Crollano le favolette del Governo e dei suoi trombettieri. Le parole di Rutte ci confermano quello che abbiamo sempre sostenuto. Quello di Trump è solo un richiamo all'ordine per un governo che ha sempre detto sì: 500 aerei partiti dall'Italia per una guerra illegittima in Iran in cui Netanyahu ha trascinato Trump e che ha danneggiato pesantemente l'economia italiana. E meno male che Meloni ha dichiarato "non condanno né condivido": se avesse condiviso ne sarebbero partiti 5000?
La lista dei "sì" è infinita: firma sulle spese militari al 5% del Pil, accordo sui dazi alle nostre imprese giudicato "positivo" e "sostenibile"; cappello Maga tra le mani dopo il genocidio di Gaza; acquisti garantiti di gas americano e zero tasse ai giganti del web.
Tocca a noi far rialzare il Paese: l'orgoglio nazionale va difeso con le scelte non con le chiacchiere. È doveroso che la Presidente Meloni venga a fornire necessari chiarimenti al Parlamento e al Paese.
Potete anche controllare quasi tutte le tv e i giornali ma risparmiateci la favoletta del Governo Meloni che tutela l'Italia con la schiena dritta.
La premier si guardi allo specchio.
Ad aprile 2025 per far contento Trump è andata negli Stati Uniti a prendere impegni per acquisti di armi e gas americani, per non tassare i giganti del web statunitensi.
Nell'estate 2025 è andata a firmare l'aumento esorbitante delle spese militari al 5% del Pil per far contento Trump e non si è schierata con i leader europei che hanno alzato la voce come Sanchez.
Sui dazi imposti alle nostre imprese ha parlato di accordo "positivo" e "sostenibile" e ha fatto dire al suo vicepremier, sfidando il senso del ridicolo, che le misure contro le nostre aziende in fondo erano una "opportunità".
Rispetto agli attacchi al Venezuela ha parlato di azione difensiva legittima mentre lo stesso Trump spiegava che la ragione era il petrolio. Di fronte alle violazioni del diritto internazionale di Netanyahu e Trump in Iran ha detto "non condivido né condanno" ma a pagare sono stati gli italiani con il boom di prezzi, energia e carburante.
Di fronte a un genocidio con oltre 20mila bambini uccisi da Netanyahu ha mandato Tajani a "osservare" il Board of peace di Trump con il cappellino rosso Maga in mano mentre lo proponeva per il Nobel per la Pace.
Potrei continuare. Le favole di un Governo che tutela l'interesse nazionale la possono raccontare i giornali del deputato di maggioranza Angelucci e tutto il sistema informativo che controllano da Palazzo Chigi. Lo stesso che ha buttato fango su di noi, che abbiamo portato 209 miliardi quando ci volevano imporre il Mes. Lo stesso che rideva per "Giuseppi" mentre scontentavamo Trump su spese militari e Via della Seta per tutelare i nostri interessi nazionali, pur senza mettere in discussione le nostre alleanze storiche.
Lo scontro di oggi non è contro un leader che alza la testa, ma è un richiamo all'ordine verso chi ha sempre obbedito senza fiatare, assumendo impegni insostenibili per il popolo italiano.
Chi ha ridotto l'Italia così non la rimetterà in piedi di certo. Tocca a noi.
Nei giorni in cui la Caritas annuncia il record di file di cittadini in difficoltà economica, al Governo il Ministro Crosetto, fondatore del partito di Meloni, preme sulle spese militari folli firmate in sede Nato ed europea dalla sua premier. Insomma il portafoglio dei cittadini può aspettare, gli stipendi pure. La corsa al riarmo no.
Sono in difficoltà perché hanno detto sì e programmato quelle spese, ma mancano pochi mesi alle elezioni e ora non possono parlare troppo di armi dopo 4 anni di zero riforme per famiglie e imprese. Al contrario di Crosetto, i ministri tecnici hanno completamente gettato la spugna su scuola e sanità: per ospedali e scuole risorse insufficienti e tagli, riforme che naufragano, case e ospedali di comunità realizzati col Pnrr vuoti e senza personale.
È davvero incredibile vedere le emergenze dei cittadini dimenticate mentre si parla di riarmo e legge elettorale per conservare il potere. Hanno perso la bussola della realtà. Prendiamo i soldi da riarmo e tagli firmati in Europa col Patto di stabilità mettiamoli sulle emergenze dei cittadini.
Nulla da dire e da fare sull'inchiesta per corruzione sul Ponte dello Stretto, con progetti fallimentari e 13,5 miliardi bloccati ma che sarebbero utili per infrastrutture, scuole, sanità.
Fallite, ritirate o bocciate dai cittadini le riforme su giustizia e sanità, mentre esplodono le code sia in tribunale che in ospedale.
