I falchi “stanno uscendo fuori la testa per l’accordo di Trump sull’Iran”, titola Responsible Statecraft, che nel sottotitolo rincara: “Crollo totale dei falchi e dei neoconservatori, i quali credevano che questa guerra sarebbe durata per sempre”...
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Nell’intervista rilasciata ieri al New York Times per celebrare i suoi ottant’anni e l’accordo con l’Iran, Trump ha voluto ringraziare Putin e Xi Jinping “per aver contribuito alla risoluzione della questione”…
Ma prima la cronaca. Ieri Netanyahu ha provato nuovamente a far saltare l’accordo bombardando Beirut che, in base al quasi cessate il fuoco precedentemente siglato da Usa e Iran, doveva essere risparmiata. Da qui l’ira di Trump...
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Qual è la differenza tra il terrorismo israeliano e quello palestinese?
Un camioncino Toyota pieno di terroristi vestiti di nero, con un passamontagna sul volto.
No, non sono militanti di Hamas.
E no, non sono immagini del 7 ottobre, nonostante la somiglianza.
Provengono dalla Cisgiordania occupata e quelli a bordo del pickup sono terroristi israeliani. Hanno assalito e ferito otto palestinesi nella città di Huwara.
Dai filmati divulgati si vede anche un soldato in uniforme che, insieme ai coloni, picchia due uomini con delle mazze. Coloni e soldati insieme, perché molto spesso i due ruoli coincidono.
Lo dice persino un’indagine ONU: “Le forze israeliane proteggono i coloni durante gli attacchi ai palestinesi. E questo equivale a un crollo de facto della distinzione tra coloni e soldati.”
Il terrorismo israeliano è alimentato da un’ideologia teocratica: la stessa che Israele condanna ad Hamas e ad Hezbollah. Mentre continua ad coltivare il suo di terrorismo, finanziando i coloni con soldi, armi e terre palestinesi.
I coloni israeliani stanno attuando una politica statale: attacchi terroristici sistematici volti alla pulizia etnica.
Il ministro delle finanze Bezalel Smotrich, un colono che ha fatto decisamente carriera, non dimentica le sue origini e sogna infatti di spazzare via i palestinesi dalla Cisgiordania occupata.
Su Huwara, la città palestinese di cui sopra, Smotrich ha detto: “Dev’essere cancellata”.
#westbankunderattack
La fiammata degli ultimi giorni si è spenta improvvisa. Trump, dopo le minacce alzo zero del pomeriggio, ha bloccato tutto. I colloqui tra le autorità iraniane e la delegazione qatariota, giunta due giorni fa a Teheran per urgere una risposta alla proposta di pace americana inviata due settimane fa, hanno dato frutti...
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Altra notte di fuoco incrociato tra Iran e Stati Uniti. Ma, nonostante le apparenze ancora non è guerra: ad oggi non si registrano vittime né dall’una né dall’altra parte. I duellanti, a quanto pare, nonostante le minacce reciproche stanno calibrando i colpi. Per ora...
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LA SCUOLA ISRAELIANA: LA FABBRICA DEL NEMICO
Nelle sue ricerche sul sistema educativo israeliano, Peled-Elhanan ha evidenziato come la scuola sia uno dei più importanti fattori del processo di disumanizzazione di cui sono fatti segno i palestinesi.
Cosa succede quando dei bambini cresciuti in un ambiente che disumanizza sistematicamente i palestinesi diventano soldati, politici ed elettori? “Accade il genocidio di Gaza, senza che nessuno si scomponga un granché”. A dirlo è Amos Brison, editore di +972 Magazine, che nel suo podcast ha intervistato Nurit Peled-Elhanan, professoressa emerita di Educazione linguistica all’Università di Gerusalemme.
[…] In Israele il sistema scolastico è diviso in tre settori: quello statale laico (Mamlakhti), quello statale religioso (Mamlakhti Dati) e quello ultraortodosso. Le ricerche di Peled-Elhanan si sono concentrate sulla scuola laica e, in parte, su quella religiosa. Ha escluso — per ovvie ragioni, dice — la scuola ultraortodossa, che presenta apertamente il popolo ebraico in termini suprematisti.
Dalla scuola laica escono molti dei soldati d’élite dell’esercito, che però “non sono meno criminali dei fautori dei pogrom”, spiega Peled-Elhanan…
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UN MOMENTO "TONCHINO" PER L'IRAN?
Non è raro che aerei ed elicotteri militari siano funestati da incidenti di percorso ed è possibile che un banale incidente aereo sia stato fatto passare per tutt’altro al fine di innescare un’escalation.
