Approvata definitivamente la revoca della liquidazione della Stretto di Messina Spa. Ripristinato valori di bilancio pari a 2 miliardi di euro di asset aziendali della stazione appaltante e delle 300 imprese che lavorano alla costruzione del ponte e delle sue opere complementari
Trovo folle che i membri del movimento LGBTQ possano preferire i nazisti di Hamas a Israele.
In un territorio dominato dai nazisti di Hamas costoro finirebbero presto i loro giorni (ad esempio gettati da un palazzo) oppure dovrebbero ABIURARE la loro identità sessuale.
I bambini ucraini, rapiti dall’orco russo, devono tornare a casa loro. Aderisco con il cuore alla campagna Bring Kids Back UA, promossa dal Presidente @ZelenskyyUa#ChildrenAreNotNegotiable#SlavaUkraini
Grazie @winxinpensione@diaco_laura.
Prosciolta perchè il fatto non sussiste. Dopo 12 anni di indagini non si è neanche arrivati al dibattimento in tribunale.
È tutto raccontato qui.
(ANSA) - ROMA, 16 GEN - "In continuità con l'audizione dello scorso 20 dicembre della Presidente Zourabichvili, abbiamo approfondito questa mattina la situazione attuale politica della Georgia con l'audizione della dottoressa @NonaMikhelidze. È emersa nuovamente la profonda incertezza del futuro politico del popolo georgiano. Secondo la ricercatrice, è una pulsione civile senza divisioni quella che chiede che il percorso d'adesione all'UE ora sospeso possa riprendere. Le proteste che proseguono da novembre in tutto il Paese, e che tristemente si tramutano in arresti arbitrari di centinaia di cittadini, ricordano quella rivoluzione delle rose del 2003, che portò un cambio di potere filo-occidentale pacifico. La dott.ssa Mikhelizde ha ricordato anche l'Art. 78 della Costituzione della Georgia, in cui vi è indicata esplicitamente la rotta politica euroatlantica da perseguire. È emerso poi, dall'approfondito dibattito e dalle numerose domande dei presenti, quanto l'interferenza esterna e la disinformazione abbiano svolto - non soltanto durante le elezioni ma da ben prima - un ruolo determinante a dir poco sconvolgente. La messa in atto di tale massiva strategia, a chiaro stampo russo, ha incluso tutti i diversi processi democratici del Paese, da quello burocratico-legislativo, ricordo la controversa legge prima ritirata e poi promossa sulla trasparenza dell'influenza straniera, a quello politico, di fatto diffondendo una narrativa distorta per cui il partito al governo, Sogno Georgiano, stesse inseguendo interessi nazionali e non quelli del Cremlino. La realtà è un'altra. Oggi, considerato l'esito delle ultime elezioni e le tante valutazioni degli osservatori locali che hanno riportato palesi violazioni dei princìpi di universalità e riservatezza, a fronte anche del ruolo chiave dell'economia georgiana nel raggiro delle sanzioni UE alla Russia, il cammino europeo appare lontano. Per parte nostra - come ribadito nell'ultimo Consiglio europeo - saremo sempre pronti a sostenere le aspirazioni europee della Georgia. È poi necessario mantenere alta l'attenzione sui sempre più numerosi casi di disinformazione e interferenze nei processi democratici non solo in quei Paesi in via d'adesione ma anche all'interno degli stessi Stati membri, perché siamo dinnanzi a una guerra ibrida". Lo dichiara il senatore di Fratelli d'Italia Giulio Terzi, presidente della Commissione Politiche dell'Unione europea, in occasione dell'audizione della ricercatrice Nona Mikhelidze sulle prospettive europee della Georgia. (ANSA)
link all'audizione 👉https://t.co/IEN4vMac81
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ANTISEMITISMO. TERZI (FDI): 27 GENNAIO SIA GIORNATA DI LOTTA NON SOLO DI RICORDO
(DIRE) Roma, 13 gen. - "Nessuno come noi ha vissuto la tragedia dell'antisemitismo, una tragedia che ha colpito profondamente la storia dell'Europa, ma quest'anno il 27 gennaio sarà una Giornata della memoria diversa, di lotta perché il ricordo non è sufficiente. Il libro di Pierluigi Battista è un tassello importante, perché può influire in modo propositivo su quello che quanto sta avvenendo in Occidente. Contro la violenza dei giovani nelle università occidentali, contro chi imbratta la sinagoga di Bologna, contro chi vuole la distruzione dello Stato di Israele, c'è una necessita di reagire a una realtà di violenza ma anche di silenzio e indifferenza. Dal #7ottobre in poi, in alcuni Paesi dell'UE i casi di #antisemitismo denunciati hanno raggiunto anche l'800 per cento. Siamo di fronte a una pericolosa alleanza, ossia l'asse della resistenza composto tra Russia, Cina, Iran e Corea del Nord che, in costante crescita sul piano tecnologico e militare, punta a distruggere i nostri valori occidentali. Ed è proprio l'antisemitismo ad essere l'elemento centrale con cui l'asse aggredisce quelli che sono i principi di libertà e democrazia alla base dell'ordine internazionale". Lo scrive in una nota Giulio Terzi, senatore di Fratelli d'Italia.
