@pagnafo@orsiniufficiale Ohhhhh ... Finalmente ... Tutti a parlare del 2014 ... Ma se proprio bisogna dare delle date, io direi 2008 e 2009. Questa era una guerra EVITABILISSIMA, se nel 2008 invece di fare scelte ultra nazionaliste, si fosse scelta una via graduale e ragionevole.
@lastregatriste@AndreaLucidi@IntReporters Condivido l'amore per la cultura russa, ma lui, prima di tutto è italiano. Al massimo, potrei dire, che prima ancora è un essere umano. Poi un italiano e poi un appassionato di Russia.
@SonjaLiberte@CosedaMondo@AndreaLucidi@daria_sev Opinione sua, che rispettiamo, ma non è detto che sia la verità. Un identico discorso si potrebbe fare con l'inglese. Ad ogni modo, il parallelismo con il Sudtirolo lo trovo indovinato. Da quelle parti la resistenza linguistica tedesca è stata più tenace. Stupidamente.
@GiovyPie@SonjaLiberte@CosedaMondo@AndreaLucidi@daria_sev Oddio ... Molto più grande anche della cultura italiana ... Non saprei ... Sicuramente la cultura russa ha tanto da dire, a cominciare da Fëdor Dostoevskij. Bisognerebbe riscoprire un valore che al momento è abbastanza schiacciato, ossia il relativismo culturale.
🇱🇻 I non cittadini in Lettonia, discriminazione europea
In Lettonia, paese dell’Unione Europea, dove la tutela dei diritti umani dovrebbe essere un pilastro fondamentale, esiste una categoria di persone che vivono in un regime di discriminazione: sono i “non cittadini” della Lettonia, per lo più russofoni, nati e cresciuti nel paese, ma privati dei diritti civili e politici fondamentali.
Queste persone – circa 200.000 – non possono votare alle elezioni parlamentari, non possono ricoprire cariche pubbliche, né accedere ad alcune professioni. Sono esclusi dalla piena partecipazione alla vita del paese, nonostante paghino le tasse e spesso non abbiano mai vissuto altrove.
La loro unica “colpa”? Essere discendenti della popolazione sovietica residente in Lettonia prima del 1991.
🇱🇻 La storiografia nazionalista lettone
A Riga esiste un luogo emblematico: il Museo dell’Occupazione della Lettonia. Nelle intenzioni, dovrebbe raccontare il periodo in cui la Lettonia faceva parte dell’Unione Sovietica.
Ma la narrazione proposta presenta diverse lacune storiche, omissioni significative e interpretazioni di parte.
Particolarmente interessante — e inquietante — è il modo in cui vengono rappresentati i collaboratori lettoni del regime nazista: non come carnefici, ma spesso come “resistenti” o “patrioti”.
@AndreaLucidi Oppure alle volte è meglio lasciar passare in sordina questi eventi, proprio per non dargli troppa pubblicità ... Fare troppa pubblicità potrebbe essere peggio. Meglio ignorare.
@Ma32621Cristian@orsiniufficiale Il vero problema è che la classe dirigente ucraina non è stata sufficientemente forte e coraggiosa da dire angli anglo - sassoni che al governo dell'Ucraina ci avrebbero pensato loro.
@Ma32621Cristian@orsiniufficiale Il loro rapporto è molto stretto da parecchi secoli. Volenti o Nolenti, l'Ucraina conserverà sempre una natura occidentalista e una orientalista. Mi dispiace, ma a livello puramente strategico, l'Ucraina doveva evitare totalmente questa guerra.
@Ma32621Cristian@orsiniufficiale Bah ... Non so se andrà così, ma mi pare strano. Vede, solitamente, tra gli slavisti, si parla di Slavia e di Slavie. Le Slavie vengono divise in tre aree: occidentale, orientale e meridionale. L'Ucraina, la Russia e la Bielorussia appartengono alla Slavia Orientale.
Molte persone stanno perdendo la testa nel talk show perché l'Ucraina, come avevo previsto, è stata sopraffatta dalla Russia da cui sarà smembrata. L'Ucraina perderà le sue regioni più ricche e strategiche. L'Ucraina non entrerà nella Nato e, quasi certamente, non entrerà nemmeno nell'Unione europea. L'Ucraina ha fallito tutti gli obiettivi per cui ha combattuto. L'Ucraina ha perso tutto. L'Ucraina ha combattuto per essere distrutta in cambio di niente. Se l'Ucraina avesse trattato nel marzo 2022, avrebbe dovuto accettare soltanto l'autonomia del Donbass e la neutralità. Oggi dovrà rinunciare a quattro Oblast, se tutto andrà benissimo, e sarà pure semi-demilitarizzata senza garanzie di sicurezza. Insomma, c'è nervosismo in televisione. Questo spiega il livore di Tonia Mastrobuoni contro di me a Piazza Pulita, la crisi isterica di Calenda ad Accordi e Disaccordi, la nuova campagna d'odio contro di me sui social network e vari altri deliri. Le cose sono andate così non per colpa mia. Se le mie politiche di italiano moderato avessero prevalso, oggi l'Ucraina sarebbe salva. Io l'avevo detto che sarebbe finita male-male, ma non sono stato creduto.