In Italia c'è chi canta in playback e a chi basta un pianoforte per fare emozionare il pubblico. Sarà il tempo a parlare e a dirci fra 10 anni di chi sentiremo parlare e di chi no.
#DomenicaIn#Sanremo2025
Esclusiva: #Gila, la prima offerta del #Napoli è di 15 milioni più bonus. La #Lazio chiede di più, al vaglio una possibile contropartita tecnica tra Rafa #Marin (che il Napoli vuole trattenere), #Beukema e #Lucca
La vicenda che riguarda Claudio Lotito e una parte significativa della tifoseria laziale non è soltanto una contestazione a un presidente, né l’ennesima protesta legata ai risultati, al mercato o alla gestione tecnica di una squadra. È qualcosa di più profondo: un conflitto sulla natura stessa del calcio e sul rapporto tra proprietà, società e comunità dei tifosi.
ll caso Lazio dimostra il limite di una lettura esclusivamente aziendale del fenomeno calcistico. Il tifoso non è un consumatore ordinario. Non sceglie la propria squadra come sceglie un servizio digitale, un abbonamento televisivo o un marchio commerciale.
La relazione con un club si fonda su appartenenza, memoria, trasmissione familiare, identificazione territoriale e riconoscimento simbolico. È una fedeltà che precede il risultato e sopravvive a sconfitte, errori, delusioni e stagioni mediocri.
Lo dimostra, meglio di qualsiasi teoria, il comportamento della tifoseria laziale in quest’ultima stagione. Un consumatore insoddisfatto smette di pagare o chiede il rimborso; il tifoso laziale ha fatto l’esatto contrario.
Ha sottoscritto l’abbonamento nonostante il mercato bloccato, e poi ha scelto di non usarlo: si è privato di una semifinale di Coppa Italia e di un derby — le partite per cui un tifoso vive — pur di non legittimare con la propria presenza una gestione che non riconosce più.
È un gesto economicamente irrazionale e simbolicamente perfetto: il sacrificio come forma di protesta. Nessuna categoria del marketing è in grado di descriverlo.
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Una società di calcio si basa su 3 pilastri fondamentali.
1. L'Obiettivo Sportivo (La Competitività)
2. L'Obiettivo Economico-Finanziario
3. La Community e il Brand (Il legame con la piazza)
Bene la #Lazio di #Lotito non ha nessuno di questi pilastri.
Nemmeno in eccellenza trovi società gestite in questo modo, che vergogna!
Magia Bianca è vostro.
È stato il viaggio più bello della mia vita: pochi mesi intensi, fatti di libri, boschi, castelli, ricerca, filologia e folklore. Un percorso che mi ha insegnato a mettere continuamente in discussione ciò che credevo di sapere.🔮
Grazie a Kaput, Rocco Rampino, VV, Katoo e David Kosten, e a tutte le persone che hanno contribuito con coraggio, esperienza e libertà a dare forma a questo disco.
Magia Bianca è il mio primo disco senza armatura.🤍
È dedicato alle streghe, per le streghe. Per chi vuole essere libero. Per chi continua a credere che dall'oscurità si possa uscire. E che un pizzico di magia sia ancora necessario.✨
Oggi il via al Mondiale. Noi stiamo a casa, faremo i guardoni. E #Malagò riparte con la prima mossa al contrario: Roberto #Mancini. Lo stesso che se ne andò dalla sera alla mattina, con scarso preavviso, per accettare il ruolo di ct dell’Arabia. Ora sta per tornare. Questo è il calcio italiano
✍️ Lunga lettera di #Lotito ai tifosi della #Lazio per chiedere di riprendere il dialogo superando le contrapposizioni. Sul Messaggero il presidente riconosce gli errori nel rapporto con il pubblico ma rivendica anche vent’anni di lavoro e indica le strategie future.
La lettera di #Lotito: da Bella Stronza di Marco Masini (“Il disprezzo… perché forse io ti ho dato troppo amore…”) ad Amici miei di Mario Monicelli è un attimo
Uno stralcio della lettera di #Lotito a Il Messaggero: “Con rispetto per tutti voi, per la vostra passione e per la storia che rappresentate, credo sia arrivato il momento di aprire una fase nuova: più dialogo, più ascolto, più responsabilità reciproca. Senza strumentalizzazioni. Senza rese dei conti. Senza dividere la Lazio tra buoni e cattivi. La Lazio non appartiene a una polemica. Appartiene alla sua storia, ai suoi tifosi e al futuro che tutti abbiamo il dovere di difendere”.