Questo il motivo della pioggia e del sole, del freddo e del caldo da morire. Questo è il mio posto, questi sono i miei ragazzi. Perché quello che vi do è nulla rispetto a quello che ricevo.
#OLR 💛💙
REPORT, IL FATTO E IL MASSACRO DI SGARBI
Il Vittorio Sgarbi ricoverato da mercoledì al Gemelli non è più quello che siamo stati abituati a vedere per decenni. Brillante, polemico, incontenibile, capace di occupare la scena pubblica, ma anche di passare notti intere da una chiesa di paese all’altra alla ricerca di meraviglie nascoste, con un’energia che sembrava inesauribile. Da tempo quell’energia si è spenta. C’è la depressione, che lo ha progressivamente consumato e allontanato dalla vita pubblica. Le cause di una malattia così complessa non si possono ridurre a una sola spiegazione. Ma c’è un dato che non può essere rimosso: gli anni della sua caduta coincidono con quelli in cui Sgarbi è stato sottoposto a un massacro mediatico quotidiano. Le consulenze indebite da sottosegretario alla Cultura, il finto quadro di Manetti, l’evasione fiscale sull’acquisto di un’opera: a costruire queste accuse, attivando l’azione della magistratura, è stata una joint venture della gogna composta da Report e il Fatto, spalleggiata da quotidiani e siti antimeloniani, e alimentata sul piano politico dalla consueta raffica di interrogazioni parlamentari. Così, mentre il personaggio veniva demolito pubblicamente, l’uomo cominciava a spegnersi.
L’inizio del massacro ha una data: il 24 ottobre 2023. Il Fatto apre la sua prima pagina con un articolo firmato da Thomas Mackinson (lo stesso che poi scriverà l’inchiesta fuffa sulla grazia data a Nicole Minetti): “Sgarbi, cachet d’oro in barba alla legge: 300 mila euro in 9 mesi”. Per il quotidiano, l’allora segretario alla Cultura avrebbe ottenuto compensi incompatibili con il suo incarico nel governo per partecipare a mostre ed eventi.
Il giorno dopo, ancora il giornale diretto da Travaglio, e ancora con Mackinson, lancia un’altra notizia: “Sgarbi indagato a Roma: deve 715 mila euro al fisco”. L’accusa: avrebbe fatto comprare un’opera di Zecchin dalla compagna per sottrarla ai pignoramenti dell’Erario.
Il 15 dicembre 2023 il Fatto (sempre Mackinson) pubblica un’inchiesta realizzata con Report in cui si accusa Sgarbi di aver esposto in una mostra un dipinto rubato dieci anni prima e attribuito all’artista senese Rutilio Manetti, dal titolo “La cattura di San Pietro”. Per nascondere la provenienza delittuosa, Sgarbi avrebbe fatto ritoccare il dipinto a un pittore.
Nasce un bombardamento quotidiano. In 95 giorni il Fatto pubblica 82 articoli contro Sgarbi, alcuni con titoli infamanti (“Sgarbi vessa gli autisti e carica quadri nel bagagliaio”, “Sgarbi, buste di contanti e centro d’affari al ministero”, “Sgarbi mercante d’arte: debuttò nel ’76 ingannando una contessa”).
Report dedica alla vicenda ben quattro servizi. In una puntata Sigfrido Ranucci, lo stesso che oggi si dice vittima di “character assassination”, sorridendo dice che i “tasselli” ricostruiti dal suo programma “sono pesanti quasi come la Cassazione”. Sull’onda di questo martellamento, la procura di Macerata apre un’indagine ai danni di Sgarbi per autoriciclaggio di beni culturali. Il 2 febbraio 2024 Sgarbi è costretto a dimettersi da sottosegretario alla Cultura.
Sul piano giudiziario le inchieste si sono dimostrate inconsistenti. Sgarbi è stato assolto dall’accusa di evasione fiscale per il dipinto di Zecchin, poi dall’accusa di riciclaggio per il quadro di Manetti, infine dall’accusa di danno erariale per le prestazioni svolte quando era sottosegretario.
Nel frattempo, però, il buio è sceso dentro la sua anima. La libertà di inchiesta, scambiata per libertà di linciaggio, ha triturato un uomo nel corpo e nella mente.
Ermes Antonucci, Il Foglio, 2 ottobre 2026
Oltre un milione di palestinesi sfollati nella Striscia di Gaza faticano a procurarsi cibo e acqua potabile a sufficienza: succede perché la quantità di aiuti umanitari che entra nell’enclave rimane fortemente limitata. Secondo gli ultimi rapporti delle Nazioni Unite, circa 1,4 milioni di persone, pari al 67% della popolazione di Gaza, si trovano in una situazione di grave insicurezza alimentare e faticano a procurarsi anche un solo pasto di base al giorno. L’ONU ha inoltre avvertito che circa il 10% della popolazione di Gaza è sull’orlo della carestia, sottolineando la gravità della crisi umanitaria in tutta la Striscia. Molte famiglie sfollate in tutta la Striscia vivono in tende di fortuna, facendo affidamento esclusivamente su distribuzioni sporadiche o mense di beneficenza. Tuttavia, le organizzazioni umanitarie hanno recentemente ridotto le distribuzioni di pasti a causa dei limiti di finanziamento e delle restrizioni sui corridoi di rifornimento.