La caduta di un elicottero al largo di Hormuz, che secondo l’esercito statunitense sarebbe stato abbattuto da Teheran, ha scatenato nuovi raid contro l’Iran. A sua volta Teheran ha risposto attaccando basi militari Usa nella regione.
Le autorità iraniane non ha confermato l’abbattimento dell’elicottero, come invece avrebbero dovuto fare. In altre circostanze, infatti, hanno sempre brandito i propri successi militari per dimostrare le proprie capacità. Il silenzio sulla vicenda interpella.
Non è raro che aerei ed elicotteri militari siano funestati da incidenti di percorso – l’U.S. Air force ne sa qualcosa – ed è possibile che un banale incidente aereo sia stato fatto passare per tutt’altro al fine di innescare un’escalation. Un’escalation che peraltro non sarebbe stata giustificata neanche se le cose fossero andate secondo la versione americana.
La presenza di una forza ostile che insiste sui propri confini, per di più…
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Trump frena Netanyahu sull’Iran: ritorna Vance e l’ipotesi accordo
Tale sviluppo era stato anticipato da una notizia passata sottotraccia: l'allarme per lo spionaggio pervasivo di Israele negli Usa, che aveva portato le Agenzie di controspionaggio a monitorare tale attività trattando l'alleato mediorientale alla stregua di un nemico e, addirittura, a far filare la notizia ai media.
Leggi l'articolo di Davide Malacaria da @Piccole_Note
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#insideover #guerra #usa #iran #netanyahu #trump #diplomazia
La caduta di un elicottero al largo di Hormuz, che secondo l’esercito statunitense sarebbe stato abbattuto da Teheran, ha scatenato nuovi raid contro l’Iran. A sua volta Teheran ha risposto attaccando basi militari Usa nella regione...
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Cosa succede quando dei bambini cresciuti in un ambiente che disumanizza sistematicamente i palestinesi diventano soldati, politici ed elettori? “Accade il genocidio di Gaza, senza che nessuno si scomponga un granché”. A dirlo è Amos Brison, editore di @972mag , che nel suo podcast ha intervistato Nurit Peled-Elhanan, professoressa emerita di Educazione linguistica all’Università di Gerusalemme.
[…] In Israele il sistema scolastico è diviso in tre settori: quello statale laico (Mamlakhti), quello statale religioso (Mamlakhti Dati) e quello ultraortodosso. Le ricerche di Peled Elhanan si sono concentrate sulla scuola laica e, in parte, su quella religiosa. Ha escluso — per ovvie ragioni, dice — la scuola ultraortodossa, che presenta apertamente il popolo ebraico in termini suprematisti.
Dalla scuola laica escono molti dei soldati d’élite dell’esercito, che però “non sono meno criminali dei fautori dei pogrom”, spiega Peled-Elhanan…
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Trump ferma Netanyahu che era riuscito a riaprire la guerra con l’Iran bombardando Beirut, che Teheran aveva ammonito in precedenza a non toccare. Al maniaco che guida Israele Trump ha detto che se avesse proseguito la guerra non avrebbe avuto gli States al suo fianco. E tanto è bastato. Un passo inusitato quello di Trump data la sua sudditanza a Netanyahu, possibile solo perché aveva una sponda forte nell’Impero...
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Ecco quindi la nuova versione, la terza, di una delle più belle canzoni della musica rock, Comfortably numb dei Pink Floyd. A farla uscire è il suo autore, Roger Waters, che la ripropone questa volta in coppia con la cantaurice palestinese Mona Miari, che ne è anche la co-autrice avendo scritto parti del testo...
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“Mentre Israele si prepara nuovamente alla guerra, Netanyahu ottiene ciò che desiderava”. Così il titolo di un articolo di Haaretz di Amos Harel, spiegato da un titolo di Axios: “Israele colpisce Beirut dopo l’attacco di Hezbollah, rischiando una reazione iraniana”...
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“Il Pentagono è sempre più preoccupato per l’intensificarsi delle attività di spionaggio israeliane nei confronti degli Stati Uniti, tanto da aver recentemente innalzato il livello di allerta per il controspionaggio, da ‘principale alleato americano in Medio Oriente’, al livello più alto”. Così la NBC rivelando quanto appreso da funzionari anonimi dell’intelligence.
“Tale designazione”, continua la NBC, “deriva dalle forti preoccupazioni del Pentagono sulle manovre di Israele per sorvegliare alti funzionari statunitensi al fine di...
