L’incoerenza del governo su Safe e Difesa. Dopo aver preso impegni con la Nato e fatto cambiare le regole in Europa, Palazzo Chigi si fa dettare l’agenda sul no alle spese militari dalla paura di Vannacci. Di @LucianoCapone https://t.co/9KXMEoopXk
La madre afferma: «Amo che tutti i miei figli vadano come martiri, e desidero vivere il loro lutto». Il figlio risponde: «Il più bel lutto della tua vita, te lo farò vivere io».
Questo video mostra un dialogo raccapricciante tra una madre libanese che attende la fine da martire del figlio, miliziano tra le fila di Hezbollah. Un dialogo che, a primo impatto, suscita sdegno, disgusto, distanza totale. Comprensibile, anche a me ha fatto lo stesso effetto.
Ma vi dirò di più. Quelle due persone sono sia vittime che carnefici.
Non ho mai preso le difese dei terroristi di Hamas, figuriamoci se cambio idea con i tagliagole di Hezbollah. Eppure, se guardassimo queste immagini con un minimo di lucidità e distanza, vedremmo una cosa evidente, plateale: due persone sottoposte a un feroce lavaggio del cervello. Una madre che arriva a sperare nella morte del figlio in nome di chissà cosa. Un figlio disposto al martirio pur di renderla orgogliosa.
Questo è ciò che Hezbollah fa alla sua gente in Libano. Questa è la bassezza morale del terrorismo. Questo è il movimento che l'Iran arma, finanzia, addestra. Questo è ciò che Israele, con un coraggio enorme e contro mezzo mondo, sta combattendo.
Oggi sul @qnazionale scrivo della sottrazione dei minori e della russificazione
terroristica nelle zone ucraine occupate ad opera del regime di Putin. E di come ciò avvenga nell'indifferenza dell'opinione pubblica. Qui il link all'articolo : https://t.co/OzCEyVIuMz
Ma la relatrice speciale dell’ONU, #ReemAlsalem, sulla violenza contro le donne e le ragazze, che scuote la testa, spazientita, perché non crede all’israeliana #IlanaGritzewsky, che racconta degli stupri subiti da #Hamas e altri orrori, fa parte delle #SS?
Ho inviato una lettera al Direttore del Messaggero per richiedere la rettifica di un articolo incredibile scritto da una delle tante penne particolarmente sensibili alle ragioni di Putin, tal Enrico Scoccimarro.
Secondo l’autore la Russia avrebbe stravinto all’Aja, presso il tribunale internazionale basato sulla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS), in un giudizio che sancirebbe ora la legittimità dell’occupazione della Crimea, della costruzione del Ponte di Kerch e del principio secondo cui le acque del Mar D’Azov sarebbero esclusivamente russe. Peccato che sia vero esattamente il contrario e che la versione riportata senza vergogna su una testata nazionale sia il copia e incolla del comunicato emesso dalla Federazione Russa.
Nel pezzo si legge ad esempio che “il tribunale ha stabilito che lo Stretto di Kerch e il Mar d'Azov devono essere considerati acque interne, confermando la giurisdizione russa su tali aree”. In realtà il tribunale ha smontato questa tesi: «The Arbitral Tribunal thus cannot accept the Russian Federation's argument... and rejects the Russian Federation's first general objection». A rafforzamento di questo, la Russia sosteneva anche che dopo l'annessione illegale delle regioni di Donetsk, Zaporizhzhia e Kherson nel 2022 fosse cambiato lo status sovrano. Il tribunale ha respinto anche questo punto («rejects the Russian Federation's third general objection»), riaffermando che la giurisdizione si basa sulla situazione del 2016, quando entrambi i paesi erano indiscutibilmente Stati costieri legittimi del Mar d'Azov.
Nell’articolo è anche scritto che “il collegio arbitrale ha respinto anche le pretese ucraine relative allo sfruttamento delle risorse naturali, negando a Kiev il controllo sulle attività estrattive e sulle riserve ittiche presenti in quelle acque”. Una versione manipolata che spaccia per diniego, quella che è piuttosto una dichiarazione di incompetenza da parte del tribunale. L'UNCLOS (la Convenzione ONU sul diritto del mare) ha respinto le richieste ucraine, non perché infondate, ma perché non ha l'autorità legale per stabilire a quale Stato appartenga un territorio terrestre (la Crimea).