Dedico questo 21esimo scudetto (in ordine sparso) a:
Oriali Gabriele
Ordine Franco
Conte Antonio
Azpitarte Vicente
Saviano Roberto
Inzaghi Simone
Vessicchio Sergio
Letizia Francesco
Alvino Carlo
Auriemma Raffaele
Oppini Francesco
Zampini Massimo
Suma Mauro
🏆 🇮🇹⚫🔵
FC Internazionale Milano si unisce al cordoglio del mondo dello sport per la scomparsa di Alex Zanardi, campione automobilistico e paralimpico, e si stringe attorno alla famiglia in questo momento di dolore.
@Tg1Rai È stato radiato dalla sua professione a causa di frode sportiva e voi lo intervistate in merito? Dov'è la decenza e soprattutto la professionalità del servizio pubblico? Complimenti!
È bastata una fake news della peggior specie per far sì che tutti i sedicenti tifosi interisti si rivelassero al mondo tutto, rimarcando ancora una volta l’immane differenza tra (millantare di) tifare Inter ed essere Interisti.
Gente che per un pugno di like è passata dall’esser piena di “sé” al twittare divenendo piena di “se” al solo scopo di ricevere approvazione e millantare sportività sulla pelle della Beneamata, come neppure il più affamato degli sciacalli avrebbe fatto in una battuta di caccia. Sciacalli, appunto, che pretendono di parlare di sport, di calcio, di regolamento e di giustizia sportiva e a cui, tuttavia, manca proprio qualsivoglia fondamento non solo giuridico ma di semplice ragionevolezza.
Gente che, per un pugno di like e facile approvazione, emette sentenze ad cazzum sulla pelle della Beneamata senza aver neppure letto né i capi di imputazione per intero - citati da ogni testata in modo proprio e mai testuale - né un solo atto dell’indagine emersa e che, sarebbe il caso di ribadire, vede indagato Gianluca Rocchi e non un solo tesserato interista (a proposito dello sciacallaggio di cui sopra, nda).
E allora occorrerebbe ribadire a gran voce - anche lato Società - come un’indagine partita dalla segnalazione del sig. Rocca a seguito di Inter-Roma - dove, a causa di un rigore evidentissimo negatoci (e il cui audio VAR è stato dallo stesso indagato occultato per oltre due mesi) perdemmo due punti guarda caso decisivi per lo scudetto assegnato al Napoli - vede l’Inter menzionata in qualità di parte offesa e non in qualità di concorrente.
Allo stesso tempo, prima ancora di parlare di “arbitri graditi e/o sgraditi all’Inter” come un unicum nel mondo del calcio, occorrerebbe dapprima rinfrescare la memoria alla gente e ritornare indietro di qualche anno, quando un tale Serra, a seguito di errore in Milan-Spezia, fu costretto alle pubbliche scuse e fu tenuto lontano dall’arbitrare i rossoneri per tutto l’anno. Dappoi, sarebbe anche il caso di parlare pubblicamente dei due direttori di gara che si sono espressamente rifiutati di arbitrare il Napoli vita natural durante, per paura di ritorsioni personali e familiari, e che tuttavia sono liberi di arbitrarne le dirette concorrenti - commettendo errori più o meno evidenti in loro danno.
Dopodiché, sarebbe il caso di spiegare davvero in che modo sia possibile parlare di arbitri graditi a una determinata squadra che, inspiegabilmente, viene dagli stessi danneggiata (emblematici gli esiti dei vari incontri menzionati).
E infine, lato Società, sarebbe il caso di diffidare pubblicamente tutti gli sciacalli, scribacchini schierati e ignavi spacciantisi per giornalisti, dal diffondere notizie false e tendenziose sul coinvolgimento nerazzurro in ipotesi di frodi sportive (quali, tanto per dirne una, l’incriminazione, nell’incolpazione, di Inter-Verona, salvo poi scoprire che tale gara non sia mai comparsa nelle indagini).
Se non altro, a seguito di questa vicenda che pur ponendosi oltre i limiti del vergognoso non racconta nulla di nuovo - non essendo fortunatamente noi ciechi ed essendoci forgiati in piena Calciopoli -, abbiamo avuto l’ennesima riprova di quanto diverso sia il concetto di tifare Inter da quello di “essere Interisti”.
Ai posteri l’ardua sentenza (che farà il paio con tutte quelle di legittimità del 2006 e, chissà, con qualcuna ancor più recente 🥰🥀). 🖤💙
[ComIntern per una via nerazzurra alla legalità, 26 aprile 2026]
48 ore fa, l’esercito criminale Israeliano, con cui il governo Meloni ha un accordo di collaborazione, ha ammazzato l’ennesima bambina palestinese: Ritaj Rayhan, aveva solo 9 anni.
Ritaj è stata giustiziata con una pallottola alla testa, mentre studiava in una tenda che fungeva da aula, insieme a tutti i suoi compagni di classe di terza elementare, nel nord di Gaza.
Il 100% delle armi usate dagli israeliani per sterminare i palestinesi e i libanese provengono da tre paesi occidentali:
USA , Italia e Germania.
Ahhahaa tutto l'anno che parlano di Inter che fa falli ma non vengono mai ammoniti. Poi vai a guardare le statistiche di un Lazio-Milan qualunque e vedi 19 falli con 1 ammonito per il milan e 6 falli con 3 ammoniti per la Lazio.
Questi sono i furti reali.
È sparito l'audio dal VAR sul fallo di Pjanic in Inter-Juve di due anni fa.
Peccato che da regolamento il VAR non possa intervenire sulle doppie ammonizioni.
Ogni scusa è buona per cercare alibi ovunque.