@FratellidItalia@fdieuropa@NirensteinF@fleinaudi@Setteottobre_@Italia_Israele@Italia_Israele@NOantisemitismo@ClaudioPagliara@GabrieleCarrer@GlobalCRL@FIDU_ETS@theglobalnewsit@andrea_pancani
sono arrivato a #Tbilisi e qui in #Georgia siamo testimoni di scene orribili. Squadracce a volto coperto assaltano in modo mirato giornalisti e manifestanti.
Chi sono? Per chi lavorano?
Da domani cominciamo a raccontarlo
Il 25 febbraio 2024, il sindaco di Bologna @matteolepore garantiva ai cittadini che non ci sarebbe stato più spazio per la propaganda russa in città.
Chiediamo semplicemente che queste promesse vengano mantenute.
Holodomor - Le stime oscillano tra un minimo di 3,5 milioni e i 7 milioni indicati nei report dell'Unione Europea. Altre stime ancora superiori includono i bambini non nati e le vittime non ucraíne di altre zone dell'Urss
Tra il 1932 e il '33 si stima che siano state 3,5 mln le vittime ucraine provocate dall'#Holodomor, carestia sovietica oggi riconosciuta dall'UE come genocidio.
Spiegatelo ai pacifisti: l'Ucraina sogna l'Occidente perché sa di cosa sono capaci i regimi illiberali
#SlavaUkraïni 🇺🇦
Tra il 1932 e il '33 si stima che siano state 3,5 mln le vittime ucraine provocate dall'#Holodomor, carestia sovietica oggi riconosciuta dall'UE come genocidio.
Spiegatelo ai pacifisti: l'Ucraina sogna l'Occidente perché sa di cosa sono capaci i regimi illiberali
#SlavaUkraïni 🇺🇦
La decisione della Corte Penale Internazionale (CPI) di emanare un mandato d’arresto per il Primo Ministro Netanyahu e il Ministro della Difesa Gallant è profondamente contraria, come ritengono molti osservatori, ai principi del diritto internazionale e dello Statuto di Roma del 1998 perché lede il fondamentale presupposto del principio di complementarietà.
Come dimostrato fin dalla sua creazione, la Corte interviene quando manca la volontà o la possibilità di esperire le procedure giudiziarie interne ad un Paese i cui organi militari, politici o amministrativi si siano resi responsabili dei gravi crimini previsti dallo Statuto della CPI.
Ciò trova conferma paragonando il caso specifico con due istanze che riguardano due democrazie, due Paesi simili ad Israele dal punto di vista istituzionale: Australia e Regno Unito. Entrambi i Paesi hanno condotto o stanno conducendo indagini su presunti reati commessi tra il 2005-2016 e tra il 2010-2013, dalle rispettive forze armate in Afghanistan.