A questo proposito Scoccimarro scrive anche che “la Corte ha negato che l'integrazione delle regioni di Donetsk, Luhansk, Zaporizhia e Kherson, avvenuta negli ultimi anni, rappresenti una violazione del diritto internazionale in questo contesto marittimo”. Altra manipolazione, che lascia intendere una legittimazione delle annessioni da parte dei giudici, le quali invece, nel ritenere le acque del Mar D’Azov ancora condivise è stata di fatto palesemente esclusa.
Nell’articolo infine è scritto che “la Corte ha sottolineato che anche l'Ucraina non ha rispettato integralmente i propri obblighi di cooperazione internazionale necessari alla tutela dell'ambiente marino”. Ma non si trova traccia delle violazioni del diritto internazionale marittimo da parte russa nella costruzione del ponte di Kerch, elemento che si evince in ben tre punti del dispositivo. In particolare al punto 5 si legge: «Decides, unanimously, that the Russian Federation violated Article 206 of the Convention...» (La Russia ha violato l'obbligo di valutazione di impatto ambientale per il ponte di Crimea, i cavi elettrici e i gasdotti). Al punto 6 è scritto: «...violated Articles 205 and 206... by failing to publish reports...» (Ha violato l'obbligo di pubblicare e trasmettere i rapporti ambientali). Infine il punto 7: «...violated Articles 123, 192, and 194... and by failing to fulfil its duty to cooperate...» (Ha violato l'obbligo generale di protezione dell'ambiente marino e, soprattutto, ha violato il dovere di cooperazione con l'Ucraina).
Dal momento che Scoccimarro non è nuovo a simili vergognose violazioni del codice deontologico, ho chiesto esplicitamente la rettifica. In caso di inadempienza procederò alla segnalazione al collegio di disciplina dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, nel cui elenco è iscritto.
Di fronte all’attacco russo alla Cattedrale della Dormizione a Kyiv, luogo di culto millenario, non c’è solo dolore e sdegno, ma la consapevolezza di un attacco che mira a cancellare l’identità profonda dell’Ucraina. Neanche i barbari. Assassini di civiltà #SlavaUkraïni
Conte: “ho ottenuto 209 mld di Pnrr”
Allora ripetiamolo
Risorse Pnrr non sono 1 premio per aver negoziato bene
Sono distribuite in base a criteri oggettivi (disoccupazione, Pil pro capite): + sei messo male + ottieni per ridurre il gap
Basta con le favole
«Ciò che lega Russia, Cina, Iran e Corea del Nord non è la religione o l’ideologia. La Cina è comunista, la Russia nazionalista, l’Iran teocratico. Ciò che li unisce è la paura del linguaggio liberale: diritti, stato di diritto, separazione dei poteri e tribunali indipendenti». (@anneapplebaum)
Undici attivisti del Global Sumud Convoy sono detenuti in Libia dal 24 maggio (uno dal 19 maggio). Tra loro ci sono due italiani, Domenico Centrone e Leonarda “Dina” Alberizia.
Gli organizzatori denunciano detenzione prolungata, divieto di accesso all'assistenza legale e sciopero della fame. La Farnesina ha chiesto chiarimenti e accesso consolare.
Eppure questa vicenda sta ricevendo una copertura mediatica minima o nulla.
La domanda non è perché si parli di Israele.
La domanda è perché, quando i protagonisti non sono gli ebrei o Israele, l'attenzione scompare quasi del tutto.
#Hezbollah attacca #Israele che reagisce : per i propal è l’aggressore e va fermato. Hezbollah rifiuta il cessate il fuoco e attacca Israele. Invasati Propal di destra e di sinistra uniti contro Israele
Le forze ucraine hanno ormai assunto il “controllo di fuoco” su Horlivka. La notizia potrebbe apparire secondaria, ma non lo è affatto. Questo non solo perché questa località dell’oblast’ di Dontesk è occupata dal 2014 (ed è tutt’ora distante una quarantina di km dal fronte), ma perché si tratta di un fondamentale snodo logistico di collegamento tra Luhansk e Donetsk.
