Non c’è vera libertà civile senza libertà personale, cioè senza il rispetto e la promozione della dignità della persona umana, di cui la libertà è una componente essenziale. Questa libertà è donata e garantita, in ultima analisi, da Dio, la cui voce risuona nella coscienza di ogni essere umano. #VisitaPastorale #SanMarino
Eppure questa cosa dei numeri sulla pelle la devo aver già sentita da qualche parte. Genocidio, rappresaglie, assedio, reclusione e controllo della popolazione, torture, occupazione territoriale illegale e sfollamento forzato. Però guai a paragonarli ai nazisti: "Sei antisemita!"
C’è un dettaglio che Giorgia Meloni aveva dimenticato di spiegare quando celebrava il nuovo Patto europeo sull’immigrazione come una vittoria storica dell’Italia: che una parte dei migranti ce li avrebbero rimandati indietro.
Ha cominciato la Germania. Adesso arriva la Svizzera, che non fa nemmeno parte dell’Unione europea ma ha deciso di riprendere dalla fine di agosto i trasferimenti dei cosiddetti “dublinanti”, cioè i richiedenti asilo entrati in Europa dall’Italia e poi andati altrove. Berna parla di circa 650 casi ancora pendenti. Dalla Germania, nel primo semestre del 2026, risultano 11.745 potenziali trasferimenti verso i Paesi di primo ingresso.
E così il capolavoro è quasi completo.
Per anni Meloni ci ha spiegato che il problema dell’immigrazione era l’Europa che lasciava sola l’Italia. Poi è arrivata al governo, ha negoziato il Patto europeo, lo ha presentato come il trionfo della propria linea e adesso scopre che quelle regole attribuiscono proprio all’Italia, Paese di primo approdo, una responsabilità che Germania e Svizzera intendono far valere.
In pratica abbiamo combattuto per anni contro Dublino e alla fine abbiamo ottenuto più Dublino.
È il sovranismo applicato alla geometria: tutti chiudono le frontiere e, siccome l’Italia sta in mezzo al Mediterraneo, alla fine quelli che restano chiusi dentro siamo noi.
La cosa più comica è che Meloni si trova ora a chiedere agli altri Paesi europei esattamente ciò che per anni ha contestato quando lo chiedevano gli altri a noi: solidarietà, flessibilità, collaborazione, compensazioni. Perfino la parola “compensazione”, improvvisamente, è diventata presentabile.
Quando governavano gli altri si chiamava cedimento. Adesso si chiama diplomazia.
Nel frattempo abbiamo sospeso Schengen con la Spagna per una crisi migratoria a Ceuta che Madrid aveva praticamente già risolto, abbiamo litigato con Sánchez, ci siamo messi a controllare chi arrivava dalla Spagna senza trovare l’invasione annunciata, mentre da nord Germania e Svizzera preparavano i voli nella direzione opposta.
È una scena meravigliosa: il governo guarda a sud per fermare quelli che arrivano e intanto da nord gli riportano quelli che erano già partiti.
E tutto questo mentre continuiamo a raccontare che la soluzione sarebbero i centri in Albania, costati una fortuna e diventati ormai più una scenografia della fermezza che uno strumento di politica migratoria.
Il risultato è che la dottrina Meloni comincia ad assomigliare a un boomerang costruito con particolare cura: chiudere le frontiere, indebolire la solidarietà europea, trasformare ogni migrante in una questione nazionale e ogni governo vicino in un avversario. Solo che, se tutti fanno la stessa cosa, il Paese di primo approdo perde sempre.
E indovinate qual è.
Questa è la grande contraddizione che la destra non vuole vedere: il sovranismo sull’immigrazione funziona benissimo finché sono sovranisti soltanto gli italiani. Se diventano sovranisti anche tedeschi, svizzeri e francesi, ognuno pensa ai propri confini e scarica il problema sul vicino. E per ragioni geografiche, prima o poi, il vicino siamo noi.
D’altra parte era inevitabile. Giorgia Meloni ha passato anni a insegnare all’Europa che ciascuno deve pensare a casa propria.
Il guaio è che gli altri hanno imparato.
Poi non dite che manca la trasparenza nella pubblica amministrazione!
L'Ospedale Civico ha pubblicato il bando per 30 incarichi medici allegando "per errore" il file Excel riservato dove le caselle erano già tutte riempite: nomi, cognomi (tra cui il figlio del Sindaco) e relativi punteggi.
Giustificazione ufficiale: "Errore materiale, era una ricognizione interna".
Risultato: polverone, denuncia del NurSind e bando ritirato di corsa.
La meritocrazia in Italia funziona benissimo, basta solo ricordarsi di non allegare il file sbagliato.
#LERCIOSTORY Libero: “Stiamo cercando un modo per dare la colpa del caldo record agli immigrati” - LEGGI L'ARTICOLO di @ilSesta
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