Sono Franco e sono un architetto palermitano, marito di Clelia e padre di Giuseppe e Fosca.
Mi candido a essere Sindaco delle palermitane e dei palermitani.
Ho chiesto al Prefetto di mettere in campo le misure necessarie a garantire il diritto di voto ai palermitani.
Voglio ringraziare tutte le dipendenti e i dipendenti comunali che stanno lavorando per porre soluzioni alla irresponsabilità dei presidenti rinunciatari.
Ringrazio i palermitani e le palermitane che in queste ore stanno andando a votare nonostante le difficoltà ancora presenti in circa 30 seggi. La rinuncia da parte di 180 presidenti di seggio e un fatto gravissimo cui Prefettura e Comune stanno cercando di porre soluzioni.
Il 12 giugno andiamo a votare, il 12 giugno andiamo a difendere Palermo dai tentacoli della piovra, il 12 giugno mettiamo in sicurezza il futuro della nostra città.
Costruiamo Futuro, INSIEME!
Arrestato per voto di scambio Francesco Lombardo, candidato di Fratelli d’Italia, in questa foto accanto a Roberto Lagalla.
Dopo aver aperto le porte a Dell’Utri e Cuffaro questa è solo la logica conseguenza.
Non è in grado di sapere chi gli porta i voti, ha perso il controllo della situazione.
Uno che non è in grado di distinguere un mafioso da un encomiato militare che ha rinnegato il padre, come può governare Palermo?
Lagalla salvaguardi la sua storia, ritiri la sua candidatura.
È indegno tentare di mettere le due cose sullo stesso piano. Comportamento proprio di chi, con la coscienza sporca e disperato per il crollo di consenso, cerca di confondere gli elettori, che fessi non sono.
Solidarietà a Nicola.
Nella lista Progetto Palermo della VI circoscrizione è candidato il caporal maggiore capo Nicola Piranio, militare dalla carriera limpida costellata da encomi, che ha rinnegato suo padre, scelta per la quale ci vuole anche un certo coraggio e che merita la stima di tutti noi.
Comportamento ben diverso da chi apre le porte ai condannati come Dell’Utri e Cuffaro, o da chi mercanteggia voti con i boss di Cosa Nostra.
La destra pur di tentare di raccattare voti non guarda in faccia nessuno e che della lotta alla mafia non gli importa nulla.
Da allora inefficienza e menefreghismo verso i palermitani.
Lagalla dimostra di non sapere cosa amministra il Comune e cosa lui e la sua coalizione hanno causato amministrando la Regione Siciliana.
Clamoroso autogol di Lagalla.
È andato a farsi una foto davanti al cratere creato dalle inefficienze della Regione Siciliana anche da lui amministrata.
La magistratura nel 2015 ha condannato la Regione a risarcire i danni per la mancata manutenzione del Papireto.
Oggi pomeriggio vi aspetto per due incontri importantissimi con tre persone che stimo e che sono felice di abbracciare:
- 19.00 a villa Filippina con @NichiVendola e Fiammetta Borsellino
- 19.30 a piazza Verdi con @EnricoLetta
A più tardi!
Nessuno si dica sorpreso, perché se si sdogana il supporto di quei soggetti è naturale che lì trovino spazio metodi mafiosi come il voto di scambio.
Palermo non merita di essere distrutta come quando questa destra ha amministrato la città.
Palermo resisterà a tutto questo.
Gli arresti di stamattina dimostrano che la mafia vuole rimettere le mani su Palermo, ma i cittadini non lo permetteranno.
Il consenso di Lagalla cola a picco di giorno in giorno e tutto l'elettorato che crede nei valori della giustizia e della legalità sa che non può fidarsi.
Da mesi denunciamo la pericolosità di farsi sostenere da personaggi condannati per reati connessi alla mafia come Cuffaro e Dell'Utri.
L'arresto del candidato a sostegno di Lagalla per rapporti col boss mafioso Sansone è l'esito inevitabile di una scelta di campo.
Palermo è ad un bivio: o tornare indietro di 30 anni o costruire insieme un futuro fatto di lavoro, servizi, transizione ecologica e un nuovo rapporto fra cittadini e amministrazione.
Costruiamo il futuro di Palermo, insieme.
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Oggi il settimanale nazionale @espressonline dedica la sua copertina e una lunga inchiesta alle elezioni di #Palermo.
L’attenzione di tutta l'Italia è su ciò che accadrà nella nostra città il 12 giugno.
Sono gli ultimi giorni di campagna elettorale: insieme porta per porta, strada per strada, convinciamo i nostri amici, i nostri conoscenti ad andare a votare; la città è in pericolo e questa volta nessuno si può permettere di non scegliere da che parte stare.