A 24 anni e 7 mesi, JANNIK #SINNER ha vinto TUTTI i tornei più importanti sul VELOCE di questo sport (Aus Open, US Open, Atp Finals, Indian Wells, Miami, Canada, Cincinnati, Shanghai e Parigi). Ed è il più giovane ad averli vinti TUTTI. Con 6 anni di margine sul secondo, un certo Roger Federer
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"Quello che mi manca più dell'Italia è la normalità. Il poter andare a fare un giro in bicicletta, oppure a mangiare un gelato. Odio non poter fare queste cose con le mie figlie. A loro non saprei neanche come spiegare queste cose, non le capirebbero perchè a Los Angeles non esiste questa normalità".
"Se ho tutto questo amore per il basket e per le cose che faccio, è perchè questo approccio alla vita così passionale l'ho imparato crescendo in Italia".
"Non posso fare a meno della carbonara. Però anche le lasagne mamma mia che buone che sono... Ma se devo scegliere un piatto dico la pizza, perchè in nessun posto al mondo fanno la pizza come in Italia. In America? Naaah, in Italia la pizza è un'altra cosa, non si può neanche paragonare a quella che abbiamo negli USA"
“Crescere in Italia mi ha dato un grande vantaggio quando sono tornato negli USA, perché ho imparato i fondamentali. Ho imparato a palleggiare, a tirare con la sinistra, ad avere un corretto movimento dei piedi, a muovermi senza palla, a tirare di tabella. Tutte cose che negli USA trascurano quando si è piccoli".
(ai suoi amici di Reggio Emilia) "Voi siete gli ultimi che hanno scelto di prendere un gelato con me perché ero Kobe, non Kobe Bryant. Adesso non capisco più chi c'è vicino a me, e perché è vicino a me".
Razionalmente sappiamo che certe cose dovrebbero toccarci solo marginalmente, mentre invece hanno un peso che fatichiamo a sopportare e anche a giustificare. Allo stesso tempo pensiamo che di alcune cose apprezziamo la magnitudo solo quando sono passate, quando le guardiamo voltandoci indietro, quando ci arriva l’onda d’urto. Insomma, quando iniziano a mancarci.
Ogni cosa ha un’importanza soggettiva ed un’importanza assoluta e che chi vuole mettere tutto sotto lo stesso cappello delle priorità capisce poco delle faccende del mondo.
Ecco perchè ci è consentito dire che oggi, 26 gennaio 2026, a distanza di 6 anni esatti da quel maledetto giorno, la leggenda sportiva che parlava italiano, e che mandava continuamente messaggi di amore e di gratitudine al nostro Paese, ci manca un casino.
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SIAMO DI NUOVO IN FINALEEEEEE 🇮🇹 🇮🇹 🇮🇹
Flavio Cobolli SALVA SETTE MATCH-POINT, vince una battaglia pazzesca contro Zizou Bergs e regala il punto decisivo all'Italia!
Partita folle, decisa per 17-15 al tie-break decisivo.
Non ci sono parole.
Gli azzurri battono il Belgio e raggiungono così la terza finale consecutiva in Coppa Davis: domenica la caccia al titolo contro Spagna o Germania!
Chissà se quel bimbo sulla destra, il giorno di Natale del 1987, quando a tre anni ricevette in regalo vestiti e scarpe nuove, ma soprattutto il suo primo canestrino di plastica, e quando non aveva ancora una fissa dimora perchè sua mamma 19 enne cambiava abitazione sette volte l'anno, quando le uniche persone adulte che lo salutavano erano i creditori, quando restava per delle settimane da solo perchè la madre era finita in carcere, quando la presa in giro che riceveva più spesso era la domanda "Who's your Daddy?" certi di non avere risposta, quando quella palla e quel canestrino erano due raggi di speranza all'interno di una vita infernale, avrebbe mai pensato di diventare quello sulla sinistra.
Quello che ha segnato più punti nella storia della NBA, l'unico giocatore di sempre a superare 40.000 punti, 10.000 rimbalzi e 10.000 assist, quello che ha giocato più minuti di tutti, quello che ha segnato più canestri, rubato più palloni, segnato più tiri liberi e concluso più partite oltre i 20 punti ai playoff, quello che è stato più volte convocato ad un All Star Game, quello che ha vinto 4 titoli NBA e 3 ori olimpici, quello che ha ispirato e fatto sognare milioni di ragazzi in tutto il mondo.
