@ValeriaCir78 ( le risate erano di nervosismo, e poi si tratta di sorrisini non controllabili non risate ). Oggi si tratta solo di pregare per i piloti coinvolti negli incidenti e non fare hating da stadio. Compratevi una moto e capite cosa sia sto sport e non parlate e basta
@ValeriaCir78 voi siete i tifosi da stadio da radiare da questo sport, tutti i piloti sono da elogiare allo stesso modo. Ha semplicemente detto come ragionano i piloti e le squadre, c’è una organizzazione che deve bloccare la gara se non ci sono le condizioni
@AlessioPiana130 si chiamano risate da nervosismo, e rossi è il primo a parlare sempre di sicurezza. Semplicemente ha detto come ragionano i piloti e le squadre, esiste una organizzazione che dovrebbe occuparsi se e di quando dire stop alla gara.
"After three laps I started to feel dizzy on my bike. Every time I started to brake, I was feeling like this and I needed to slow down because maybe I wasn't prepared to race... as soon as I entered the garage, I didn't feel very good.”
non è la formula uno per coglioni, non è cinema, questi piloti, questi eroi rischiano ogni settimana e sta alla organizzazione cercare di proteggerli dove è possibile…
quello che è successo oggi in #motogp è inaccettabile, nello sport più pericoloso del mondo nonostante il primo avvertimento del destino si è voluto andare avanti quasi a voler cercare il morto 🤮. ( le immagini sono lo schifo che le varie pagine hanno pubblicato )
Il paragone a cui mi riporta Lindsey Vonn è l’Ulisse dantesco:
si imbarca in un ultimo viaggio sapendo che è una impresa impossibile, ma non può fare altrimenti perché questa è la sua natura.
Non c’è vita oltre la sua natura, ne appartiene e ne è schiavo
#MilanoCortina2026
Migranti dispersi dopo il ciclone Harry, Mediterranea: "Potrebbero essere mille. I governi di Italia e Malta tacciono, si delinea la più grande tragedia degli ultimi anni lungo queste rotte"
siamo in una societá in cui si racconta a tutti di mettere al primo posto se stessi, come con video di gente che molla gli studi lavorando precariamente o viaggiando con i pochi soldi che posseggono ( sempre che siano loro ) e non si guarda mai all’aspetto individualista
necessità di continuare a viaggiare, cambiare, sentirsi in un mondo nuovo.
Non c’è più desiderio di famiglia, non c’è più desiderio di costruire le cose passo per passo; c’è solo paura e sconforto che tramutano in falsa energia positiva con cui si racconta