@LucaBizzarri@stebaraz E se mi permetti la satira serve per deridere e attaccare chi è al potere oggi, non i dittatori di 20 anni fa sotto 3 metri di terra. Charlie Chaplin fece il Grande dittatore nel 1940, non nel 1960. Perché nel secondo caso siamo capaci tutti
@boni_castellane Non hai capito stella, è un tema termodinamico: se la temperatura del mezzo refrigerante sale, la energia disponibile per il salto in turbina diminuisce. In generale, qualunque tecnologia a ciclo termodinamico per produzione di energia risente della salita di temperatura ambiente
#trump e putin se la intenden sùra un fracc de ropp, cumpresa la spartisiùn dei zon de influensa. Pecà che se intenden minga sùla necesità de sgancià una trentìna de missil balistic ipersonic su Tel Aviv, che almen el macelàr el rump pù i cujun fin che'l scampa...
L’equivalente dell’aneddoto dei boomer “amico che ha iniziato con le canne ed è diventato un tossico” lo vedi in questi giorni nelle stories instagram di gente che due anni fa ti ha detto che iniziava ad andare in palestra e ora sta a tirare corde e lanciare la palla medica a caso in un capannone del rimini wellness
@Scacciavillani@Kety_geretto Il fatto che, a titolo di esempio, io lavori per una testa di cazzo in un sistema del cazzo non mi impedisce di dare del testa di cazzo a quel testa di cazzo
peggio di donna terrona che si trasferisce a Milano e ha come unico tratto della personalità l'essere una donna terrona che si è trasferita a Milano c'è solo donna terrona che si trasferisce a Torino e si atteggia come se fosse a Milano
Tutti a parlare male degli inquilini, ma ci fosse un cazzo di proprietario, UNO SOLO, che ti consegna casa pulita, sistemata e secondo gli accordi.
UN SOLO CAZZO DI PROPRIETARIO.
La llegada de Airbnb a Barcelona supuso casi un 20% de incremento en el precio de la vivienda y cerca del 10% en los alquileres en las zonas con mayor concentración de pisos turísticos.
Guardatela bene, questa foto.
Guardateli in faccia, uno per uno.
Ieri pomeriggio, a Modena, in via Emilia centro, un uomo lancia un’auto a cento all’ora contro la folla. Falcia otto persone. Poi scende, tira fuori un coltello, e prova a scappare.
Luca Signorelli gli si butta addosso. Prende una coltellata alla testa, ne schiva un’altra. Sanguina, ma non lo molla.
E in quel momento, dietro di lui, arrivano loro.
Quei ragazzi nella foto. Stranieri. Venuti da lontano. Quelli che secondo Salvini sarebbero “il problema dell’Italia”, “l’invasione”, “la sostituzione etnica”.
Sono loro che si gettano addosso all’aggressore.
Sono loro che gli bloccano la testa con un ginocchio mentre Signorelli, ferito, gli tiene il polso.
Sono loro che permettono alla polizia di arrivare e di portarsi via il responsabile prima che faccia altri danni.
Senza di loro, oggi staremmo contando forse dei morti.
Salvini e la Lega, prima ancora di sapere chi fosse l’aggressore, prima ancora che si chiarisse che si trattava di un trentunenne con disturbi psichiatrici in cura da anni, prima ancora che gli investigatori escludessero la pista terroristica, erano già là fuori a sparare la solita filastrocca.
E intanto i veri eroi di ieri pomeriggio, quelli senza i quali oggi parleremmo di altri morti, restano senza nome e senza ringraziamenti.
I loro volti non finiranno nei post di Salvini e della Lega con una grafica con scritto “EROI”. Perché rovinerebbero la narrazione.
Quella narrazione che da quindici anni divide il mondo in due caselle: italiani brave persone, stranieri criminali.
E invece la realtà, ieri a Modena, ha fatto quello che fa sempre: si è messa di traverso.
Un italiano di seconda generazione si è messo al volante per ammazzare la gente. Un altro italiano si è buttato sull’aggressore per fermarlo. E accanto a lui, fianco a fianco, ci sono finiti dei ragazzi stranieri che avevano una scelta semplice, girarsi dall’altra parte, e che hanno scelto di rischiare la pelle per gente che non conoscevano.
Questa è l’Italia vera. Quella che non sta nei comunicati della Lega.
A quei ragazzi, di cui ancora non sappiamo i nomi, va detto grazie. Forte.
E va detto adesso, prima che il rumore degli sciacalli copra tutto.
5.500 anni di storia il pianeta terra, non potevo vivere spostando cesti di acqua dal Tigri all'Eufrate.
Dovevo per forza essere presente nell'anno dello scudetto di Chivu