È online la petizione per richiedere ai partiti di indicare nei programmi elettorali non solo le misure proposte, ma anche quanto costeranno e come verranno finanziate, incluso un eventuale ricorso al deficit.
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Il mosaico oscuro dietro gli eventi
Un presidente degli Stati Uniti il cui nome ricorre nei fascicoli di un trafficante sessuale di minorenni. Lo stesso presidente che si oppone alla pubblicazione integrale di quei fascicoli. Lo stesso presidente che scatena una guerra nel momento esatto in cui quei fascicoli rischiano di travolgerlo. Una guerra che beneficia il paese i cui servizi di intelligence, secondo molte ricostruzioni, avrebbero gestito proprio quel trafficante.
Se fosse un romanzo, l’editore lo scarterebbe. Troppo costruito, direbbe.
Da anni circola una voce insistente su Jeffrey Epstein. La sua rete non sarebbe stata solo il terreno di un’operazione di sfruttamento sessuale, ma anche uno strumento di ricatto politico al servizio del Mossad e di ambienti dell’intelligence israeliana. Il metodo, semplice e antico: attirare figure potenti, registrare compromissioni, accumulare materiale utilizzabile come leva.
Il nome di Donald Trump compare in quei documenti. I voli sul jet privato sono nei registri. Le ore trascorse nella residenza di Epstein sono agli atti. Alcune testimonianze sembrerebbero andare molto oltre la semplice frequentazione, ma su questo punto i fascicoli diventano stranamente opachi. Pagine che risultano catalogate ma non accessibili. Redazioni che coprono nomi e circostanze. Un Dipartimento di Giustizia che resiste alla pubblicazione nonostante il Congresso l’abbia imposta per legge. Chi ha provato a recuperare i testi nascosti dietro cancellature frettolose racconta di contenuti che, se confermati, non rovinerebbero una carriera. La annienterebbero.
Nessuno può dire con certezza cosa contengano quelle pagine mancanti. La domanda però si pone da sola: perché tanta fatica per tenerle nascoste?
E se qualcuno disponesse davvero di quel materiale, cosa potrebbe ottenere in cambio del suo silenzio?
Esiste un leader che da anni persegue un unico obiettivo: trascinare gli Stati Uniti in un conflitto diretto con l’Iran. Un leader che ha legato la propria traiettoria politica a una postura di conflitto permanente nella regione. Un leader che dispone di servizi di intelligence tra i più sofisticati del pianeta, gli stessi che secondo molte ricostruzioni avrebbero avuto un ruolo nella gestione della rete Epstein.
Nessuno può dimostrare un nesso diretto tra queste due storie. Eppure la guerra è arrivata. Ed è arrivata proprio quando la pressione sui file Epstein diventava insostenibile, quando i Clinton accettavano di testimoniare, quando il Congresso scavava e il nome di Trump affiorava documento dopo documento. È difficile non notare che serviva qualcosa di enorme per cambiare i titoli dei giornali. E una guerra, per definizione, lo è.
Poi ci sono dettagli che un osservatore attento fatica a ignorare. Poche ore prima dei bombardamenti, sei account appena creati su una piattaforma di scommesse finanziarie hanno puntato cifre importanti prevedendo esattamente l’attacco, quando la probabilità era quotata al 17 per cento. Qualcuno sapeva. Il figlio del presidente, per inciso, siede nel consiglio consultivo di quella stessa piattaforma, sulla quale l’amministrazione Trump ha chiuso ogni indagine federale.
Dai paesi del Golfo intanto continuano a fluire capitali verso la galassia economica della famiglia Trump. Un aereo dal Qatar. Operazioni crypto dagli Emirati. Fondi sauditi verso il genero del presidente. Tutti paesi che hanno un interesse strategico nella distruzione dell’Iran. Tutti paesi che non hanno mai avuto nulla da eccepire sulle scelte di politica estera di questa amministrazione.
Presi singolarmente questi elementi possono essere coincidenze, congetture, illazioni. Presi insieme compongono un disegno che il buon senso fatica a liquidare.
Chi sta davvero prendendo le decisioni. E per conto di chi.
@Erkfaffo@deliux9 Si anche per, se Zielinski torna ai livelli ore infortunio abbiamo un top in più a cc. Nelle prossime partite ravvicinate ci sarà spazio per tutti mi aspetto anche Sucic
@AlfioKrancic @GianlucaCa80252 Si lo si sa da anni, non per niente anziani e persone deboli fanno vaccino per influenza ogni anno. Per il COVID uguale, ad anziani e persone deboli conviene vaccinarsi ogni anno contro il nuovo ceppo
@michele_geraci Ma dai è una cagata, nessuno di quei paesi è entrato nella NATO per attaccare la Russia. Putin si è infilato in una guerra che se dura altri uno-due anni metterà a grande rischio di recessione il suo paese. Poteva andare avanti a venderci il gas ed eravamo tutti amiconi
@AUniversale Avendo visto il video so che quanto scritto su Michelle Obama e i neri è misleading information, modificata apposta, perché il discorso era più ampio ed assolutamente non razzista. Le presenza di disinformazione fa perdere validità al resto del post
@farmx92 @TomBer93 @_allafrutta Mussolini ha causato morte e sofferenza a milioni di persone. Kirk non ha mai fatto male a nessuno, mettere le due sullo stesso piano è ridicolo
@itachjsmvn @corrado_foti @unnoumeno@_allafrutta Definire propaganda violenta le idee di una persona (e un intero popolo dietro) ti posiziona molto molto vicino al fascismo
@Sofia51190090@jymmytimmy @corrado_foti @_allafrutta Probabilmente hai visto solo pezzi di dibattito tagliati ad hoc. Si provi ad informarsi ed essere meno manipolabili. Diverse sue idee erano aberranti e ha spesso detto cose ingiustificabili, ma il tuo commento evidenzia suscettibilità alla disinformazione
@Rland29579169@ultimoranet La NATO non farà nulla. Ma la Russia sta facendo di tutto per provocare ora. Missili e droni su civili in Ucraina, droni in Polonia, esercitazioni al confine polacco, accuse di fascismo e minacce al governo finlandese. Russia in economia di guerra ha bisogno di guerra ora