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LA MINACCIOSA LETTERA APERTA DI ZELENSKY A PUTIN
La lettera aperta di Zelensky a Putin, spacciata come un tentativo di avviare un negoziato, è tutt’altro. Non un’apertura diplomatica, ma una sequela di vanterie, sfide, insulti, intimidazioni, bugie invero inspiegabile.
Non si comprende, infatti, a che scopo una tale missiva, che dice a Putin di prendere atto che la situazione della Russia è disastrosa sotto tutti i punti di vista, che gli accordi di Anchorage sono sepolti, e con essi Trump, e che lui stesso è finito o quasi e che deve affrettarsi ad accettare un negoziato alle condizioni di Kiev.
Queste le condizioni: un incontro tra i due presidenti in un Paese neutrale previo cessate il fuoco sulla linea del fronte con scambio di prigionieri nella formula “tutti per tutti”; un summit al quale deve partecipare una delegazione della Ue, perché ha “realmente la capacità di influenzare la situazione”, e degli Stati Uniti, di fatto solo comprimari inevitabili.
Non fa altro che ribadire le proposte pregresse di…
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L'agenzia di stampa iraniana Tasnim ha riferito che l'Iran interromperà lo scambio di messaggi e i colloqui indiretti con gli Stati Uniti tramite i negoziatori alla luce dei continui attacchi israeliani in Libano.
L’agenzia iraniana ha citato fonti secondo le quali "visti i continui crimini dell'entità sionista in Libano, e poiché il Libano era parte delle precondizioni per un cessate il fuoco, l'Iran interromperà lo scambio di colloqui e messaggi tramite il mediatore con gli Stati Uniti".
Poche ore prima il Ministro degli Esteri dell’Iran Abbas Araghchi ha scritto su X: “Per immediata attenzione: il cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti è inequivocabilmente un cessate il fuoco su tutti i fronti, compreso il Libano. La sua violazione su un fronte equivale alla violazione del cessate il fuoco su tutti i fronti. Gli Stati Uniti e Israele sono responsabili delle conseguenze di qualsiasi violazione”.
Secondo le fonti, funzionari e negoziatori iraniani sottolineano "l'immediata cessazione delle operazioni aggressive e brutali dell'esercito nemico a Gaza e in Libano, nonché la necessità di un ritiro completo dalle aree occupate" nel Libano meridionale.
Nonostante il "cessate il fuoco" formale, Israele continua a bombardare villaggi nel sud del Libano. Dal 17 aprile sono oltre 700 le persone uccise negli attacchi dell'IDF.
L'esercito israeliano continua inoltre a invadere il Libano avanzando ben oltre il fiume Litani.
#iran #usa #israel #lebanon
E se dietro la crisi politica di Pedro Sánchez ci fosse anche qualcosa di più di una semplice tempesta giudiziaria?
Il quotidiano catalano La Vanguardia ha messo in fila diversi punti legati all'assalto giudiziario al Partito Socialista Operaio di Spagna (PSOE) analizzando il ruolo statunitense nell'avvio dell'indagine partita principalmente dalle inchieste contro l'ex primo ministro José Luis Zapatero.
Il vicedirettore de La Vanguardia ricorda che "un servizio di intelligence statunitense ha aperto il caso Zapatero”.
Il Partito Socialista Operaio di Spagna di Sanchez è alle corde dopo aver subito nei giorni scorsi una pesante perquisizione ad opera delle autorità che stanno indagando sui presunti rapporti corruttivi dell’ex premier José Luis Zapatero, a lungo simbolo della sinistra spagnola e internazionale, accusato di traffico d'influenze illecite con Paesi come Cina e Venezuela.
Si tratta dell'ennesima e più vasta serie di scandali che hanno colpito un governo già logorato da diverse inchieste d'ordine interno.
Una "Tangentopoli" alla spagnola che colpisce questa volta i socialisti iberici in una fase in cui il loro premier si trova in una fase di grande esposizione internazionale.
Secondo la Vanguardia l’HSI (Homeland Security Investigations) ha decifrato il telefono di un imprenditore venezuelano sospetto, fornendo informazioni cruciali alla polizia spagnola”.
Nulla di illegale, chiaramente: la cooperazione informativa è uno standard. Ma il punto è il contesto: queste mosse arrivano mentre Madrid prova a costruire una linea autonoma, più aperta alla Cina e meno allineata alle richieste strategiche di Washington.
