Se seguissi il suo ragionamento, Presidente, dovrei dirle che ha giurato su una Costituzione di sinistra. E invece ha giurato su una Costituzione antifascista, basata su quegli stessi valori che si chiede di sposare a chi vuole partecipare a #plpl. Quelli che ha sposato lei, no?
Molto clamore.
Molti articoli.
Titoli ovunque.
Giustamente.
Perché cinque italiani morti in mare sono una tragedia enorme.
Ma nel rumore assordante di queste ore, quasi nessuno sta parlando dell’uomo in questa foto.
Morto per riportare in superficie i corpi.
Io sono modenese. Ma per pietà prima di commentare vogliamo attendere le notizie ufficiali? La smettiamo di vivere di supposizioni e preconcetti?pochi anni fa una signora di Carpi anziana fece la stessa cosa il 25 aprile e morì una persona. E’ ora di attivare il cervello #Modena
"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali"
Luciana Romoli, staffetta partigiana, legge l'art. 3 della Costituzione
#ilcavalloelatorre
Ottanta anni fa, democrazia e Repubblica ci hanno fatto una promessa. Oggi è necessario chiedersi quanto di quella promessa sia stato mantenuto.
Ho provato a farlo in questo libro. Esce il 7 aprile per @rizzolilibri ed è già disponibile in tutte le librerie e gli store online.
Anche se esistesse davvero una rete italiana di finanziamento ad Hamas, circostanza che dovrà essere dimostrata in tribunale, e non certo sulla base dei “dati” forniti dai servizi segreti dello Stato genocida di Israele, davvero nessuno di coloro che hanno manifestato contro il genocidio di Gaza dovrebbe “chiedere scusa”, come invece ciancia il solito funesto ciarlatano iracondo Matteo Salvini.
Quelle manifestazioni non erano a sostegno di Hamas, ma a favore della sopravvivenza e dell’autodeterminazione del popolo palestinese, che peraltro paga per intero anche i danni prodotti dalle condotte criminali di Hamas.
Quando la Procura nazionale antimafia e antiterrorismo specifica che l’inchiesta non toglie nulla all’enormità dei crimini del governo israeliano, sui cui vertici pendono mandati di cattura internazionali, lo fa nel tentativo di prevenire l’oscena e prevedibile, e puntualmente verificatasi, strumentalizzazione politica, da parte della destra e purtroppo non solo, degli atti, almeno in parte dovuti, della magistratura.
Non è però solo un problema politico. Lo spazio dedicato dai media italiani a questa inchiesta è incredibilmente sproporzionato rispetto a quello riservato ai crimini dei vertici dello Stato di Israele, che sono in ogni caso incomparabilmente più gravi di quelli di Hamas. E i toni utilizzati sono altrettanto incomparabili, il terrorismo di Israele va bene, perché sarebbe funzionale ai “nostri interessi”.
I morti non sono tutti uguali. Siamo ancora, e sempre, immersi in una mentalità coloniale e suprematista. Per i media mainstream italiani, i palestinesi sono esseri umani di serie B, quando vengono considerati umani.
Anche io sono stato presentato a Mohammad Hannoun, in un evento pubblico con migliaia di persone presenti, e allora?
Gli attacchi a Laura Boldrini, a Francesca Albanese e ad altre personalità pubbliche che compaiono in fotografie con lui sono spregevoli e fondati sul nulla. Spesso provengono da persone che si vantano dei propri ritratti in compagnia di Netanyahu, e magari anche di Bolsonaro, Putin o Trump, i cui crimini, a differenza di quelli solo presunti di Hannoun, sono certi e noti a tutti.
Hamas si è macchiato di crimini di guerra e di crimini contro l’umanità, come affermato dalla Corte Penale Internazionale. Uccidere civili innocenti, come avvenuto il 7 ottobre 2023, non ha nulla a che vedere con la resistenza.
Ma tutto ciò non significa affatto che il popolo palestinese non abbia diritto a una resistenza armata contro le forze militari e paramilitari occupanti, un diritto uguale a quello del popolo ucraino e di qualunque altro popolo oppresso.
Tomaso Montanari
La mamma di #AlbertoTrentini: "Ogni giorno esco a prendere pane e giornale: cammino guardando per terra, perché non voglio incontrare lo sguardo felice della gente che mi passa vicino. Le nostre attese sono nel pomeriggio e la sera, perché speriamo sempre in una telefonata.."
È arrivato il momento di iniziare a nazionalizzare la sanità privata convenzionata.
L’Italia è uno dei Paesi con la spesa sanitaria privata più elevata al mondo. Questo perché il nostro Paese è un vero e proprio paradiso per le strutture private e convenzionate.
In Italia, infatti, i privati beneficiano di diversi irragionevoli vantaggi a danno del contribuente. Anzitutto, si appoggiano alle infrastrutture pubbliche per effettuare in sicurezza interventi chirurgici, ambulatoriali, o di assistenza al parto senza sostenerne i costi. Inoltre, possono scegliere le prestazioni da erogare e, dunque, di concentrarsi solo sugli interventi che presentano un margine di profitto più elevato. Come se non bastasse, ogni anno si vedono rinnovato automaticamente dalle Regioni l’impegno di spesa, senza gara ed in continuità con l’anno precedente. Questo significa che il nostro Paese, di fatto, ha eliminato il rischio di impresa per per le strutture convenzionate.
Questa situazione non è più tollerabile: è urgente invertire la tendenza alla privatizzazione della sanità italiana prima che incida ancora di più sulla vita dei cittadini.
Le soluzioni ci sono: è necessaria una decisa e progressiva riduzione del rilascio di nuove convenzioni ai privati e la nazionalizzazione delle strutture private convenzionate di interesse strategico che non sopravvivrebbero senza il supporto delle convenzioni.
Li addestriamo e gli forniamo mezzi che usano per sparare su civili e navi Ong.
E poi facciamo la voce grossa con chi salva la gente in mare.
Quanta coerenza.