Sartori Andrea
9 maggio alle ore 13:26 ·
A me, all'epoca, di Garlasco non fregava nulla. Anzi, ero infastidito da questa morbosità: vedevo colleghi che si vantavano di passare le nottate appostati sotto la villetta dei Poggi, e mi facevano abbastanza orrore perché mi sapevano di sciacalli. Non ho seguito il caso nè giornalisticamente né privatamente e anche per questo anche io accettai la vulgata della colpevolezza di Stasi senza stare ad approfondire più di tanto: anche perché girava quella voce che avesse materiale pedoporno sul PC, voce data per sicura e che solo di recente ho saputo essere falsa perché da queste parti non è che si fossero sbattuti troppo a smentire: se incontrassi Stasi al bar gli chiederei scusa. Unica cosa da dire a mia discolpa è proprio il fatto che non ho seguito di proposito la vicenda disgustato dalla morbosità.
Come ho spesso detto, Garlasco diventa interessante ora non per l'aspetto morboso ma come specchio antropologico e psicologico e conferma dello schifo quasi istintivo che da sempre ho provato per le mie zone.
Molti invitano a "non giudicare" il dolore dei Poggi. Francamente quel poco di pietà lo riservo agli Stasi: lui è morto di crepacuore. Gli Stasi, cosa da non sottovalutare, avevano una macchia originale imperdonabile per la gentucola della Lomellina: non solo non erano del paesello, ma il padre era un "terrone", arrivava dalla Puglia. Anche se non con la stessa forza degli anni 80, l'essere meridionali in questi posti di merda è tuttora uno stigma.
Tornando ai Poggi, per i quali provavi una grande pietà quando vedevo i miei colleghi che si appostavano sotto la villetta, inutile dirlo: se mi ammazzassero il figlio io cercherei non UN colpevole ma IL colpevole, a costo di farmi giustizia con le mie stesse mani, e se mi dicessero che forse l'assassino è ancora a piede libero sarei furioso con chi ha sbattuto dentro la persona sbagliata perché io voglio IL colpevole a marcure in cella. Se ti impunti a dirmi che il colpevole è Stasi vuol dire che sai qualcosa che i carabinieri e gli inquirenti non sanno.
Altrimenti significa che c'è qualcosa che non torna. E io ovviamente non so cosa sia passato per la testa di quei genitori, ma conosco tutte le meschinità tipiche di qui: paura di restituire i soldi, paura di "infangare il buon nome" di qualcosa, senza escludere l'avversione per il mancato genero magari già precedente il delitto: non è originario del posto, è pure "mezzo terrone" ed è più giovane: tutte cose che ho visto, madri lomelline in lacrime perché la figlia si fidanza con "quello là" che non è del posto. Poi magari avranno motivi a noi ignoti, ma...
Poi molti dicono che sta coprendo il figlio, le cugine o simili. Su questo per ora siamo nel campo delle pure ipotesi, non sappiamo nulla. Nel caso queste cose si rivelassero con qualche fondamento, il fatto che il buon nome del clan venga prima della giustizia sulla figlia morta non stupirebbe: è parte dell'ipocrisia della zona.
Garlasco è una parola celtica che significa "cimitero" perché sorgerebbe sopra un cimitero celtico. Roba davvero da Stephen King coi suoi cimiteri indiani sui quali sorgono hotel e Pet Sematary.