Trattandosi di tre destre decisamente estreme, dire che @marcotravaglio fa di tutta l’erba un “fascio” è qualcosa di più che un semplice gioco di parole.
Nell’editoriale di oggi, immancabile, il commento velenoso sul rapporto dei servizi segreti tedeschi che classifica AfD come partito estremista. Ma va? Ironizza poi. Bastava sentirli parlare per capirlo. E qui mi sorge il dubbio che secondo Travaglio il report su un’indagine durata anni lo si scriva un po’ come lui fa coi suoi libri, cioè con i ritagli di giornale.
Quel rapporto, sul quale lui specula liberamente, è in realtà segreto, quindi cosa contenga e cosa no è una sua supposizione. Si sa solo che le indagini hanno evidenziato prove che inducono le autorità a ritenere il partito un potenziale pericolo per la democrazia tedesca, la quale, visti i suoi trascorsi (con i quali il direttore del Fatto giocherella spesso, parlando di riarmo, salvo poi tacerli di nuovo alla bisogna), si è dovuta dotare di sensori piuttosto reattivi rispetto ai rischi di eversione. Che il partito venga messo al bando domani non lo crede nessuno, ma per l’Europa costruita sulle macerie del nazismo e del fascismo è sicuramente una buona notizia che la magistratura tedesca abbia ora qualche strumento in più per comprendere se l’ultradestra guidata da Alice Weidel rappresenti una reale minaccia oppure no.
Ma siccome per lui tutto ha un senso, come non nominare il romeno Georgescu, trasformato in martire della democrazia in decine di articoli ed interviste dal suo giornale? “La Romania”, scrive, ha prima annullato le elezioni nelle quali era favorito e poi lo ha escluso dalle liste. Magari specificare che a rinviare il voto è stata la Corte Costituzionale (organismo indipendente), per via di prove di una pesantissima ingerenza da parte russa avrebbe contribuito a fare una corretta informazione. Così come dire che la Commissione Elettorale (altro organismo indipendente) con l’esclusione non ha assunto un atto propriamente arbitrario, a meno che, per Travaglio, farsi beccare con milioni in contanti, armi, piani per un colpo di stato e un wagnerita nello staff siano solo robe di poco conto.
Per uno che si crede bravo ad unire i puntini, va da sé che anche Marine ale Pen è vittima del sistema. Lei che, poverina, ha solo utilizzato impropriamente qualche milione di fondi europei, impiegando collaboratori pagati da Bruxelles per lavorare per il suo partito, circostanza che lei stessa ha ammesso, tanto che la sua difesa si era concentrata sul tentativo di dimostrare che si poteva fare e non c’era nulla di irregolare.
La gente, scrive Travaglio, guarda la sostanza, e cioè che chiunque nei pesi UE tenta di vincere le elezioni con programmi alternativi rischia di finire fuori gioco. In realtà questa è la fuffa che lui spaccia per sostanza. Perché la sola verità è che il direttorissimo fa sempre più fatica a rassegnarsi all’idea che siamo in democrazia, dove le regole valgono per tutti, a partire da chi fa politica. E chi quelle regole le viola paga, anche se prende un sacco di voti, perché qui nessuno è al di sopra della legge.
Sarà certamente solo una coincidenza, poi, che i tre casi dei quali Travaglio si erge ad avvocato difensore, abbiano tutti un link diretto con Mosca. Così come lo è il fatto che si chieda come mai la gente voti partiti anti-sistema e non il perché la propaganda russa lavori alacremente per aumentarne i consensi con ingerenze, finanziamenti e divulgazione sistematica di fake news.
In tempi normali, su giornale normale, ci si sarebbe chiesto con quale coraggio Putin si appresti a festeggiare la sconfitta del nazismo, dopo aver spedito gruppi neonazi a provocare disordini in Ucraina nel 2014, averne utilizzati altri per invaderla nel 2022 ed avendo gran parte dell’ultradestra d’Europa tuttora al libro paga. Ma questi non sono tempi normali e l’idea che un giornale che si chiama “il Fatto Quotidiano” quotidianamente spacci per “fatti” delle discutibili opinioni lo è anche meno.
Il racconto di Scurati non era (solo) un ricordo di Matteotti: era un attacco politico alla presidente del Consiglio.
Io lo condivido nel merito; ma questo non ha la benché minima importanza, così come non ha importanza che lo condivida o meno ciascuno di voi.
Il punto è che la tv pubblica, a 50 giorni da importanti elezioni europee, ha ritenuto opportuno non mandare in onda un attacco politico del genere senza contraddittorio.
