Breve storia di cose leghiste.
Si fa fatica a parlarne seriamente, ma Susanna Ceccardi ha davvero celebrato i separatisti veneti che nel 1997, armati (non di “amore”, ma di mitra della Seconda guerra mondiale) occuparono piazza San Marco con il mitologico TANKO fatto in casa. I protagonisti furono arrestati con capi di imputazione iniziali che andavano dalla banda armata all’attentato contro l’unità dello Stato, poi ridimensionati perché, dai.
Per l’eurodeputata leghista resta “una pagina di storia che non si cancella”. Lei, dopo poche ore, ha cancellato il post
Visto che girano cazzate mostruose su #Iotti, #Togliatti per giustificare #Piantedosi volevo chiarire che:
1- Iotti era già parlamentare quando incontrò Togliatti
2- quando fu eletta PdCamera Togliatti era morto da QUINDICI anni ⤵️
La brillante satira di Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu arriva a pungere finanche la non avvocatessa Francesca Albanese.
CALA IL GELO IN STUDIO. FORMIGLI PARE PIETRIFICATO
La vicenda del Sindaco di Reggio Emilia Marco Massari che viene fischiato mentre invoca un gesto di buon senso e persino banale come il rilascio degli ostaggi in mano ad Hamas e @FranceskAlbs che “lo perdona” pubblicamente purché non lo ripeta mai più, è solo l’ultima grottesca manifestazione di una deriva tutta italiana di una società in cui la progressiva polarizzazione non ha più veri contrappesi.
La politica e l’informazione, che pure si criticano l’un l’altra, da anni gareggiano per dare il pessimo esempio e lavorano per stimolare la pancia anziché la testa dell’opinione pubblica. La caciara dei salotti tv, dove va in scena la qualunque in ragione di una presunta libertà di espressione, è un fenomeno che non ha corrispondenti in paesi che pure nelle classifiche della “press freedom” sono 30 o 40 posizioni sopra di noi. Ma così fa comodo anche al circo della politica, che ufficialmente condanna, ma nella realtà approfitta per fidelizzare il proprio popolo, scavando trincee in una società che avrebbe invece bisogno di più ponti e confronti.
E così funziona anche per le piazze, sulle quali la politica su limita a surfare, non avendo più leader e nemmeno influencer, ma semplici follower dei propri elettori. Continuo a pensare che la mobilitazione vada sempre apprezzata, tanto più quando lo si fa per tragedie inumane come quella di Gaza, ma noto ad esempio come siano state poche e timide le voci che hanno criticato il sit in finale di qualche giorno fa a Milano col quale manifestanti pacifici chiedevano la liberazione di quei facinorosi che in quella stessa protesta avevano sfasciato vetrine e picchiato poliziotti, e che loro per primi avrebbero dovuto isolare. Così come non condivido neanche l’utilizzo strumentale dello sciopero generale invocato a giorni alterni da un Landini, che continua a confondere la CGIL con ciò che lui vorrebbe fosse il PD a sua guida.
Perché la grande sensibilità italica è come sempre miope e modaiola. La tragedia ucraina resta fuori dai radar del pubblico sdegno e non certo per una questione di numeri, visto che la quantità di morti causati dai bombardamenti israeliani a Gaza in due anni sono probabilmente meno di quelli fatti dai russi in un mese e mezzo nella sola Mariupol, che peraltro rispetto alla striscia aveva un quarto degli abitanti.
L’ANPI, che è in prima fila in ogni piazza per difendere i gazawi dallo sterminio, fatica persino a riconoscere che quella ucraina sia resistenza, avendo da tempo abdicato al ruolo di custode della memoria di una pagina di storia condivisa per trasformarsi in un circolo di nostalgici della falce e martello che furono (e spesso della loro nuova versione putiniana). E tanti come loro invocano da un lato in medio oriente la forza del diritto e dall’altro in Ucraina ritengono giusto applicare il diritto della forza, ignorando torture, stupri, rapimenti. Ormai insomma vale tutto, persino pretendere che venga premiato un regime fascista come quello di Mosca, mentre si canta “bella ciao”.