Esiste una possibile e ragionevole equivalenza tra l’incriminazione di Benjamin Netanyahu e quella di Vladimir Putin? Se fosse così si dovrebbe presumere che la volontà o le possibilità del sistema di giustizia della Federazione Russa siano analoghe a quelle esistenti nel sistema di giustizia dello Stato di Israele.
È invece ampiamente comprovato, sia da un’analisi di come i due Stati rispondano ben diversamente ai requisiti dello Stato di Diritto, sia dalla storia degli ultimi trent’anni, che si tratta di situazioni non solo diverse ma assolutamente antitetiche.
Attualmente, sono circa 300 gli incidenti sottoposti ad indagine in Israele, come riportato dal Rapporto di amicus curiae di esperti militari per la CPI.
In passato, Israele ha indagato, giudicato e condannato a pene detentive le più alte cariche dello Stato. Il Presidente Katsav è stato condannato il 22 marzo 2011. Il Primo Ministro Olmert è stato condannato il 13 maggio 2014.
Anche negli ultimi due anni, la giustizia israeliana si è dimostrata così radicata nella popolazione e forte sul piano istituzionale da confermare la sua piena indipendenza anche in fasi molto tormentate della vita politica di Israele.
Ciò che avviene ed è avvenuto nella Federazione Russa è radicalmente diverso. Una scia di sangue di violenze, sparizioni, uccisioni. Ricordiamo i nomi di Anna Politkovskaja, Aleksej Navalny, Boris Nemtsov, Sergei Magnitsky. Nessuna indagine e tantomeno condanna emesse dalla magistratura nei confronti di membri delle forze armate o del governo. Nessuna azione dei giudici sui crimini commessi a Bucha. Anzi, sono stati dati riconoscimenti ai responsabili, talvolta addirittura anche con la nomina in Parlamento.
La CPI e la giustizia internazionale rivestono un ruolo di fondamentale importanza nell’ordinamento internazionale e costituiscono una delle più grandi conquiste nel diritto internazionale evolutivo. Esso è sempre più mirato al rispetto dei diritti umani e della dignità umana attraverso gli obblighi riconducibili agli Stati, ma anche direttamente a garanzia dei singoli cittadini da tutelare o da sanzionare.
È dunque interesse di tutti avere piena e diffusa conoscenza del quadro giuridico applicabile alla Federazione Russa da un lato e ad Israele dall’altro. È di grande importanza per consolidare, anziché ledere gravemente, il ruolo e il prestigio della giustizia internazionale.
@FratellidItalia@fdieuropa@NirensteinF@camporin1@ItaliaIsraeleSv@AJCTAI@Setteottobre_@IsraelinItaly@GlobalCRL@fleinaudi@FIDU_ETS@theglobalnewsit@galietti82@GabrieleCarrer@FWLuciolli@GeopoliticalCen@Geopoliticainfo@FightExtremism@Italia_Israele
CHE COSA È IL PIL (PRODOTTO INTERNO LORDO)?
Il PIL (Prodotto Interno Lordo) è il valore totale di tutti i beni e servizi finali prodotti in un dato periodo di tempo, di solito in un anno o in un trimestre. Chi compra questi beni e servizi? Le famiglie li acquistano per i propri consumi, mentre le imprese acquistano beni di investimento (sempre beni finali sono) per rinnovare i propri impianti e macchinari, o aggiungerne di nuovi. Dato che l’economia è aperta ai rapporti con l’estero, le esportazioni sono gli acquisti di beni e servizi prodotti all’interno del paese ed acquistati da soggetti che stanno all’estero (famiglie o imprese) e vanno ad aggiungersi al lato della domanda, cioè a chi acquista la produzione del paese considerato. Attenzione però che al valore delle esportazioni bisogna togliere il valore delle importazioni, cioè dei beni e servizi finali acquistati all’estero, in quanto si tratta di domanda che non va a comprare beni prodotti all’interno ma per l’appunto all’estero. E infatti il concetto rilevante è quello delle esportazioni nette, cioè il valore delle esportazioni meno il valore delle importazioni.
