La ragione di Sonny.
A 29 anni. Dopo aver deciso di stravolgere tutto. Ha lasciato dopo quasi 20 anni lo storico allenatore Gipo Arbino ("quasi un padre"). Qualcuno l'ha pure chiamata irriconoscenza, non conoscendo Lorenzo. Si chiama invece coraggio. Rischiare, alzare l'asticella, cercare di migliorare i punti deboli, provare a scalare la classica, tornare ad avvicinarsi ai primi 20 del mondo (21°, suo miglior ranking del 2021). Affrontare l'ultima parte della carriera senza avere in futuro rimpianti. Con il prezioso aiuto di Fabio Colangelo come coach.
Non è nato nè fenomeno nè predestinato, si è costruito mattoncino dopo mattoncino, con una tigna che non è seconda a nessuno.
A Melbourne il suo primo quarto di finale Slam. È stato agevolato dal tabellone? Vero, trovando avversari non di alta classifica. Ma nei quarti contro Ben Shelton (21) gli ha creato seri grattacapi. Con carattere e cuore, che ben conosciamo di Lorenzo, ma soprattutto con la qualità del suo tennis, arricchito e potenziato. Una sconfitta come iniezione di fiducia per continuare a lavorare, anche sulle altre superfici.
È un esempio per tanti. Perchè non esiste solo il primo posto, ognuno ha un personale traguardo cui ambire, per il quale combattere.
Uno stimolo a credere ancora in lui, nel prosieguo della stagione. Ad applaudirlo.
Ha avuto ragione Sonego
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