Le affermazioni di Enzo Iacchetti e di vari esponenti del mondo dello spettacolo e della sinistra sull'utilità dei migranti per la raccolta dei pomodori smascherano quello che viene definito un "approccio produttivista" all'immigrazione. Considerare i migranti validi solo in funzione del lavoro svolto — spesso in condizioni di sfruttamento pur di garantire consumi a basso costo — nasconde una visione classista e razzista. Un parallelismo storico con le argomentazioni degli Stati Confederati americani sulla schiavitù rivela la stessa sostanza utilitaristica. L'analisi di Fabio Dragoni.
#Immigrazione #Lavoro #Politica
Questa che ci racconta GALEAZZO BIGNAMI è bellissima. 😅
Ilaria Salis praticamente senza residenza. Infatti non hanno trovato un indirizzo a cui notificare il ricorso.
Se qualcuno si offre...
@galeazzobignami@FratellidItalia
Nicola Porro sul caso Pilastro: “Sapete qual è il titolo che avrei fatto io? «Un ubriaco violento che non obbedisce agli ordini di fermarsi deve essere immobilizzato», come in qualsiasi Paese normale”.
Ilaria Salis è una barzelletta vivente. Ci fa la morale sui diritti dei lavoratori e sul salario minimo ma è condannata da un tribunale a pagare 300.000 ai suoi ex collaboratori licenziati senza giusta causa. Vada a casa (possibilmente la sua senza occuparne una).
"Si deve partire dall'inizio: l'intervento è stato richiesto dai cittadini che hanno dato anche una mano ai poliziotti" - e GALEAZZO BIGNAMI prosegue così il suo intervento - Faccio notare che la manifestazione alle 18 indetta dall'amministrazione si tiene a 50 metri da dove stanno avvenendo questi fatti ; non voglio dire che c'è una complicità perchè penso che si dimostri da sola la complicità tra una certa sinistra e questi "galantuomini". @galeazzobignami@FratellidItalia #4diseraNews
Leporemmerda organizza una manifestazione senza manco sapere cazzo è successo.
Creando questo.
Contro la sua città.
I suoi città.
I suoi poliziotti.
LAMMERDA totale.
#Bologna
Giusta e più che lecita l'indignazione di GALEAZZO BIGNAMI.
"Se devo venire qua a vedere la mia città messa ferro e fuoco da degli scalmanati chiamati in piazza dalla sinistra , dal Pd ,dal sindaco dicendo che la Polizia è assassina, va fatta giustizia e quant'altro ma di che cosa parliamo?"
Inevitabile lo scontro con BONELLI che pretende di insegnare a BIGNAMI come comportarsi e andando ovviamente fuori tema.
E il ridicolo rimane sempre ed esclusivamente lui.
@galeazzobignami@FratellidItalia #4diseraNews
Ecco il risultato della strumentalizzazione da parte di Matteo Lepore: Bologna devastata da lanci di bombe carta e atti vandalici. Soffiando sul fuoco e invocando la piazza prima ancora della verità, ha spalancato le porte ai violenti dei centri sociali.
#zonabianca
Non entro nel merito della vicenda di Abderrahim Fakir a Bologna. Ma il video di sua sorella mostra un dettaglio che non possiamo ignorare. Parla di un enorme problema culturale, di un’incompatibilità profonda che spesso fingiamo di non vedere. Capisco il dolore. Capisco le urla, il pianto, la richiesta di risposte. Sono reazioni umane, legittime e comprensibili.
Ma c'è una parola che la donna ripete per ben dieci volte in pochi minuti. Non una, non due: dieci.
Dice: "Io voglio vendetta". Non è un errore linguistico. Parla un ottimo italiano, usa i termini con precisione. Sceglie consapevolmente quella parola. E quella parola pesa come un macigno.
Il problema è strettamente culturale.
La nostra civiltà – di matrice cristiana e illuminista – si fonda su concetti come diritto, processo, prova e pena.
Abbiamo messo al centro la giustizia, che è l'esatto opposto della vendetta:
- La giustizia è imparziale, la vendetta è arbitraria.
- La giustizia guarda al futuro, la vendetta al passato.
- La giustizia ripara, la vendetta distrugge.
Evocare la vendetta è un atto grave che apre le porte a una spirale pericolosa: quella delle faide, delle leggi del taglione, del non riconoscimento dello Stato. Quando la vendetta diventa il linguaggio del dolore, si legittimano la violenza e l'odio infinito. Dopo secoli di guerre e sangue, noi abbiamo scelto faticosamente lo Stato di diritto al posto della legge del più forte. Abbiamo scelto la giustizia. Ed è esattamente questa scelta a definire chi siamo.
Fiorenzuola,un ventenne magrebino richiedente asilo ha aggredito e rotto il naso ad un ingegnere in pensione mentre passeggiava col suo cane in un parco pubblico, eppure è ancora in libertà.
"È colpa del disagio che vivono per colpa nostra il paese che hanno scelto per trovare una secondo vita migliore?" Domanda @stefaniacav a @MauroMazzaRai in collegamento con il #tg4
"Due banalità: prima banalità la legge è uguale per tutti, seconda banalità la responsabilità penale è personale.
Se commetto un reato è mia la responsabilità e ne rispondo .
La legge è uguale per tutti ma per qualcuno ideologizzato qualcuno è più uguale di un altro".
Da ore e ore Bologna è sotto assedio da parte di centri sociali, islamisti e anarchici. Agenti feriti. Città vandalizzata. Tutto questo perché il sindaco Lepore irresponsabilmente ha indetto, a caldo, una manifestazione che di fatto è una manifestazione contro lo Stato e contro la polizia.
Vergognati, Lepore.
ROBBY GIUSTI
"BOLOGNA. MENTRE LA PROCURA CHIEDE CALMA, C’È CHI SOFFIA SUL FUOCO.
La Procura ha invitato tutti ad attendere gli esiti delle indagini e dell’autopsia prima di trarre conclusioni. È un appello al buon senso.
Eppure, nelle stesse ore, la vicenda viene portata nelle piazze, sui social compaiono post in arabo che parlano di “vendetta” o “punizione” contro la polizia e il clima continua a surriscaldarsi.
Intanto emergono anche elementi sul passato di Abderahhim Fakir. Secondo una nota del segretario generale del Coisp, riportata da Il Giornale, risultano precedenti per droga, resistenza a pubblico ufficiale, interruzione di pubblico servizio e lesioni personali.
Questi elementi non stabiliscono le cause della morte e non sostituiscono il lavoro della magistratura, ma fanno parte del contesto che dovrà essere valutato insieme ai video, alle testimonianze e all’autopsia.
Una democrazia si fonda sui fatti, non sui processi mediatici.
La verità va cercata nelle aule di giustizia, non nelle piazze e nemmeno sui social"
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