I sempre più numerosi colpi messi a segno dai droni di Kyiv stanno infatti replicando nelle regioni del nord-est quella strategia di “logistic lockdown” già applicata nelle aree a sud, con l’obiettivo di allungare e rendere più rischiose le linee di rifornimento delle prime linee, complicare la logistica allungandone tempi e costi e soprattutto compartimentare il fronte, spezzettando i settori in modo che non possano più comunicare tra loro se non allungando a dismisura i trasferimenti di uomini e mezzi, con la conseguenza di impedire risposte rapide ad eventuali maggiori pressioni in zone specifiche.
L’Ucraina sta quindi sfruttando l'ormai netta superiorità tecnologica e numerica di droni per risparmiare uomini, rinunciando ad assalti frontali per trasformare piuttosto l’intera fascia dei territori occupati in una gigantesca zona grigia dove nulla è più al sicuro e le prime linee non possono essere più rifornite di munizioni e carburante.
Horlivka in particolare funge da area di raggruppamento avanzata per uomini, munizioni e mezzi pesanti destinati a sostenere la pressione russa sui bastioni ucraini del Donbas centrale (in particolare lungo la direttrice di Kostyantynivka e l'area di Toretsk/Bakhmut).
I droni ucraini hanno inoltre stabilito il controllo di fuoco sulle arterie stradali che partono dal valico di frontiera di Izvaryne in Luhansk (a oltre 200 km dalla linea del fronte), intercettando i camion militari appena entrati in territorio ucraino. Le retrovie storicamente "sicure" sono dnque anche qui diventate zone di caccia. La distruzione sistematica di cisterna di carburante e camion logistici ha già costretto le autorità di occupazione a introdurre forme di razionamento del carburante nell'autoproclamata LNR.
Mentre la Russia continua ad investire miliardi in costosi e sanguinosi attacchi contro le popolazioni civili del tutto ininfluenti sul piano militare, l’Ucraina appare concentrata in una strategia di costante logoramento logistico delle zona occupate, il cui mantenimento potrebbe diventare per Mosca, del tutto insostenibile.
Questo è il giovanissimo studente di GAZA, già padre di quattro figli e proprietario della moglie cui tiene come alla propria lavatrice usata, che l’IDF ha intercettato mentre stava venendo a fare il fuoricorso qua in Italia, in attesa di farsi brillare
Mi chiedo come mai a @Erriders si chiede di riconoscere il genocidio commesso da Israele per partecipare a un festival a Salerno, mentre gli artisti russi alla Biennale potevano partecipare senza un fiato in nome della universale libertà dell’arte
Il formato E3 archivia quattro anni di ponti, di retorica dell’Italia che è tornata, di balle spaziali che ora mostrano, purtroppo per gli italiani, la corda. Finito il Truman Show, resta la Serie B dove ci ha confinato la destra
Se il soldato ONU fosse stato ucciso da un razzo israeliano, a quest’ora avremmo edizioni straordinarie dei Tg, scioperi generali e centinaia di dichiarazioni inorridite di tre quarti della classe politica italiana. E giustamente, aggiungo io.
Siccome il razzo invece veniva dai terroristi di Hezbollah, non solo niente di tutto questo accade.
Ma non viene neanche scritto chi l’ha tirato, il razzo.
This was the Fogel family.
In 2011, two Palestinian terrorists invaded their home, murdered the parents, and stabbed their children in their beds. Shortly after, they were about to leave and then heard the baby crying, so they came back and strangled her to death.
Never forget.
A titolo informativo per il governo: le liste di evacuazione da Gaza sono controllate da Hamas, quindi può capitare che chi riesce a uscire goda di appoggi dell’organizzazione o sia addirittura colluso. Le poche famiglie non affiliate, invece, non escono e restano intrappolate e non ricevono né solidarietà né aiuto.