Proprio per questo le domande alla @FIGC sono semplici e precise.
Il rapporto tra Pirlo e Fonbet è terminato?
La Federazione ha esaminato le attività del bookmaker legate ai veterani dell’invasione?
Ha verificato chi controlla realmente la società?
Chi rappresenta l’Italia non può trattare l’aggressione russa all’Ucraina come un dettaglio da mettere tra parentesi.
Dopo il viaggio a Mosca, Shevchenko ha deciso di sospendere i rapporti con lui.
Ha rivelato di essersi sentito offeso e ha ricordato una realtà elementare: mentre in Russia si organizzano feste calcistiche, in Ucraina continuano a morire civili e bambini sotto i missili e i droni russi 10/14
C’è poi la posizione di Andriy @Shevchenko, che in questa storia pesa più di molte dichiarazioni politiche.
Shevchenko ha raccontato di aver parlato direttamente con Pirlo e di avergli spiegato come l’Ucraina giudicasse quelle visite e quei rapporti con la Russia.
Pirlo, dunque, era stato avvertito. 9/14
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Io purtroppo di Ruini ricordo soprattutto il funerale negato a Piergiorgio Welby e il sostegno al "dialogo doveroso" col Salvini del Papeete, che "penso abbia notevoli prospettive davanti a sé".
La Russia fa ammazzare i rifugiati nelle città europee, ingaggia persone per colpire le residenze di Starmer e dar fuoco ai centri commerciali. Attenti perché stiamo sottostimando la pericolosità di #Putin e le potenziali reazioni alla sconfitta in Ucraina e ai problemi economici interni
Ho una notizia terribile da darvi: Semyon Skrepetsky, che aveva partecipato alle proteste a Venezia contro la riapertura del padiglione russo, è stato assassinato.
Era un artista e un dissidente russo che aveva scelto di sfidare il potere con le sue opere. Le sue caricature colpivano Putin, Kadyrov e Lukashenko, trasformando l’arte in uno strumento di denuncia contro l’autoritarismo.
Dopo aver lasciato la Russia, aveva trovato rifugio in Polonia e continuava a battersi per la libertà, partecipando anche alle proteste di Europa Radicale e all’associazione radicale Certi Diritti, da ultimo contro la riapertura del padiglione russo.
La sua terribile uccisione impone una riflessione non piu rinviabile.
Negli ultimi anni abbiamo assistito a una lunga sequenza di avvelenamenti, omicidi e operazioni contro oppositori del Cremlino ben oltre i confini della Federazione Russa. Le responsabilità dei singoli episodi spettano alle autorità giudiziarie accertarle, ma il fenomeno delle aggressioni extraterritoriali ai danni di dissidenti e critici dei regimi autoritari rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza europea.
Per questo l’Unione europea deve fare un passo avanti.
Serve una Rete europea per la protezione dei dissidenti e degli oppositori politici, coordinata a livello UE e in stretta collaborazione con gli Stati membri, capace di valutare le minacce, condividere intelligence, predisporre misure di sicurezza e offrire tutela concreta a giornalisti, artisti, attivisti e rifugiati politici esposti a rischi credibili.
L’Europa deve essere un luogo in cui chi fugge dalla repressione trova libertà e protezione.
Difendere i dissidenti significa difendere la nostra democrazia.
In foto Semyon a Venezia
Ci sono nuovamente voci su una cessione imminente della Maserati.
Vorrei ricordarvi le vendtie operate da #Elkann
1) Marelli; 2) Comau; 3) Iveco; 4) Stampa; 5) Repubblica. Sui risultati sportivi di Ferrari e Juventus calo un velo pietoso, mentre si valuta la cessione dell'impianto di Cassino che produceva 135.000 vetture in epoca Marchionne.
Possibile che questo disastro non importi a nessuno? Per la decima volta rivolgo un appello a maggioranza e opposizione affinchè si apra un tavolo comune sulla scomparsa del settore automotive.
Stasera ospite di Lilli Gruber ho detto una cosa semplice: la stabilità vale poco se serve solo a restare fermi.
La pressione fiscale doveva scendere sotto il 40% ed è al 43,1%. Il carovita pesa e il ceto medio soffre. Le riserve strategiche di petrolio dell’Occidente sono dimezzate. Ci aspettano mesi difficili e la Meloni propone la legge elettorale. Qualcosa non torna, no? A Palazzo Chigi sono molto impegnati sì, sulle cose sbagliate.
Perché è un riso geneticamente modificato, frutto della ricerca pubblica italiana. E il fatto che in Italia si rischi una multa per distribuirlo, o che i campi vengano distrutti in nome di una falsa ecologia, la dice lunga su dove siamo arrivati.
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