Il gioco dell’oca. Post lungo per chi vive nella bolla liberal-europeista.
Il 9 maggio, festa dell’Europa, Azione, +Europa, Drin Drin e Radicali Italiani organizzano a Milano un evento a favore della difesa comune europea. Un’iniziativa giusta nei contenuti, ma che sa di déjà vu. Dal 2018 a oggi, quante volte abbiamo assistito a tentativi di avvicinamento tra Azione e +Europa? Tante. Al punto che, a un certo punto, era nata anche una “federazione”. Ma poi? Ogni volta che si è trattato di presentarsi insieme alle urne – politiche o europee – quei tentativi sono saltati. Sempre.
E il motivo è semplice, e ricorrente: quando partono le dinamiche elettorali, si attivano forze centrifughe fortissime. Spuntano i veti incrociati, le ambizioni individuali, le agende divergenti delle leadership. Ogni volta si rompe tutto lì. E chi scrive, come altri, ha avuto la sua parte di responsabilità.
Anche dove una lista comune ha preso forma – come nel caso del Terzo Polo tra Azione e Italia Viva – il progetto si è sbriciolato in tempi rapidi. Nonostante una buona partenza, è bastato poco per far riemergere le differenze personali e strategiche. Quindi no, nemmeno la lista unica è una garanzia. Se non c’è un impianto politico serio e condiviso, la forma non salva la sostanza.
La verità è che queste esperienze le abbiamo già vissute. E i risultati di questi continui valzer li abbiamo visti poco meno di un anno fa, alle tragiche elezioni europee del 2024. Eppure si continua con la logica del “se son rose, fioriranno”. Ma qui le rose sono già appassite. Continuare a fare finta di niente non è solo ingenuo, è irresponsabile.
Sarò pure pessimista, ma non vedo segnali diversi stavolta. L’evento del 9 maggio nasce senza un vero patto di prospettiva, senza un impegno concreto alla fusione o all’unificazione politica tra i soggetti promotori. E da questa assenza nasce l’ambiguità che si trascinano dietro. Un esempio? +Europa non ha ancora chiarito se intende far parte o meno della coalizione con Schlein e Conte.
C’è poi un altro paradosso. L’unico partito che si è dato come missione fondativa proprio la costruzione di un nuovo soggetto unico – il Partito Libdem – non è stato nemmeno invitato. E francamente non sorprende: i veti sono già partiti, e le vecchie dinamiche stanno riaffiorando. Non ci vuole molto a immaginare che, appena una delle sigle presenti il 9 maggio entrerà in contrasto con un’altra, qualcuno andrà a bussare proprio ai Libdem per organizzare l’ennesimo evento “alternativo”.
Il problema di fondo è sempre lo stesso: si parla di rinunciare a un pezzo importante di sovranità nazionale per costruire una difesa comune europea, ma lo si fa senza essere capaci di rinunciare nemmeno a un logo, a una sigla, a un posto in prima fila. Ognuno arriva con la propria bandierina, la propria agenda, le proprie simpatie e antipatie personali.
E allora, quale sarebbe il vero messaggio forte da far uscire il 9 maggio? Uno solo: l’annuncio della fusione in un unico soggetto politico, fondato su un percorso aperto, trasparente e democratico, con un congresso fondativo e una classe dirigente selezionata democraticamente.
Chiariamo anche un altro punto. La forza politica delle varie sigle non si misura in centimetri di spazio concesso sulla locandina. È evidente che Azione oggi ha un’autosufficienza elettorale – fragile ma reale – le altre no. Questo squilibrio peserebbe in qualsiasi progetto comune. In un eventuale congresso competitivo, Calenda partirebbe in vantaggio. Ma non dovrebbe essere questo il punto o il timore. Il punto è che, se davvero si vuole costruire qualcosa che duri, il nuovo soggetto deve avere regole solide, istituzioni interne credibili, spazi di confronto reali. Qualcosa che possa sopravvivere a chi oggi guida, e a chi lo guiderà domani.
Accadrà mai tutto questo? Non lo so. Ma so con certezza che continuare a ripetere lo stesso schema aspettandosi risultati diversi non è lungimiranza. È autoinganno.
If Ukraine still had nukes, Russia would never have invaded.
Yet in 1994, the west convinced Ukraine to disarm - in return for security & sovereignty.
