Sta per partire il solito campionato farlocco: la Juventus ha alzato il costo squadra di 36 milioni, ha la rosa più cara della Serie A e a dispetto del risparmio su Vlahovic ha violato i limiti UEFA di 33 milioni
Anche se la cosa non interessa a nessuno, a cominciare dai club rivali, a un mese dalla firma del Settlement Agreement Madama ha fatto il solito scempio delle regole: tra nuovi e costosi acquisti, aumenti di stipendio e giocatori tornati all'ovile i divieti UEFA sono stati violati. La Serie A e la Champions partono col verme dentro
So che non interessa a nessuno, nè ai media e nemmeno ai 19 club di Serie A che assieme alla Juventus stanno per presentarsi al via del campionato (sabato la partenza) a cominciare dall’Inter che sul mercato sta facendo i conti della serva pur di non spendere un euro in più del dovuto. Ma anche se giornali e tv continuano a fare finta di niente, nonostante non serva a niente lo dico lo stesso: la Serie A - e a dire il vero anche la Champions - sta partendo all’insegna della più aperta irregolarità per lo sgarro alle regole che la Juventus, come suo solito, sta perpetrando alla luce del sole, indifferente e cinica, felice come una Pasqua. Che violare le regole per Madama non sia una novità lo sanno tutti; e tuttavia sorprende che l’ultimo scempio Madama lo stia compiendo a un mese e mezzo dalla firma del Settlement Agreement concordato con l’UEFA il 30 giugno a Nyon, un accordo transattivo che le imponeva, tra le altre cose, di non spendere sul mercato un euro in più dei soldi incassati con le cessioni e a non alzare di un centesimo il “costo squadra” (leggi le spese annue per stipendi e ammortamenti dei calciatori, allenatore compreso).
Ebbene, la Juventus che un anno fa aveva la seconda rosa più costosa della Serie A dopo quella del Napoli (235 milioni contro i 240 del club di De Laurentiis), a dispetto delle manette che l’UEFA le ha messo ai polsi è riuscita nell’impresa di alzare il “costo squadra”, ad oggi, di oltre 36 milioni: e a due settimane dalla fine del mercato l’organico della Juventus è di gran lunga il più costoso di tutta la Serie A avendo raggiunto il tetto di 271,6 milioni mal contati. Una vera impresa considerando l’addio dato a Vlahovic che nell’ultima stagione aveva gravato a bilancio per l’insensata cifra di 41,750 milioni...
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Poichè da anni, e ancora in questi ultimi mesi, vengo accusato di scrivere sul conto - o meglio: sui conti, nel senso di bilanci - della Juventus rilievi e accuse infondati, questa è l'analisi dello sprofondo economico-finanziario del club bianconero fatta a Sportitalia da Paolo Ciabattini, esperto di Sport Business e soprattutto ex consulente Uefa per il Financial Fair Play. Poi ditemi se c'è una cosa che che già non vi avevo detto, spiegato, dettagliato.
Il trionfo al contrario
Giorgia Meloni festeggia. Ha scritto a Ursula von der Leyen il 17 maggio per chiedere una cosa, ne ha ottenuta un’altra, e la racconta come un successo storico. “L’Italia indica la strada”, dice. La strada però porta esattamente dove non voleva andare.
La richiesta era semplice: estendere all’energia la clausola di salvaguardia pensata per la difesa, così da sforare i vincoli di bilancio. In cima alla lista il taglio delle accise sui carburanti, vecchio cavallo di battaglia della destra. Bruxelles ha risposto con un margine di flessibilità fino allo 0,3% del Pil all’anno per il triennio 2026-2028, circa 14 miliardi per l’Italia. Poi Dombrovskis ha tagliato corto: niente sconti sulla benzina. Quei soldi vanno spesi per la transizione, per le rinnovabili, per ridurre la dipendenza dai fossili importati.
È il Green Deal.
Quello che Meloni e i suoi hanno combattuto voto dopo voto a Strasburgo, quello che a parole è ideologia, follia ambientalista, guerra ai cittadini. Ora se lo ritrovano in dote, blindato, con l’obbligo di metterlo a terra.
La cosa più comica resta il tono della festa. Si festeggia di aver ottenuto i soldi per fare proprio quello che si combatteva.
Resta una domanda. Se davvero l’Italia indica la strada, perché la strada è quella del piano che il governo ha passato tre anni a sabotare? Forse perché a Bruxelles certe scelte non le detta la propaganda. Le detta la realtà, che stavolta ha mandato il conto a chi negava il cambiamento climatico.
998 milioni di aumenti di capitale
più un bond da 150 milioni
più altri 150 milioni tra factoring e fidi utilizzati
più 37 milioni debito di oneri accessori mercato
più 97 milioni debito di mercato
PN che si azzera al 30/06/26 a fronte del deficit presunto di 80 milioni circa
prossimo ingresso in SA con limiti stringenti (per capirsi qua sotto quelli del Chelsea)
Arthur, Luiz, Nico, Joao Mario, Rugani in rientro come boomerang.
Riscatto di Openda obbligatorio.
Possibile mancata partecipazione CL, con danno ipotizzabile di 40 milioni rispetto alla partecipazione in EL.
Rinnovo di Spalletti e staff per 2 anni per un 24/25 milioni che in caso di esonero dovranno essere tutti appioppati al 25/26.
Una bella gestione dai.
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