I grandi successi dei piani energetici europei:
- rendere costosissimo il gas, tagliando per sempre le forniture dalla Russia;
- rendere l’Europa strutturalmente più dipendente dal gas naturale liquefatto, sostituendo una parte rilevante delle forniture via gasdotto con importazioni marittime più costose e soggette alla volatilità del mercato globale;
- spingere per i prezzi hub del gas, anziché per contratti a lungo termine con formule di prezzo stabili, aumentando così quotazioni e volatilità;
- favorire la chiusura degli impianti nucleari in Germania, aumentando il ricorso a carbone e gas;
- incentivare massicciamente l’installazione di pannelli fotovoltaici e turbine eoliche importati, contribuendo massicciamente allo sviluppo dell’industria manifatturiera cinese;
- introdurre una tassa sulle emissioni di CO2, l’ETS, che ha fatto chiudere o delocalizzare centinaia di aziende europee;
- elettrificare i consumi energetici dei trasporti, distruggendo l’industria europea dell’automobile a vantaggio dell’industria cinese;
- aumentare la dipendenza europea da Cina e altri paesi terzi per materie prime critiche, terre rare, batterie, magneti permanenti, pannelli, inverter e componentistica;
- fissare obiettivi obbligatori per l’installazione di impianti eolici e fotovoltaici, rendendo critica la stabilità delle reti e facendo aumentare i costi di rete
- trasferire quote crescenti dei costi energetici sulle reti elettriche attraverso investimenti sempre più elevati in trasmissione, distribuzione, servizi di bilanciamento;
- incentivare l’elettrificazione dei consumi domestici mediante pompe di calore anche in contesti climatici ed edilizi nei quali i benefici economici risultano limitati o inesistenti;
- imporre una direttiva sull’efficienza energetica degli edifici (direttiva “case green”) talmente cervellotica che nessuno Stato membro ha adottato;
- creare una banca dell’idrogeno (sic) e incentivare la produzione di idrogeno green, iniziative che hanno portato progressi pari allo zero assoluto;
- aumentare la complessità regolatoria del sistema energetico europeo attraverso un numero crescente di direttive, regolamenti, meccanismi di incentivo e obblighi amministrativi, favorendo le delocalizzazioni e al contempo esasperando i rapporti con i partner commerciali;
- promuovere numerose strategie industriali sulle materie prime critiche senza ridurre in misura sostanziale la dipendenza europea dalle importazioni.
Sono certo che presto nuovi ed entusiasmanti obiettivi saranno raggiunti.
@boni_castellane Leggendola rimango sempre epistemologicamente stupefatto di come lei, partendo da premesse errate (in questo caso una conoscenza del marxismo che Ayn Rand, al confronto, sembra György Lukács), riesca spesso a giungere a conclusioni intellettualmente stimolanti. Chapeau
Affinché sappiate tutti chi è che fa affari d’oro col green.
PS
Mi accusano di essere al soldo della “lobby fossile e nucleare” ma io faccio divulgazione a titolo completamente gratuito mentre chi mi accusa vivacchia da 20 anni su questo falso ecologismo.
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@AlbertoBagnai godano di una maggiore autonomia dialettica politica con Bruxelles.
Ovviamente le 'Cine' private della Ger in UE usano valuta propria debole rispetto a €(e non mi pare che nessuno a Bruxelles faccia pressing per adozione).
@AlbertoBagnai La seguo dal 2011, si figuri se vengo a fare l'economista con lei. Volevo solo aprire un'ulteriore dimensione al suo ragionamento; mi sembra che i dati che lei ha cortesemente aggiunto corroborino anche la mia tesi per cui i paesi con cui la Ger ha maggiori cointeressenze
@AlbertoBagnai Non che BC e moneta propria non siano rilevanti, ma ritengo che la leva principale di Orban sia che l'Ungheria è la Cina 'privata' della Germania in UE: lì possono produrre a bassissimo costo con filiere ormai integratissime e senza alcun dazio di reimportazione
@dilul68@PontiBenedetto Esatto. Si piegano ad un'ermeneutica favorevole le costituzioni rigide, figuriamoci l'acquis communautaire che è sostanzialmente un trattato giuridico/commerciale che non ha mai assunto la forma costitizionale.
@SavinoBalzano Bisognerebbe anche ricordare a questo effimero personaggetto che i tedeschi son così bravi che la costituzione gliela hanno scritta gli alleati che occuparono la Germania dopo la WWII. E non si chiamò nenche 'costituzione' ma 'legge fondamentale', tanta fu l'eteronomia in essa
@durezzadelviver I servzi hi-tech delle big statunitensi costituiscono un monopolio di fatto (persino i dati dei cittadini Ue sono salvati su cloud Usa) non sostituibile.
Qualsiasi ritorsione è un'auto-sanzione per le imprese europee.
Vorrei sapere da Fubini a quale tempia è puntata la pistola.
@CarloCalenda@PasqPugliese Calenda, mi stupisce che una persona colta come lei non sappia che la Nato è stata fondata nel 1949: se, come lei scrive, la Nato ci avesse garantito la pace a partire dal 1945, saremmo davanti al primo caso di alleanza militare con efficacia retroattiva nella storia
@disusatoincanto@PontiBenedetto Concordo con lei. La mia era una boutade (un caro saluto agli amici della Digos), la realtà è naturalmente più complessa.
Certo che quando la fisarmonica presidenziale diventa il mantice di un organo vuol dire che esiste un problema politico e istituzionale. Anche serio.
@AleGuerani Le due finalità, però, non sono necessariamente scorrelate, come osservava Kalecki nel suo saggio del '43 sugli “Aspetti politici del pieno impiego”.
@AleGuerani Ci stanno preparando, ma non ad una guerra reale (che non vogliono neanche loro).
Ci stanno preparando ad un aumento delle spese militari, stanno cioè preparando il mileu culturale per farlo accettare dall'opinione pubblica.
È keynesismo di guerra senza guerra.
10 Excellent Papers on Inequality
1) What is the Point of Equality? Elizabeth S Anderson
A terrific exploration of egalitarian frameworks, critiquing "luck egalitarianism" in favour of her own "democratic equality" framework. Fantastic place to start.
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@Gitro77 Credo che il successo della Lega nel 2019 non è dipeso dalla stance anti UE, ma probabilmente dal posizionamento di tipo securitario/xenofobo.
Lo dimostra la migrazione degli elettori verso FdI che conferma i suoi voti pur avendo assunto un'atteggiamento più morbido verso UE
"Un comunismo rozzo e primitivo è solo la collettivizzazione della proprietà privata. Il dominio della proprietà delle cose appare così insuperabile che esso pensa di dover abolire tutto ciò che non può essere posseduto da tutti, e quindi calpesta con violenza 👇