E che dire della parte pubblica dell’economia? Se il settore pubblico acquista beni e servizi questi sono una parte aggiuntiva della domanda che in parte (ampia o stretta) acquista beni prodotti all’interno, e lo stesso vale per gli investimenti pubblici, cioè l’acquisto di beni che danno utilità (sperabilmente) per più di un periodo. Anche gli stipendi pubblici entrano nel computo della spesa pubblica che acquista la produzione interna perché sono una misura del valore dei servizi pubblici prestati alla cittadinanza, in quanto non esiste per definizione un prezzo a cui questi beni e servizi vengono scambiati.
Pensiamo ad esempio alla sanità, e al personale rappresentato in particolare da medici e infermieri. Tramite il meccanismo coercitivo delle imposte i cittadini finanziano i servizi sanitari che -in un sistema a copertura universale come quello italiano- sono gratuiti per il cittadino che ne fa uso: dunque non esiste un prezzo per i servizi sanitari utilizzati dai consumatori finali ma il suo valore è rappresentato dagli stipendi del personale, dall’acquisto di beni intermedi da parte della pubblica amministrazione eccetera.
Piccola parentesi su beni e servizi scambiati nell’economia senza pagamento di un prezzo: c’è un beneficio connesso al fatto che vengono prodotti beni e servizi che il settore privato potrebbe produrre in quantità insufficienti, ma c’è anche un costo dovuto al fatto che i cittadini non sono immediatamente capaci di verificare se “il gioco valga la candela”, cioè se il costo di produzione di questi beni e servizi sia inferiore alla disponibilità a pagare da parte loro, cioè se convenga davvero produrre quei beni e servizi. Chiusa la parentesi.
Un elemento contabile affascinante è che a ogni acquisto di beni e servizi finali corrisponde un ricavo per i soggetti che li vendono, tipicamente imprese che utilizzano queste risorse incassate per pagare stipendi, le fatture dei propri fornitori, gli interessi a chi gli presta i soldi e i dividendi a chi ha messo il capitale di rischio, cioè il capitale azionario: dunque emerge qui l’uguaglianza tra spesa, valore della produzione e reddito (potere d’acquisto) che va a chi fornisce fattori produttivi (lavoro e capitale) alle imprese che producono.
E un concetto ancora più prezioso che entra in ballo qui è quello di circuito del reddito: come sintetizzato nella Legge di Say (colposamente o dolosamente presentata in maniera caricaturale dal famoso economista John Maynard Keynes, si vedano i contributi di William Baumol sul tema) la domanda di beni nasce dal lato dell’offerta (cioè dal lato delle imprese e degli altri soggetti che producono beni e servizi) in quanto le imprese che vendono con successo beni e servizi danno risorse monetarie a lavoratori e capitalisti come reddito che serve a costoro per comprare beni e servizi finali, in un circolo virtuoso in cui vorremmo sempre essere immersi. E che succede se non tutto il reddito viene speso in consumi? La differenza positiva tra reddito e consumo si chiama risparmio ed è costituito da risorse monetarie che possono essere prestate alle imprese carenti di risorse interne per acquistare beni di investimento: un altro importante canale dentro il circuito del reddito complessivo.
Vi sto presentando un quadro troppo ottimistico? Non necessariamente. Pensiamo a un’impresa che produce beni o servizi per cui non c’è abbastanza domanda, dunque la produzione è inferiore alla spesa fatta su di essi. Capita forse che in questo caso si rompa l’uguaglianza tra spesa, produzione e reddito? Per niente: ciò che non viene venduto entra a far parte delle scorte delle imprese, in questo caso nella forma non gradevole di scorte non volute. Contabilmente è come se l’impresa nell’anno x vendesse a se stessa la produzione non venduta all’esterno, accumulandola come scorte da vendere nell’anno x+1 o negli anni successivi. Qui si vede chiaramente come il circuito virtuoso del reddito possa spezzarsi nel caso di imprese che non riescono a vendere quel che producono. Può capitare? Certo che può capitare. Da quando in qua gli esseri umani sono perfetti?
