Recap #SinnerStruff
Sinner Struff si gioca sul campo 1. Non sono tanto pratica dell’All England Club, ma da quanto ho capito dai social dovrebbe essere quello ubicato nella Torre di Londra e destinato ai Principi reietti.
Struff arriva ai quarti con alle spalle 277 vincenti, 100 ace e un drago di medie dimensioni. Il nostro non è proprio timore, è più voglia di un terraiolo sudamericano. L’erba è di sicuro una superficie amica del tedesco, ma è altrettanto vero che certe statistiche possono essere come le ombre cinesi: quando accendi la luce, t’accorgi che il drago era solo l’ombra di una mano.
Jannik sa di non essere ancora al massimo della forma, ogni tanto s’alterna con Gianni Spipper e Quacknik Spinner. Continua però ad aggiungere con pazienza tessere nel puzzle, accende la luce e vince in tre.
Basta che funzioni - dice Woody Allen. E Woody ha sempre ragione quando ci insegna a prendere con umorismo le insicurezze.
Con la stessa leggerezza possiamo ammettere che la partita non è stata memorabile. Mezz’ora senza nessun vero scambio, poi la prima battaglia arriva quando la speranza stava per abbandonarci. Ma l’erba è fatta così: può essere stillicidio o può essere Muchova Osaka.
A proposito di Muchova: grazie sempre, scuola Ceca. Per essere una coperta di nonna tramandata da generazioni, che pure se a volte ha qualche buco scalda sempre più di tutte.
Sinner in semi se la vedrà con Djokovic, che ha battuto FAA dopo un match di cinque ore e un quarto. Passa il tempo, cambiano le stagioni, ma sotto-sotto Nole farà sempre paura come mandare un messaggio alla persona sbagliata.
Tutto vero. L’importante però è non dimenticarsi che Nole se la vedrà con Sinner.
La strada è ancora lunga, ma è giusto godersi le tappe. Basta rubacchiare un tantino di gioia - dice Woody.
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