Vertici internazionali vitali per i nostri interessi con la sedia dell’Italia che rimane vuota perché preferisce presentare un francobollo o la escludono.
E allora Meloni va sull'usato sicuro: polemica domenicale surreale sulla fiera del libro e sull'antifascismo.
Giustamente oltre all’ossessione nei miei confronti adesso ha l’ossessione per Vannacci, che cresce grazie ai suoi fallimenti e ai suoi tradimenti.
Un piccolo quesito: ma quando si occupa dell'Italia, del carovita e delle aziende che chiudono? Quattro anni zero riforme.
Quattro anni, zero riforme.
Poco fa la notizia: passo indietro del Governo anche sulla riforma della sanità, dopo pasticci, tensioni e litigi. Sulla giustizia sono stati bocciati dagli italiani al referendum. Sul Ponte hanno bloccato oltre 13 miliardi per progetti carenti e dannosi, mentre spuntano inchieste per corruzione.
Le uniche cose realizzate son state fatte con i 209 miliardi che abbiamo conquistato in Europa 6 anni fa. L'unica cosa che stanno facendo al Governo sul serio è la guerra al salario minimo: poco fa hanno anche impugnato la norma che abbiamo fatto in Sardegna con la nostra Alessandra Todde contro il lavoro sfruttato e sottopagato.
Fermate questo strazio. È uno spettacolo indecente.
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Ho incontrato tanti professionisti molto qualificati, fra cui molti giovani, che grazie ad una parte dei 209 miliardi del Pnrr in questi anni hanno lavorato all’ufficio del processo come supporto ai magistrati per smaltire l’arretrato e velocizzare i processi. Non possiamo lasciare questi lavoratori nella precarietà, non possiamo disperdere le competenze acquisite, non possiamo vanificare i risultati raggiunti. Per avere sicurezza e certezza della pena va potenziata l’efficienza della giustizia anziché fare riforme inutili come quelle sonoramente bocciate dai cittadini. Non si depotenziano i modelli organizzativi virtuosi che andrebbero piuttosto rafforzati nei nostri tribunali.
"Quando ci chiudevamo qui con Falcone avevamo la nostra piccola oasi per lottare contro la mafia". Questa mattina ho provato una profonda emozione ascoltando le testimonianze di chi c'era qui fra le stanze del "bunkerino" del Tribunale di Palermo in cui Giovanni Falcone con Paolo Borsellino si batteva con tutte le sue energie morali e fisiche per sconfiggere la mafia.
Non hanno ucciso le idee di Falcone il 23 maggio del '92, non hanno ucciso il valore e l'impegno di Francesca Morvillo, degli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.
Dobbiamo coltivare la speranza e dare il massimo per seguire l'esempio, battendoci insime ai campioni antimafia che abbiamo portato in Parlamento.
Dobbiamo tornare al Governo per spazzare via le norme con cui hanno spuntato le armi alla giustizia contro mafie e corruzione.
Sono senza parole per questo affetto. È stato emozionante per me arrivare qui passando in mezzo a nuove opere, ai cantieri di speranza finanziati con i 209 miliardi del Pnrr per riqualificare piazze, scuole, spazi storici e di socialità. No ai cantieri del Riarmo che tolgono risorse ai bisogni dei cittadini. Grazie Termini Imerese per questa fantastica serata. Forza sindaca Maria Terranova!
Oggi vari giornali scrivono che i vertici del partito di Meloni hanno lanciato un sondaggio chiedendo ai propri iscritti se la convocazione dell'ambasciatore israeliano dopo il trattamento riservato dal governo israeliano ai nostri connazionali sia stata una reazione “eccessiva".
A mio sommesso avviso andrebbe posto ben altro quesito. Provo a riformularlo: di fronte allo sterminio di oltre 70mila palestinesi, di cui 20mila bambini, e di fronte alle ripetute violazioni del diritto internazionale di cui si è reso responsabile il Governo di Netanyahu ritenete che la copertura politica e militare che ha continuato a offrirgli il Governo italiano, senza nessuna sanzione e ripudio degli accordi di cooperazione, sia stata giusta o addirittura ignominiosa?
A voi la risposta.
Mentre questo Governo persevera nelle folli spese militari dopo avere firmato accordi insostenibili, oggi l’Istat diffonde il dato allarmante degli italiani che rinunciano ai figli, mentre l’Italia ritorna fanalino di coda in Europa sul Pil e il Governo italiano all'improvviso si indigna - solo a parole - con il governo Netanyahu dopo anni di crimini contro l’umanità. Ma le chiacchiere stanno a zero: dopo 4 anni disastrosi di nulla servono atti e scelte chiari. Serve voltare pagina.