Sánchez ha detto no all’aumento delle spese militari al 5% del PIL, ha rafforzato i rapporti economici con Pechino, ha assunto posizioni scomode su Israele e Iran e ha spinto per una maggiore autonomia europea.
Una posizione che rompe gli equilibri tradizionali del blocco occidentale. Cosa che a Washington non va giù.
Leggi l'articolo di @Murandrea1 https://t.co/SgDirBSwy6
#spain #sanchez #usa
Youssef giocava a calcio e sognava di vedere il Real Madrid.
A fine mese sarebbe dovuto partire per un viaggio di due mesi, tra Spagna e Arabia Saudita. Era emozionato.
Quel viaggio, però, resterà un sogno, perché Youssef è stato ucciso dall’esercito israeliano.
Aveva 15 anni, tutta la vita davanti. Ma un soldato israeliano si è inginocchiato, ha preso bene la mira e gli ha sparato alle spalle, da una distanza di circa 100 metri.
Gideon Levy su Haarezt scrive: “Sparare e uccidere una persona che fugge sembra essere diventata una prassi consolidata in Cisgiordania”.
A Youssef hanno sparato perché aveva lanciato delle pietre contro quell’esercito che, per i palestinesi della Cisgiordania, rappresenta occupazione e segregazione razziale.
Avi Bluth, capo del Comando Centrale dell’esercito israeliano in Cisgiordania, lo ha dichiarato apertamente: “Ai palestinesi che lanciano pietre spariamo”. “Nel 2025 abbiamo ucciso 42 lanciatori di pietre”, ha detto con orgoglio.
Non li chiama nemmeno per ciò che sono: giovani palestinesi. Per l’esercito sono “lanciatori di pietre”.
Youssef è l’ennesimo ragazzino ucciso così.
Se invece a lanciare pietre sono i coloni ebrei, le regole cambiano. “Agli ebrei israeliani non si spara”, ha dichiarato il generale, descrivendo apertamente il sistema di apartheid imposto ai palestinesi.
Agli ebrei israeliani non si spara perché ci sarebbero “conseguenze sociali e psicologiche”. Nessun trauma collettivo, invece, quando a morire sono i palestinesi.
“L’uccisione di mio figlio”, chiede il padre di Youssef, “in che modo giova al grande Israele? Porto nel cuore la morte di mio figlio”, ha continuato. “Ma voi” — qui si rivolge agli israeliani - “dovete capire che un Paese senza moralità non è un Paese forte".
#westbankunderattack #palestine
Sara Rajab aveva 9 anni. È stata uccisa dall’esercito israeliano a Gaza, il 27 maggio 2026, nel primo giorno dell’Eid al-Adha, una delle principali festività musulmane.
Sara era la cugina di Hind Rajab, la bimba di 5 anni, massacrata dall’IDF a gennaio 2024 con 335 proiettili.
Hind era rimasta intrappolata nell’auto della sua famiglia nel nord di Gaza, circondata dai corpi dei suoi parenti uccisi. Per ore la piccola parlò al telefono con gli operatori della Palestine Red Crescent Society, chiedendo aiuto mentre i soccorritori tentavano di raggiungerla. "Ho molta paura. Per favore venite. Per favore qualcuno venga a prendermi”
L’ambulanza inviata per salvarla non riuscì salvarla.
Giorni dopo furono ritrovati i corpi di Hind, dei suoi familiari e dei due paramedici partiti per soccorrerla.
Oggi, oltre due anni dopo l’omicidio di Hind, anche Sara è stata uccisa durante il cosiddetto “cessate il fuoco” a Gaza.
Due bimbe, due cugine, unite nel tragico destino di ha l’unica “colpa” di nascere in un territorio illegalmente occupato e martoriato da un incessante genocidio.
Sara era rimasta sola al mondo: l’unica della sua famiglia che era interamente sterminata dall’”esercito più morale del mondo”.
Ramy Abdu, fondatore di Euro-Med Monitor, ha scritto su X: "Sara Rajab, 9 anni, è sopravvissuta alla morte nel secondo mese del genocidio. Ha perso sua madre, due fratelli e sua nonna, ed è stata lei stessa ferita. È rimasta sola con suo padre, che è stato ucciso pochi mesi dopo. Oggi, tutta la famiglia è scomparsa. A soli nove anni, Sara era una bambina, una sopravvissuta, una ferita, un’orfana — ora è stata uccisa”.
Dal 7 ottobre 2023 almeno 21.000 bambini palestinesi sono stati uccisi da Israele a Gaza.
#gazagenocide #hindrajab
Da InsideOver