Questa è la differenza tra noi e voi grilli .
Io vedo armi sotto un ospedale e donne stuprate da Hamas in cambio di pane e mi indigno per le vittime.
Tu vedi il TG1 che lo filma e ti indigni per i giornalisti.
Non difendi Gaza. Difendi Hamas.
Netanyahu, durante il suo discorso all'Onu, ha spiegato che "non è la prima volta che ci troviamo di fronte alla minaccia di annientamento", riferendosi al 7 ottobre
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#Israele#Hamas
✍🏻 Setteottobre - @Setteottobre_
Il Tg1 entra nei tunnel di Hamas e mostra la verità: più di 500 km di tunnel, un investimento gigantesco, soldi sottratti alla popolazione per costruire un’arma micidiale contro Israele, preparare il massacro del 7 ottobre, proteggere i terroristi dalla reazione israeliana e usare i civili come scudo.
Cose note, ammesse persino da Hamas: «abbiamo costruito i tunnel per proteggerci dagli aerei. Combattiamo da dentro i tunnel. Proteggere i civili è responsabilità delle Nazioni Unite» (Mousa Abu Marzouk, ufficio politico di Hamas, Russia Today, 27 ottobre 2023).
E il sindacato dei giornalisti Rai aggredisce l’autore del servizio Giovan Battista Brunori, accusandolo di piegare il Servizio Pubblico ai temi della propaganda.
Sono giornalisti senza morale, senza rispetto per la loro professione, senza alcuna deontologia professionale. Aggrediscono un collega perché non propala le menzogne del genocidio a Gaza e si ostina a non distorcere la realtà, ma prova a rappresentarla.
Di Javier Milei potete pensare quello che volete (a noi del @Partito_Libdem su liberalizzazioni e spesa pubblica piace).
Ma sinceramente: sentite di dargli torto su queste affermazioni?
Ci sono libri dove si confondono betabloccanti e vaccini e ci sono librai che scrivono “qual’è la scelta giusta?” con l’apostrofo.
La scelta giusta è quella di studiare, fidatevi di me. (Foto di Stefania Podda)
Chi fuma non entra al cinema, chi non è vaccinato non entra all’asilo. Per entrare al cinema basta spegnere la sigaretta; per farlo entrare all’asilo basta vaccinare il figlio. Libertà è scegliersi il colore dell’auto, non se guidare a destra o a sinistra.
Kennedy Jr: “I bambini circoncisi in giovane età hanno il doppio della probabilità di sviluppare l'autismo.”
Trump: “Ho studiato questa cosa per molto tempo.”
Se diventi MAGA hai il doppio della probabilità di sviluppare analfabetismo.
À cette gauche qui répète depuis bientôt 5 ans les mêmes formules sur l’Ukraine: je vous réponds parce que vous êtes ma douleur et ma plus grande déception. À l’extrême droite dont les liens financiers avec la Russie sont documentés, je n’ai pas de questions.
Mais vous, allez au bout de vos phrases.
« Nous voulons arrêter la guerre. »
Nous aussi. Vous pensez vraiment que quelqu’un veut la paix davantage que ceux qui se réveillent avec des drones audessus de leur lit, qui enterrent leurs enfants, qui vivent amputés, sans maison, ou sous occupation russe ?
La question n’est pas de savoir qui veut la paix. La question est de savoir comment on arrête celui qui fait la guerre. Et là, soudain, vos phrases deviennent beaucoup moins précises.
« Cessez-le-feu immédiat. »
D’accord. Merci. La Russie refuse. Ou elle accepte, se réarme et recommence. Ce n’est pas une hypothèse pour nous. On a déjà vécu cette histoire. Un cessez-le-feu ne protège personne tout seul. Il faut quelqu’un pour le garantir, et quelque chose derrière cette garantie.
« Il faut négocier. »
Évidemment. Mais avec quoi dans les mains ? On parle beaucoup de la table des négociations comme si, une fois assis autour, le rapport de force disparaissait par politesse. Il ne disparaît pas. Si vous désarmez l’un pendant que l’autre garde ses missiles, son armée et son industrie militaire, vous avez déjà changé la négociation avant même qu’elle commence.
« Stop à l’escalade. »
So cute.
La Russie frappe Kyiv, c’est la guerre. L’Ukraine frappe ce qui sert à frapper Kyiv, c’est escalade! Donc la Russie peut conserver les moyens d’attaquer et l’Ukraine devrait renoncer aux moyens de répondre. Curieuse conception de la désescalade.
« Arrêtons les armes, elles alimentent la guerre. »
Alors répondez simplement: si l’aide militaire s’arrête demain, qu’est-ce qui arrête les missiles russes ? Rien. Vous pouvez diminuer la capacité ukrainienne de se défendre. Cela ne fait pas disparaître la capacité russe d’attaquer.
Et c’est là que ce discours devient un populisme dangereux. Vous faites croire qu’on pourrait éteindre la résistance ukrainienne depuis Paris ou Washington comme on éteint un interrupteur.
Je vous le dis: les Ukrainiens ne vont pas arrêter de se défendre. Même si l’OTAN le leur ordonne. Même si les Américains coupent toute l’aide. Même si Paris les invite à venir négocier autour d’une belle table à l’Élysée. Même si Zelensky leur dit lui-même d’arrêter. Ils ne vont pas arrêter.
