e dire grazie a quei quotidiani italiani che sin da subito hanno voluto approfondire prima di gridare al dirottamento. E grazie al @guardian e a @lorenzo_tondo per aver interpellato la Procura di Napoli e fatto luce su una vicenda che getta discredito sulle nostre istituzioni.
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https://t.co/TB1Fps7hqq
...dispiaceva di più per Nuti. Poi stabilirono che, visto che loro avevano la maggioranza, dovevo starmene zitto e buono.
E quando vennero a prendermi non trovai più nessuno a cui importasse di me. Fine.
("Odio gli indifferenti")
Fra le varie cose, Daniela Santanchè non ha versato al fisco quasi 2 milioni di tasse.
Ora chiede di pagare in 10 anni e lo sconto del 33%.
Ad autorizzarla deve essere il Ministro Giorgetti: alla faccia del conflitto di interessi e di tutti i pirla che pagano tutto e in anticipo.
33 atti di nascita, dal 2017 a oggi, impugnati dalla Procura di Padova. Non 33 pezzi di carta ma 33 bambini, esseri umani. E uno è stato già annullato.
Ecco cosa produce l’omofobia di Stato di questo governo e di un ministro come Piantedosi che passa sopra i corpi e i sentimenti dei bambini e delle loro famiglie per imporre un unico modello di famiglia.
Come si fa ancora a sostenere che non c’è la volontà di discriminare questi bambini?
E intanto alla Camera continua l’iter della legge Varchi contro la Gpa che vorrebbe addirittura incriminare i genitori.
Uno scenario da film horror, in cui il governo dà la caccia a famiglie e bambini in un accanimento persecutorio.
Ma i prefetti non hanno di meglio da fare?
Sembra un governo dei talebani e degli ayatollah.
Questo è stalking di Stato: invitiamo i genitori di questi bambini a ricorrere contro gli annullamenti, per riportare la questione davanti alla Corte Costituzionale.
@riccardomagi@Piu_Europa
⚫️ La Presidenza del Consiglio NON ha commemorato ieri l’anniversario della strage di Piazza della Loggia a Brescia.
⚫️ Il governo NON sarà parte civile nel processo per la strage, si è costituito in ritardo.
⚫️ La matrice della strage È neofascista.
Fine.
La scuola deve formare cittadine e cittadini, non lavoratori.
La scuola deve formare cittadine e cittadini, non lavoratori.
La scuola deve formare cittadine e cittadini, non lavoratori.
La scuola deve formare cittadine e cittadini, non lavoratori.
La ministra Roccella è stata contestata per le sue note, reazionarie posizioni in tema di diritti. Idee già espresse più volte. Chi pensa che il dissenso non si esprima in quel modo, non ha ben chiaro un concetto base: il dissenso, laddove esprima un malessere per la propria condizione determinata da una scelta politica, non si esprime dalla propria cameretta. Si porta ovunque possa fare rumore, se necessario. Leggo, da parte dei soliti destroidi camuffati, “dovevano lasciarle esprimere le sue idee”. Gli scioperi impediscono ai superiori di svolgere il loro lavoro, così come le proteste al Salone hanno impedito alla ministra di presentare il suo libro. Se un ministro ha idee retrograde e pericolose, in cui una parte della società non si riconosce, è sacrosanto che attivisti e semplici cittadini portino le proprie istanze all’attenzione pubblica. È una conflittualità necessaria, perché il livello di democrazia di un paese non si misura dallo spazio che si riserva al consenso, ma da quello che si riserva al dissenso. Io ringrazio chi ha protestato ieri: lo ha fatto anche per me.
Contestare un politico, dissentendo dai suoi pregiudizi, con fischi e cori, è democrazia.
Zittire i contestatori, facendoli identificare dalla polizia, non accettando il dissenso, è fascismo.
Se per voi questo non è un concetto chiaro, per noi è chiarissimo.
#salonedellibro
Studente aggredito dopo la cancellazione di scritte e manifesti neofascisti dai muri del liceo Augusto. È successo venerdì a Roma, fuori dall'orario scolastico. Che si fa, vogliamo identificarli, gli squadristi?
#matrice
https://t.co/mD2vO0a32w
29 persone identificate e denunciate per la contestazione al Salone del Libro alla ministra #Roccella.
Quanto mi piacerebbe questa celerità quando si tratta di identificare e denunciare i ritrovi e le commemorazioni dei fascisti.
Ma quanto.
#salonedellibro
Oggi vi racconto una barzelletta.
C’è un signore, che chiameremo Antongiulio, che un giorno ha paragonato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Dracula, accusandolo addirittura di un “quasi colpo di Stato”.
Un altro giorno, Antongiulio, ha dichiarato che i flussi migratori verso l'Italia sarebbero frutto di un disegno voluto da Soros per rendere l'Europa “africana”.
Sempre un altro giorno, sempre il signor Antongiulio, non contento per avere in passato definito Barack Obama “un afro di Honolulu”, ha ricordato la sua competenza in politica estera apprezzando Putin perché “non vuole sottomettere la Russia ai dettami del Nuovo Ordine Mondiale di Soros”.
Poi un giorno è arrivata la Pandemia, così Antongiulio non si è smentito attaccando le misure restrittive come il lockdown, scrivendo che “gli ingredienti per far nascere il totalitarismo sono paura indotta e propaganda per manipolare la realtà ieri come oggi”, paragonando dunque dei provvedimenti salvavita a una dittatura.
Infine Antongiulio, che è anche appassionato di musica oltre che di politologia e virologia, un giorno ha detto la sua perfino sul Festival di Sanremo, definendolo “di parte” anziché specchio di tutto il Paese intero.
Come dite?
Questa barzelletta non è divertente?
Beh, no, ma pensate se un giorno, Antongiulio, diventasse il nuovo direttore generale della RAI, magari voluto dalla destra…
Sai che risate?
#RAI
Quindi ricapitolando: una che è stata condannata in via definitiva per l’uso improprio dei fondi dei gruppi consiliari del Piemonte ed è stata a Predappio a celebrare Mussolini oggi urla “vergogna” per la contestazione al #salonedellibro alla ministra #Roccella.
Ok.
#Montaruli
Apprendiamo che @carlorovelli non sarebbe più degno di rappresentare l'Italia, come ospite d'onore, alla Fiera di Francoforte nell'autunno 2024: un evento che si svolgerà fra un anno e mezzo.
Il motivo? Ha espresso libere opinioni in una manifestazione pubblica.
Ci preme dichiarare che l’autocensura da parte dell’Associazione Italiana Editori – e di chi la rappresenta – è una pratica imbarazzante in ogni paese che si definisca libero.
Un episodio grave e una decisione dalla quale non possiamo che dissociarci, esprimendo tutta la nostra vicinanza all’autore.
Teresa Cremisi e Roberto Colajanni