In questa straordinaria avventura che, come molti altri, ho intrapreso in modo un po’ istintivo ma molto consapevole a sostegno dell’Ucraina, ho scoperto che c’è però una parte sana di questo paese, che lavora in silenzio, raccoglie fondi, combatte la disinformazione, costruisce reti, per i bambini affamati di Gaza come per quelli ucraini rapiti, abusati e militarizzati dai russi, senza nulla chiedere in cambio e lontano dai clamori delle piazze. Grazie a queste risorse si può e si deve continuare a parlare con la gente perché alleni la testa e riduca la pancia. Si può lavorare sulle coscienze, anche solo per spiegare l’ovvio, e cioè che la pace vera e giusta nasce dall’universalizzazione dei principi di uguaglianza e libertà. E che chi sostiene la teoria dei valori intermittenti non ha probabilmente ancora capito che le sfide lanciate dai nuovi totalitarismi si vincono solo con qualche “io” in meno e qualche “noi” in più.
🚨🇮🇱🇵🇸 Con il massimo rispetto per le posizioni di tutti: il Blog NON aprirà la diretta per raccontare l'avvicinamento a Gaza - o il suo tentativo - da parte della Flotilla. Se ci sarà da documentare episodi significativi dal punto di vista militare o della sicurezza, il Blog non mancherà di fornire aggiornamenti, privilegiando fonti ufficiali e dichiarazioni di organi e figure istituzionali. Ciò che non avverrà è il racconto minuto per minuto di un'iniziativa che ha smarrito da tempo ogni connotazione di serietà, rivelandosi per un teatrino pericoloso, uno strumento di propaganda politica. Significherebbe, dal mio punto di vista, prestarsi a una messinscena che nulla ha a che vedere con le reali esigenze dei civili palestinesi che soffrono le ricadute di una guerra durissima. Non è nello stile del Blog e non cambierà adesso.
"Biden è sempre stato uno stupido [...] un cattivo figlio di puttana. Adesso non se la sta passando molto bene. Quindi quando cominciare a provare pena per lui, ricordatevi che è una cattiva persona."
I discorsi d'odio della sinistr... ah no.
Questo video non è stato postato da un attivista pro-Ucraina ma da @c_appendino in persona. Perché per gente come lei essere ignobile è motivo di orgoglio. Spacciare la resa per pace è una conquista dell’umanità. Abbandonare milioni di ucraini nelle mani di un dittatore assassino che li deporta, li tortura e rapisce i loro figli è pur sempre pace.
“La pace giusta non esiste”, ripete per ben due volte. Esiste la “realpolitik”, cioè l’obiettivo di scendere a patti con un autocrate che non ha mai rispettato un solo patto, consegnargli un paese che ha già detto di voler cancellare dalle mappe, disarmare l’aggredito riprendendo persino a fare affari con l’aggressore.
Questo è il rispetto che, personaggi come l’assai poco onorevole Appendino, eletti nell’organo più rappresentativo di una democrazia come la nostra, nata dalla lotta contro un regime oppressivo e pagata col sangue dei nostri padri e nonni, hanno per concetti come la libertà e la sovranità. Valori che da oggi smettono di essere universali, per diventare concessioni eventuali, che chi ha più armi ha tutto il diritto di negare al proprio vicino. Siamo insomma all’apologia dichiarata della legge del più forte.
“Volete la guerra” è l’accusa standard che questi inqualificabili ed irresponsabili propagandisti urlano in faccia a chiunque li contesti. Senza spiegare in che modo assecondare minacce, torture, stupri, rapimenti, esecuzioni sommarie, fosse comuni e violazioni sistematiche dei diritti umani possa portare la pace. E soprattutto fingendo di non sapere che la storia ha già chiarito da quasi un secolo cosa succede quando a guidare le sorti di un paese c’è chi come lei, davanti a una guerra, orgogliosamente sceglie il disonore.
Giornalista: «Condoglianze per la perdita del suo amico Charlie Kirk. Come sta?»
Trump: «Molto bene. E a proposito, proprio lì vedete tutti quei camion. Hanno appena iniziato la costruzione della nuova sala da ballo per la Casa Bianca, un progetto che cercano di realizzare da 150 anni. E sarà una meraviglia».
Se vogliamo imparare come si perfeziona una #macchinadelfango, gli articoli del #LaVerità sono assolutamente da manuale.
Ve lo spiego qui, e poi ognuno trarrà le proprie valutazioni:
Partiamo dal titolo: "Le regioni lo finanziano e il #gimbe le promuove"
Spieghiamo tutto qui
Buona parte dell’Economia è matematica e statistica. Ecco, c’è chi reputa questa macchietta un economista. E questo spiega tante cose sullo stato di salute di questo disgraziatissimo paese
Esponente del M5S: “Riconosco a Meloni di saper fare propaganda”.
Gaia Tortora: “Ci ricordiamo anche che qualcuno dal balcone urlava che era stata abolita la povertà, a proposito di propaganda”.
Una badilata di cui si sente ancora l’eco.