Parce que pour eux ce n’est pas une théorie géopolitique. Ce n’est pas l’OTAN. Ce n’est pas le Pentagone. Ce n’est même pas Zelensky. C’est leur maison. Leurs enfants. Leur corps. Leur vie. Ils savent ce qu’il y a derrière la ligne d’occupation. Tortures. Exécutions. Détentions. Violences sexuelles. Enfants transférés. Répression de tout ce qui est ukrainien.
Vous parlez de « paix » comme si cette réalité cessait d’exister dès qu’on cesse de la regarder. Et venant d’une gauche qui se dit anti-impérialiste, c’est peut-être ce qui me révolte le plus. Une occupation ne change pas de nature parce que l’occupant est russe. Un peuple ne perd pas son droit de résister parce qu’il est européen, regarde vers Bruxelles ou demande des armes aux États-Unis.
Si votre anti-impérialisme ne reconnaît l’empire que lorsqu’il est occidental, alors ce n’est plus un principe. C’est juste votre géopolitique. Alors allez au bout de ce que vous proposez. Quels territoires ? Combien de gens laissés sous occupation ? Quelles garanties ? Qui les fera respecter ? Et si la Russie recommence, on fait quoi ?
Vous pouvez décider de ne plus aider les Ukrainiens. Mais vous ne pouvez pas décider à leur place qu’ils arrêteront de résister. Et surtout, vous ne pouvez pas décider à la place de la Russie qu’elle arrêtera de faire la guerre.
“je ne veux pas la guerre” n’est pas une stratégie. Et dans toutes vos formules, vous oubliez toujours la même réalité :
l’agresseur, lui aussi, a une volonté.
🇮🇹🕊️ Inter Milan fans gathered outside the historic Basilica di Sant' Ambrogio to pay their ultimate respects to club icon Sandro Mazzola. Hundreds of devoted Nerazzurri filled the square with black-and-blue flags, banners, and heartfelt chants. 🥺
An unforgettable final farewell to a true Grande Inter legend—a man who dedicated his entire career, life, and heart to the club.
Rest in Peace, Sandro Mazzola. 💙🖤
Io ho una sola domanda: come fanno partiti che si definiscono democratici ed europeisti a considerare ancora possibile una alleanza con un movimento che ha queste posizioni?
Spiegatemelo.
“Eravamo poverissimi. Ma non eravamo poveri d’amore.
Da bambino ho conosciuto troppo presto il dolore e le rinunce. Dopo la morte di mio padre Valentino tornai a Cassano d’Adda e mi ritrovai dentro una famiglia che aveva poco, pochissimo. Eppure, come ho raccontato, entrai in una casa piena d’amore.
Non avevamo bisogno di grandi cose per sentirci una famiglia. Con mio fratello Ferruccio bastavano persino i tappi della Coca-Cola per inventarci una partita. Accanto a noi mettevamo la maglia granata di papà, quasi fosse un modo per sentirlo ancora presente, per continuare a giocare insieme a lui.
Mia madre aveva già sofferto abbastanza per il calcio. Aveva perso l’uomo che amava e comprendo perché avesse paura che quello stesso mondo potesse portarle via anche noi. Ma io dentro avevo quel pallone, quel sogno e forse anche qualcosa di papà che continuava a vivere.
Poi arrivò l’Inter. I primi soldi furono davvero vitali per la nostra famiglia. Non dimenticai mai da dove venivo, nemmeno quando la vita cominciò a regalarmi ciò che da bambino sembrava irraggiungibile.
Anche Graziella mi conobbe quando non avevo niente: lei veniva da una famiglia benestante, lei in Spider e io in tram. Eppure scelse me.
Forse è proprio questo che la vita mi ha insegnato: puoi crescere senza soldi, puoi conoscere il dolore troppo presto e puoi perdere una parte enorme della tua infanzia. Ma se torni a casa e trovi qualcuno che ti vuole bene, allora possiedi già qualcosa che nessuna ricchezza potrà mai comprare.”
Sandro Mazzola
Che emozione la prima volta che ti vidi giocare! Sul prato di Siro, in quel derby del '63, quante leggende...Tu, Giacinto, Luisito, Mariolino...e di là Maldini, Sani, Rivera, Altafini...quanta classe! Ti sia lieve la terra e grazie di tutto, Baffo⚘🖤💙
Il 19 settembre 1926, con un derby vinto 6-3, iniziava la storia di San Siro. Cento anni dopo, nel 2026, quelle prime emozioni sono ancora parte dell’Inter.
Eri così quando ci siamo conosciuti la prima volta,
con le tue interminabili rampe da percorrere tutte di corsa per occupare i posti migliori,
con i tuoi gradoni, privi di comode sedute, che d’inverno mettevano alla prova ogni forma di resistenza,
con la tua voce, rappresentata dagli spot pubblicitari più celebri che, con gli anni, sono diventati musica per i frequentatori delle tue tribune.
Il profumo dei fumogeni, accompagnato dal coro: “Tifosi rossoneri, tifosi milanisti…”
E il tuo ospitare momenti di calcio che rimarranno per sempre nei miei ricordi e in quelli di tanti milanisti.
Seconda casa per molti, me compreso.
Auguri, caro San Siro. #Cento
@Inter Ciao Sandrino, campione della mia gioventù, grazie per tutte le grandi emozioni che hai contribuito a farmi provare negli anni più belli !!! Riposa in pace 😢🖤💙