Ho avuto diverse vite. Oggi sono Guida Ambientale Escursionistica e vi accompagno in Appennino. Consigliere comunale a Santarcangelo di Romagna, quando riesco.
@vcobianchi @rcovelli@marioricciard18@fanpage I paesi sicuri non impediscono di avanzare domanda di asilo, quindi l’articolo 10 - che in realtà è stato introdotto prima della Convenzione di Ginevra - non viene violato. Tanto più che tutta la “struttura” della protezione internazionale non si regge in ogni caso sull’art 10
@ciurlo75@annalisacamilli Non sono stati dichiarati “illegali”, semplicemente perché nessuna autorità - ministeriale o giurisdizionale che sia - può dichiarare l’illegalità di una persona. La CT ha esaminato in fretta e furia solo la domanda di asilo, che che come prevede la legge sarà oggetto di ricorso
@piffart Tra l’altro la solidarietà verso le sorti del popolo Saharawi è una delle (poche) cause da sempre della sinistra, almeno almeno dai tempi di Cuore. Quindi sinceramente, al di là della simpatia per il personaggio in questione - che non ho - non comprendo proprio la polemica 🤔
@piffart Praticamente sono come i viaggi/treni della memoria, un progetto che soprattutto in ER viene portato avanti da tantissimi anni e con orgoglio. Questo riguarderebbe il deserto del popolo Saharawi, che tra l’altro è già oggetto da anni di numerose risoluzioni e progetti in ER.
EHI TU, CHE GUADAGNI 2500 EURO AL MESE.
SPORCO RICCO CHE NON SEI ALTRO.
Sei un onesto impiegato di provincia, o un piccolo professionista. Lavori sodo tutto il giorno, nessuno ti ha mai regalato nulla.
Al netto delle tasse, la tua busta paga (o quello che ti resta in mano dei tuoi ricavi) è di 2.500 euro al mese.
600 euro di mutuo, 500 euro di retta dell’asilo per i bambini. Il resto tra generi alimentari, assicurazione, bollette. Forse un paio di cene fuori con la famiglia. E poi siamo arrivati.
Il governo di destra - quello che difende “il fare”, e il ceto medio - ti ha appena comunicato che quei 20 euro al mese in più che la riforma Irpef ti assegnerebbe, non te li meriti.
E quindi te li scala automaticamente dalla dichiarazione dei redditi.
Sei troppo ricco.
Tu e quelli come te sopportano più della metà del peso dell’Irpef, ma tu non hai diritto a nulla: le detrazioni per tipologia di lavoro, gli sconti legati all’Isee, niente; anche la riduzione del cuneo contributivo spetta addirittura solo a quelli che guadagnano meno di 1600 euro al mese. Quindi te la puoi proprio scordare.
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In Italia stiamo rapidamente arrivando ad un punto di rottura, quello col ceto medio (se così si può chiamare chi sta nella situazione sopra descritta).
L’ equivoco fondamentale sta nel credere di poter risolvere con l’intervento pubblico ( = riduzione tasse e contributi) il problema di chi guadagna molto poco: questo porta sempre a concentrare ogni piccolo vantaggio ai redditi bassissimi (incuranti del fatto che per loro sia Irpef che contributi sono ormai praticamente azzerati).
Il risultato è sconfortante: non solo ai redditi bassi viene pagato l’equivalente di un caffè al giorno, ma così facendo si dimentica completamente il ceto medio, che sopporta da solo il peso di uno Stato sempre più ingombrante e inefficiente.
Il problema di chi guadagna molto poco si risolve favorendo il rinnovo dei contratti, promuovendo la contrattazione di secondo livello, rivoluzionando la formazione professionale, innescando un complessivo miglioramento della produttività.