Io purtroppo di Ruini ricordo soprattutto il funerale negato a Piergiorgio Welby e il sostegno al "dialogo doveroso" col Salvini del Papeete, che "penso abbia notevoli prospettive davanti a sé".
La Russia fa ammazzare i rifugiati nelle città europee, ingaggia persone per colpire le residenze di Starmer e dar fuoco ai centri commerciali. Attenti perché stiamo sottostimando la pericolosità di #Putin e le potenziali reazioni alla sconfitta in Ucraina e ai problemi economici interni
Ho una notizia terribile da darvi: Semyon Skrepetsky, che aveva partecipato alle proteste a Venezia contro la riapertura del padiglione russo, è stato assassinato.
Era un artista e un dissidente russo che aveva scelto di sfidare il potere con le sue opere. Le sue caricature colpivano Putin, Kadyrov e Lukashenko, trasformando l’arte in uno strumento di denuncia contro l’autoritarismo.
Dopo aver lasciato la Russia, aveva trovato rifugio in Polonia e continuava a battersi per la libertà, partecipando anche alle proteste di Europa Radicale e all’associazione radicale Certi Diritti, da ultimo contro la riapertura del padiglione russo.
La sua terribile uccisione impone una riflessione non piu rinviabile.
Negli ultimi anni abbiamo assistito a una lunga sequenza di avvelenamenti, omicidi e operazioni contro oppositori del Cremlino ben oltre i confini della Federazione Russa. Le responsabilità dei singoli episodi spettano alle autorità giudiziarie accertarle, ma il fenomeno delle aggressioni extraterritoriali ai danni di dissidenti e critici dei regimi autoritari rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza europea.
Per questo l’Unione europea deve fare un passo avanti.
Serve una Rete europea per la protezione dei dissidenti e degli oppositori politici, coordinata a livello UE e in stretta collaborazione con gli Stati membri, capace di valutare le minacce, condividere intelligence, predisporre misure di sicurezza e offrire tutela concreta a giornalisti, artisti, attivisti e rifugiati politici esposti a rischi credibili.
L’Europa deve essere un luogo in cui chi fugge dalla repressione trova libertà e protezione.
Difendere i dissidenti significa difendere la nostra democrazia.
In foto Semyon a Venezia
Ci sono nuovamente voci su una cessione imminente della Maserati.
Vorrei ricordarvi le vendtie operate da #Elkann
1) Marelli; 2) Comau; 3) Iveco; 4) Stampa; 5) Repubblica. Sui risultati sportivi di Ferrari e Juventus calo un velo pietoso, mentre si valuta la cessione dell'impianto di Cassino che produceva 135.000 vetture in epoca Marchionne.
Possibile che questo disastro non importi a nessuno? Per la decima volta rivolgo un appello a maggioranza e opposizione affinchè si apra un tavolo comune sulla scomparsa del settore automotive.
Stasera ospite di Lilli Gruber ho detto una cosa semplice: la stabilità vale poco se serve solo a restare fermi.
La pressione fiscale doveva scendere sotto il 40% ed è al 43,1%. Il carovita pesa e il ceto medio soffre. Le riserve strategiche di petrolio dell’Occidente sono dimezzate. Ci aspettano mesi difficili e la Meloni propone la legge elettorale. Qualcosa non torna, no? A Palazzo Chigi sono molto impegnati sì, sulle cose sbagliate.
Perché è un riso geneticamente modificato, frutto della ricerca pubblica italiana. E il fatto che in Italia si rischi una multa per distribuirlo, o che i campi vengano distrutti in nome di una falsa ecologia, la dice lunga su dove siamo arrivati.
Qui: https://t.co/W8Xfyk2RO2
Il parroco al funerale di Beccalossi: “La curva gli cantava ‘Evaristo, Evaristo, non ti ferma neanche Cristo’. I giornali scrivevano che era un coro blasfemo. Io non ci vedo invece niente di male: da prete, e da i terista, dico che era vero”
In questi due video, con la redazione de L’Europeista vi offriamo un estratto dell’intervento tenuto da Olivier Dupuis al Parlamento Europeo all’indomani degli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001.
Dalla mancanza di coraggio dell’Europa rispetto ai regimi che alimentano il terrorismo, fino alla suggestione di un’organizzazione mondiale delle democrazie per ridare un senso al “guscio vuoto” dell’ONU, passando per i sentimenti “cripto-stalinisti” che serpeggiano nella politica europea, il discorso di Dupuis tocca i punti vivi della responsabilità politica europea, nodi ancora irrisolti, questioni che se affrontate allora avrebbero cambiato in meglio il secolo che stiamo vivendo.
Grazie, Olivier. Per sempre.
È stato l’incarnazione più riuscita del sogno di una politica transnazionale. Europeista empirico, nonviolento anti-pacifista, era sempre da qualche parte e, dovunque fosse, non era mai all’estero.
Il ricordo di Olivier Dupuis su @Linkiesta https://t.co/iMkCJBQGwB