Now, Trump is siding with Putin. This is the worst betrayal in recent geopolitical history.
@GregPignataro Studiare per 5 anni ingegneria e non comprendere come la scienza funzioni fa ribrezzo. Posso "accettare" che non esistano esami sul metodo scientifico, ma è necessario far fronte a questa mancanza con una propria cultura personale.
This is what will matter 1000 years from now.
Not your politics. Not your stupid tantrums about who platformed who on some website. Not your incomprehensible desire to send NASA's entire budget to the third world.
This guy reignited the Space Age.
He spent his own money, hired a bunch of dudes, and reignited the Space Age. And together, they underbid and outdid NASA and its pet dinosaur corporations on every conceivable level.
This is history happening before you.
If you are a puddlefish, if you think this is a wasteful showpiece or science project, then you don't understand physics, economics, astronomy, or in fact the basic layout of the universe you live in.
We live in a tiny puddle at the bottom of a well.
Out there is an entire universe, full not only of stuff to explore, but full of stuff to build things out of.
Big things. Wonderful things. Things that are going to make all of the cool stuff you have today, all of human civilization to date look like early Assyrians writing stuff down on wet clay with a reed.
Infinite resources. Infinite energy. Infinite space.
Instead of fighting over little patches of land, we will have an infinite 3d volume. Enclose it in steel, pump it full of air, spin it, and it's a habitat.
Instead of scratching tiny scraps of metal out of the crust of one planet, we will break down entire asteroids and smelt them.
Instead of drilling for hydrocarbons and turning water wheels, we will harness entire suns, split the atom, and eventually draw our fuel from the substance that makes up 99% of the entire universe.
None of your local, temporal Earth politics matter compared to this. This is more important than pride parades and abortions, more important than tribal conflicts in eastern Europe and southwest Asia, more important than tensions with Russia and China.
More important, in the long run, than the United States of America.
America's most important function, its one most vital purpose, is to serve as an incubator for this.
Because this changes everything.
All of our arguments about conditions on this planet become obsolete, because the whole planet becomes just one suburban neighborhood.
All of our wars over resources and territory become obsolete, because no one has time to brawl when we're all sitting on top of a dragon horde with sacks and shovels.
Everyone who was alive at the time remembers where they were when Kennedy died in Dallas. When the towers fell. When the Eagle landed. When the Wall came down.
But this... this is the real moment, one of the first of many. They are what every child will know about a thousand years from now, even if they have four arms and are genetically engineered for zero-g, or are sentient blocks of code running on a sphere of computronium enclosing an entire star.
You may not live to see that, depending on what we do or don't invent, and when.
But it will happen, and you will live to see wonderful things.
If the puddlefish don't get in the way.
Don't be a puddlefish.
LE DUE DOMANDE CHE LA POLITICA NON SI VUOLE FARE.
Prendiamo le 4 maggiori economie europee (Italia, Germania, Francia e Spagna), quella maggiormente in difficoltà (Grecia) e la media dell’area euro.
E facciamoci due domande:
1) rispetto a prima della Crisi Finanziaria, di quanto è aumentata la spesa pubblica in questi paesi?
2) e rispetto a prima del Covid?
Vediamo.
1) rispetto a prima della Crisi Finanziaria (2008-2023) in Italia la spesa pubblica in rapporto al Pil è aumentata del 7,3%.
Quasi il triplo della media-euro, poco meno o poco più del doppio di Francia e Germania, più della Spagna (in Grecia quel valore è diminuito).
2) Rispetto a prima del Covid (2019-2023), in Italia la spesa pubblica in rapporto al Pil è aumentata del 6,7%.
Più del doppio della media-euro, il triplo o quasi il triplo della Francia, e della Grecia, quasi il doppio della Germania, più della Spagna.
E lasciamoci con altre due domande:
1) perché in Italia la spesa pubblica cresce più che negli altri paesi e porta meno risultati?
2) non sarebbe meglio lasciare questi soldi in tasca a imprese e famiglie, che magari riescono a spenderli meglio di quanto faccia lo Stato?
@orizzonti_lib
@sbuglio@ilpost Sai samuele qual è il problema? Che facendo così rimarremo indietro come al solito, non faremo ricerca e sviluppo, non creeremo ricchezza, i giovani se ne andranno e le persone potranno lamentarsi ancora di più di una duplice occasione persa