Le questioni per quanto mi riguarda sono due:
1) in un mondo ideale, l’atteggiamento della Rai è comprensibile. Ma viviamo invece in un contesto in cui la tv pubblica (sotto i governi di qualsiasi colore) è asservita al potente di turno. A chi ha preso quella decisione ieri mi verrebbe da chiedere se ritiene ugualmente rispettoso il titolo del Tg1 “mille euro al mese agli anziani, si vota il 9 giugno” a fronte di un provvedimento che invece sarà - in futuro - per poche migliaia di persone e non certo di mille euro al mese.
La verità è che invece di continuare ogni volta con questo giochino, occorrerebbe vendere le reti RAI al mercato (tenendone solo una, senza pubblicità, e con una governance modello BBC) e rafforzare il potere e il raggio di intervento dell’Autorita’ Garante per le Comunicazioni.
A fronte di una tv pubblica così, preferisco centomila volte il mercato.
2) E’ stupefacente come questo paese riesca ad infiammarsi in questo modo solo per questioni riguardanti il passato. Usassimo un decimo di questa animosità per discutere di produttività, Europa, debito pubblico, demografia, ecc, saremmo di gran lunga la prima economia al mondo.
E a chi nei commenti mi chiederà se non sono preoccupato per il ritorno del fascismo, rispondo di no. Non temo per la liberta del mio paese, e credo che i problemi di scarsa qualità della democrazia vengano da altro (il ruolo dei social, la qualità dell’informazione, l’avvitamento dei meccanismi di funzionamento delle istituzioni repubblicane) e non dai tweet di Lollobrigida e Donzelli.
Di chi mi governa ora non temo le pulsioni autoritarie. Temo molto di più l’ignoranza e l’incompetenza di alcuni di loro.
E così, anche quest’anno ci apprestiamo a passare un 25 Aprile dibattendo per alcuni giorni di quanto siamo fascisti e quanto siamo comunisti.
Triste spettacolo di un paese che, incapace di andare avanti, non trova niente di meglio da fare che guardare costantemente indietro.
E per giunta senza neanche arrivare, 80 anni dopo, a vedere la stessa cosa.
Egr. prof. @tomasomontanari, ho assistito qualche sera fa al dibattito al quale ha preso parte insieme a @paolomieli a @PiazzapulitaLA7 da @corradoformigli e, per quel poco che vale, devo rappresentarle il mio dissenso e, visto il suo ruolo di accademico, anche una certa delusione.
Non che la sua posizione in tema di guerra in Ucraina giunga nuova a chi la segue. È piuttosto la carenza di argomenti che fa apparire il suo professato pacifismo un concetto indefinito, vuoto, a metà tra uno slogan hippie stile anni ‘60 e quell’idea di “pace nel mondo” utilizzata come stereotipo delle banalità con le quali si esprimono alcune aspiranti miss. Purtroppo il dibattito pubblico, oggi, non concede la libertà di limitarsi a scimmiottare chi vive beatamente inconsapevole del mondo che lo circonda e richiede almeno un po’ di quell’onestà intellettuale che serve per coniugare il concetto dogmatico di “pace” con ciò che accade nella realtà.
È mera ovvietà dire che una guerra può finire solo con la vittoria di uno dei belligeranti o con un accordo. Ma, ovvietà per ovvietà, non c’è dubbio che, in questo caso, alla guerra può mettere fine solo chi l’ha iniziata. L’aggredito, l’Ucraina per intenderci, può solo scegliere se continuare a difendersi o arrendersi e sparire. Non sorprende quindi che alla richiesta di Mieli, lei non abbia saputo menzionare un solo caso di accordo riuscito, perché semplicemente, per quanto ci piaccia credere il contrario, non basta mettere fiori nei cannoni o sventolare bandiere colorate per mettere fine a una guerra.
Non serve che sia io a ricordarle che la storia dei rapporti tra Ucraina e Russia è un lungo elenco di genocidi, ingerenze, prevaricazioni ed invasioni che Kyiv ha sistematicamente subito. Putin stesso ha detto in ogni modo di ritenere l’Ucraina una sorta di errore della storia e di considerarla a tutti gli effetti Russia. A questo proposito mi permetto di suggerirle, qualora le fosse sfuggito, di leggere il recente servizio di @M_gabanelli sul @Corriere. Lì troverà dettagli raccapriccianti su quanto accade nelle zone occupate. Passaporti, lingua, cultura, identità, persino la storia. Tutto ciò che è ucraino viene cancellato e sostituito con il suo corrispondente russo. Questa è la reale volontà della Russia: l’azzeramento dell’Ucraina, il genocidio culturale. E sta già accadendo.
Mi sorprende poi la disinvoltura con la quale lei ed altri pacifisti, certamente pervasi da ingenuo ottimismo, parlate di accordi e trattati, quando basterebbe prendere in esame la storia degli ultimi 30 anni per verificare quanto poco valgano gli accordi per la Russia, che con l’Ucraina, ne ha firmati 4 senza rispettarne neanche uno.