Fino ad ora ho parlato di prezzi di sfuggita, senza occuparmene in maniera sistematica. Parto da un’affermazione forte: chi non apprezza il funzionamento del meccanismo dei prezzi non ha capito nulla, o quasi nulla, di economia.
Qui è importante rammentarsi che il PIL è dato dal valore totale dei beni e servizi finali prodotti in un paese in un certo intervallo di tempo, e dunque i prezzi servono a “fare la somma” ed arrivare a questo valore totale, permettendo di sommare -come si suol dire- “le mele con le pere”, cioè il valore totale delle mele prodotte (quantità di mele prodotte per il loro prezzo) con il valore totale delle pere prodotte (quantità di pere prodotte per il loro prezzo).
Supponiamo che in un certo paese il PIL annuale valga 2000 miliardi di euro (cifra molto vicina al PIL attuale dell’Italia), ed ipotizziamo che nell’anno successivo tutte le quantità di beni e servizi finali prodotti restino inalterati, mentre i prezzi raddoppiano. Tutti i prezzi raddoppiano: una tazzina di caffè passa in un anno da 1 euro a 2 euro, un’automobile utilitaria passa da 10mila e 20mila euro eccetera. In un anno il PIL calcolato utilizzando i prezzi di ciascun anno è raddoppiato ma la domanda è una sola: è vero che il benessere totale dei cittadini è raddoppiato? Per niente, dato che per ipotesi non è cambiato nulla dal punto di vista reale: si producono esattamente le stesse quantità di beni e servizi finali, per ogni bene e servizio.
Dunque dobbiamo per forza distinguere tra il concetto di PIL nominale e PIL reale, in quanto vorremmo non farci ingannare da ciò che succede dal lato dei prezzi e illuderci che il nostro benessere totale sia raddoppiato. Come farlo? Beh, il modo più semplice consiste nell’utilizzare nel calcolo del PIL di ogni anno non i prezzi vigenti in quell’anno (i cosiddetti prezzi correnti) ma i prezzi di un anno prefissato (il cosiddetto “anno base), cioè calcolare il PIL a prezzi costanti. Se calcoli il PIL in questo modo ottieni una misura del PIL reale, che è molto più rilevante del PIL nominale. Per definizione non ti fai ingannare dall’aumento dei prezzi perché stai utilizzando prezzi fissi per calcolare il PIL (reale).
Mancano due ultimi passaggi.
Primo passaggio: se ti interessa sapere come sta andando l’economia di un certo paese, l’indicatore principale è la crescita percentuale del PIL reale nel medio-lungo-lunghissimo termine. Che cosa intendo dire? Non basta valutare quel che succede quest’anno oppure l’anno prossimo, ma bisogna guardare la crescita media del PIL reale nel giro di 5 o 10 o 25 anni: tassi di crescita in media alti -e possibilmente stabili- sono ciò che portano un paese fuori dal sottosviluppo verso il benessere.
Secondo passaggio: Il PIL reale di un paese e il suo tasso di crescita nel medio-lungo termine ci dice tutto -o quasi- sul livello e sull’andamento del benessere complessivo di un paese, ma non ci dice abbastanza su quanto in media il singolo cittadino del paese stia bene, in termine di consumo di beni e servizi finali in valore. Il secondo passaggio consiste dunque nell’effettuare un’operazione matematica estremamente sofisticata, cioè dividere il PIL reale per il numero di abitanti di un paese per ottenere il PIL reale pro capite, che è la misura migliore del benessere medio per i cittadini di un dato paese. Se vogliamo sapere quanto velocemente il benessere medio del cittadino cresca nel tempo non dobbiamo fare altro che calcolare la crescita percentuale del PIL reale pro capite, che è facilmente approssimabile con la differenza tra la crescita percentuale del PIL totale e la crescita percentuale della popolazione.
Tutto qui!
[questa è la versione leggermente modificata di un pezzo che scrissi qualche anno fa per il mio blog: https://t.co/jwxAp7LsfM]
https://t.co/3uAMFfqumS
@MaurilioVitto@federicofubini PIL composto da export di materie prime vendute a saldo e spese militari, e nonostante questo il Pil cala anni dopo anno.