Un saluto di onestà rara, anzi...rarissima e dopo 3 anni in cui non ha mai pronunciato una parola fuori posto.
Decisamente un gran bravo ragazzo.
Suerte Davidino.
Il Cile ha eletto José Antonio Kast.
E il punto non è soltanto chi abbia vinto, ma che cosa sia stato reso possibile. Questa elezione non è una parentesi fisiologica della democrazia. Non è una semplice svolta conservatrice. È il prodotto maturo di un processo più profondo, più inquietante, che riguarda tutte le democrazie contemporanee: le società non ricordano per sempre. Le società dimenticano. E quando dimenticano abbastanza a lungo finiscono per scegliere proprio ciò che avevano giurato di non voler rivedere.
Il Cile non ha un passato autoritario remoto. La dittatura di Augusto Pinochet è nella memoria viva. Migliaia di famiglie la portano addosso ancora. Torture, sparizioni forzate, repressione sistematica. Non sono astrazioni storiche. Eppure oggi quella memoria è diventata negoziabile. Non viene più negata, viene svuotata. Trasformata in "periodo complesso", in fase storica controversa, in parentesi discutibile ma non più intollerabile. È così che le linee rosse morali sbiadiscono. Prima lentamente, poi all'improvviso.
Dentro questa rimozione prende forma Kast. I fatti sono chiari. È figlio di un membro del Partito nazista tedesco, un ufficiale della Wehrmacht fuggito in Sud America dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Un dato storico documentato. Le biografie non trasmettono colpe ereditarie, ma contribuiscono a formare immaginari, silenzi, giustificazioni.
A questo si aggiunge un secondo elemento. La famiglia Kast è stata parte integrante dell'apparato della dittatura cilena. Un fratello del presidente eletto ha ricoperto ruoli centrali nella gestione economica del regime di Pinochet. Questo è un fatto.
Lo stesso Kast ha espresso apprezzamento per il regime militare, parlando di ordine, stabilità, necessità storica: il quadro si ricompone con coerenza inquietante.
Il segnale più chiaro arriva dal presente. Kast ha aperto alla possibilità di clemenza o grazia per i condannati per crimini di lesa umanità. Torturatori. Responsabili di omicidi, di sparizioni forzate. Non è una sfumatura tecnica. È una scelta politica. Significa dire che la giustizia può essere sospesa, che la memoria delle vittime può essere subordinata, che l'impunità può tornare a essere un'opzione accettabile.
La domanda a questo punto è inevitabile: perché i cileni lo hanno votato?
La risposta non è consolante. Kast non è stato scelto malgrado la dittatura. È stato scelto dopo che la dittatura è stata progressivamente rimossa dal campo dell'intollerabile. Dopo anni di frustrazione sociale, di aspettative tradite, di una democrazia percepita come procedura formale più che come protezione concreta. Quando la democrazia non difende viene messa in saldo. E quando viene messa in saldo l'autorità torna desiderabile.
Su questo terreno ha lavorato la paura. Paura della criminalità, del degrado, dell'immigrazione. Paura spesso sproporzionata rispetto ai dati ma politicamente potentissima. La paura non chiede complessità. Chiede risposte immediate. Kast ha offerto risposte semplici, nette, autoritarie. Ordine, confini, forza. In questo schema il passato repressivo smette di essere un problema. Diventa una risorsa narrativa.
Tutto questo non è solo cileno. È parte di un contesto globale. Donald Trump rivendica apertamente l'uso di ogni mezzo per favorire governi nazionalisti e reazionari. Elon Musk, attraverso il controllo di una delle principali infrastrutture della comunicazione globale, amplifica contenuti che delegittimano i diritti, ridicolizzano le istituzioni, normalizzano l'odio e la semplificazione brutale. Non serve ipotizzare coordinamenti occulti. Basta osservare la convergenza dei linguaggi, dei nemici costruiti, delle soluzioni proposte.
Ed è qui che il Cile smette di essere lontano. Perché anche l'Italia sta dimenticando. Dimentica cosa sia stato il fascismo. Lo trasforma in folklore, in opinione legittima, in oggetto di nostalgia sdoganata. Accetta che si dica "ha fatto anche cose buone", che la Resistenza venga relativizzata, che l'ordine diventi un valore neutro, sganciato dalla violenza che lo ha imposto. È lo stesso percorso. Prima la memoria viene relativizzata. Poi svuotata. Infine derisa.
Le società non precipitano nell'autoritarismo. Ci scivolano. Accettano la paura come criterio politico. Accettano che i diritti siano un lusso. Accettano che il passato venga riscritto. Quando l'intollerabile diventa discutibile il passo successivo è sempre lo stesso.
Il Cile oggi non è un'eccezione. È uno specchio. Dice qualcosa su quanto siamo disposti a dimenticare pur di sentirci protetti. Quando la protezione diventa più importante della verità, della giustizia e della memoria, il finale non è mai una sorpresa. È sempre una ripetizione. Ogni volta arriva con le stesse promesse. E ogni volta presenta lo stesso conto.
@MMmarco0 Grazie Marco!
Festival all'aperto nel veneziano nelle serate dal 28 al 31 agosto, cosa prevedi? Abbiamo qualche speranza di riuscire ad aprire tutte le sere o dobbiamo prepararci al peggio? Grazie!
Questa delusione e questa sofferenza devono essere assorbite per trovare parole quantomeno sensate. Calciatori, allenatore e società sono obbligati a parlare, ma noi tifosi no.
Prendiamoci del tempo. Un abbraccio a tutti e sempre viva l'Inter 🖤💙
Torno a dirlo dopo ogni notte come quella di ieri: questi anni di Inter ci stanno regalando emozioni che prescindono dal numero e dalla caratura dei trofei vinti.
Abbiamo fatto l'abitudine di sognare in grande e con questa costanza non è mai successo.
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Per celebrare la riapertura del calciomercato, li ho esaminati tutti per realizzare il power ranking definitivo: il POWER RANKING DEI POWER RANKING DI @dsaltari 🧵 (1/18)
Vi prego voler seguire il commento di #Mentana dedicato a quel giovane migrante morto per aver perso il braccio, il cui datore di lavoro ha pensato bene di scaricare davanti casa anziché portarlo in ospedale. Personalmente mi ha commosso. Questo è giornalismo.
#TgLa7#migranti
Un problema complesso difficilmente può avere una soluzione semplice.
Un problema che dura per molto tempo difficilmente può avere una soluzione rapida.
Ex-Otago:
- l'unica Giorgia che sopportano è la loro chitarrista (cit.)
- Bandiera Pal3stina sul palco
- Testimonianza di persona trans prima di "La Nostra Pelle".
Vi si vuole bene.