Infine domando a lei, dopo averlo più volte domandato invano ad altri pacifisti (o sedicenti tali) quale messaggio di “pace” potrebbe mai trarre il mondo da uno stop all’invio di sostegno alla resistenza ucraina e dunque dall’inevitabile capitolazione di Kyiv. Se la Russia dovesse mai prevalere, anche imponendo un accordo vessatorio o penalizzante alla sua controparte, di tutto si può parlare, fuorché di pace. Perché sarà chiaro che avrà semmai prevalso la legge del più forte, si sarà affermato il principio per cui chi ha più armi può calpestare il diritto internazionale, può invadere e annettere impunemente stati sovrani o commettere crimini inenarrabili senza doverne mai rispondere.
Quello che auspica, e glielo dico con tutto il rispetto, non può quindi essere un mondo di pace, ma al contrario uno in cui muovere guerra conviene sempre. Soprattutto se ad essere aggredita è una democrazia, dove, per grande fortuna degli aggressori, abbondano i teorici degli accordi di pace e i filosofi dei trattati di disarmo, convinti che basti una penna per fermare i cingoli dei carri armati.
Lancio una sfida a @marcotravaglio@VauroSenesi@tonicapuozzo1, visto che vi ritenete obiettivi e coraggiosi - venite in Ucraina a fare i giornalisti per una settimana. A chi piacerebbe vedere a lavoro Capuozzo a Bucha, Travaglio a Dnipro etc. diffonda questo messaggio!
#Mattarella:Nello studio dell’appartamento dove vivo ho collocato un disegno che raffigura un ragazzino, di quattordici anni, annegato, con centinaia di altre persone nel Mediterraneo. Recuperato il suo corpo si è visto che, nella fodera della giacca, aveva cucita la sua pagella
@TeresaBellanova SUL NUCLEARE! SOLO SU QUELLO. Ma perché vi dovete fare del male polemizzando via Twitter sulla base di interviste riportate malamente? Non ce l'avete WhatsApp?
Militari e intelligence russa che scorrazzavano in Italia, su suolo Nato. Italia inginocchiata a Putin e Trump. Delegazioni M5S a Mosca al congresso di Putin. Delegazioni M5S in Crimea a sostenere l’annessione illegale. Ecc ecc ecc
ma Conte, pensa che siamo tonti?
@FondAgnelli @AGavosto @repubblica Ok, ci sto: mi date un ufficio con pc, scanner, stampante, con riscaldamento e aria condizionata e 2500€ al mese e io sto a scuola 8h/die a fare quello che altrimenti farei a casa a spese mie. Dove si firma?
Il complottista Alex Jones, fondatore di Infowars, negava la strage di Sandy Hook e perciò è stato condannato a risarcire con 4,1 milioni $ i genitori di un bambino ucciso.
In Italia c’era uno che rilanciava le bufale di Alex Jones: Lega e M5S l’hanno fatto presidente della Rai.
@marattin Se la riforma Bianchi premia il merito io sono una ballerina del Bolshoi. Istituisce l'ennesimo baraccone formativo è quel poco di incentivo economico è fatto levando organico di potenziamento e carta del docente.
Se un pazzo lancia la sua auto sul marciapiede, io non posso, come pastore, contentarmi di seppellire i morti, cantare in gregoriano e consolare i parenti. Io devo afferrare il conducente al suo volante e bloccarlo. (Dietrich Bonhoeffer)
Update to my (deleted) tweet about the Italian journalist: He was @robertosaviano, a genuine and brave expert on organized crime; his words were mistranslated to me. He was explaining that Crimea and Donbas were literally colonized by the Russian mafia, which is of course true.
⚠️ If you're in Ukraine and reading this please turn geolocation off on your phone now. Russia is using it to track gatherings. Tell those around you to do the same.
La linea di @Azione_it sulla crisi #UkraineRussia. I numeri su export e indotto turistico. La questione #Swift. Infine l'energia, facciamo ripartire temporaneamente le centrali a carbone per diminuire del 50% la dipendenza dal gas. È il momento di essere concreti e duri.
Ok, after years of warnings were ignored and hearing "Garry, you were right!" all damn day today, I'll repeat what I said in 2014: Stop telling me I was right and listen to what I'm saying now. My recommendations follow: 1/5
@SianiPaolo Ok, bravi, la facciamo a costo zero e spezzettata come educazione civica? Oppure aggiungiamo un'ora al quadro orario? Ah, no, aspetta! Capito! Finalmente riconoscete competenze che un bravo insegnante DA SEMPRE trasmette ai suoi studenti col suo lavoro e gli alzate lo stipendio!