E quello che da questa notte, rientrando dopo un infortunio ad ormai 41 anni, segnando 11 punti con 12 assist nella vittoria contro Utah, è diventato anche il primo ed unico giocatore della storia a disputare 23 stagioni in NBA. Ventitré...
Sentiamo spesso ripetere la frase "Lo sport può salvare la vita". Una frase che qualcuno definisce utopistica, illusoria, non rispondente alla realtà: ecco, provate a dirlo a LeBron James.
#NBAtipo | @SkySportBasket | @NOWTV_It |
Ieri sera il Valencia ha battuto la Virtus, giocando, come sempre, una pallacanestro spettacolare. Ma la notizia che colpisce di più non è di certo questa.
Ieri sera abbiamo potuto vedere per la prima volta la Roig Arena, il nuovo palasport da 16.000 posti appena costruito. Un impianto incredibile, ultra moderno, con 35 bar, 6 ristoranti, diverse aree giochi per bambini, negozi, palestre, in un'area completamente riqualificata con un immenso parco, e un progetto costato 400 milioni di euro.
Quello che colpisce è che il "vecchio" palasport (costruito a metà anni 80, in Italia "l'età" media dei palasport è di fine anni 60) del Valencia, ossia la Fonteta, oltre ad essere bellissimo (impianto da 9000 posti), in Italia sarebbe tranquillamente uno dei 3/4 migliori palasport del Paese.
Nel raggio di 1 km Valencia ha quindi: 1 palasport da 16.000 posti che verrà utilizzato dalla prima squadra maschile (11.000 abbonati) e dalla prima squadra femminile (4000 abbonati, record spagnolo), 1 palasport da 9000 posti che sarà il campo di casa del settore giovanile (maschile e giovanile) e l'Alqueria, ossia il centro giovanile di basket più grande d'Europa: 13 campi da gioco (9 al chiuso e 4 all'aperto), usato da 54 squadre giovanili (maschili e femminili), 6 aree per lo smart working riservato ai genitori che abitano lontano, 52 spogliatoi, 2 ambulatori medici, 1 museo, una parete con tutti i nomi dei ragazzi che hanno esordito in prima squadra.
Un paradiso della pallacanestro: per chi la pratica e per chi la guarda.
Guardando ciò che accade a Valencia ci scende una lacrimuccia. Con la speranza che entro 150 anni riusciremo a vedere cose del genere anche in varie parti d'Italia.
Ore 14: GP Catalunya 🏍️
Ore 14:30: Italia-Turchia (finale Mondiale femminile) 🏐
Ore 15: GP Monza 🏎️
Ore 17:30: Italia-Slovenia (ottavi di finale EuroBasket) 🏀
Ore 20: Sinner-Alcaraz (finale US Open maschile) 🎾
Diciamo che abbiamo visto domeniche peggiori.
E più tranquille sicuramente.
QUESTA DEVE ESSERE SEMPRE LA #CoppaItalia
Non lammerda di adesso
Dentro squadre di A subito, che giocano sempre in trasferta in partita unica nei primi 3turni (64,32,16mi)
Dentro squadre fino alla D
Dagli Ottavi a/r con sorteggio per chi gioca in casa
FACCIAMOLO!
@FBiasin
Matera calcio, futuro sempre più a rischio. Oggi il verdetto sulla domanda d'iscrizione: quasi sicura la bocciatura. Poi ci saranno cinque giorni per integrare la documentazione @TgrRai#IoSeguoTgr
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Sinner 🇮🇹🎙️
"Mi piace molto la pressione, credo che se non la senti significa che non ti interessa ciò che stai facendo. Mi sento privilegiato per essere nella posizione in cui sono: c'è una grande pressione e a volte anche un bersaglio sulla schiena.
Questa è esattamente la motivazione per cui continuo a lavorare duro: ormai ogni giocatore sa come gioco e come mi muovo. Questo è il motivo per cui ho dovuto migliorare anche in allenamento e qui è dove ho bisogno del mio team. Avere la pressione è un privilegio.
Il miglior consiglio che io abbia mai ricevuto? Quello di continuare a sorridere, me l'hanno dato i miei allenatori. Viviamo il tennis per così tanti tornei all'anno, fa tutto parte del viaggio e del processo, ma devi godertelo, altrimenti può diventare molto pesante. È importante circondarsi delle persone giuste fuori dal campo e non pensare al tennis 24/7.
Dico sempre che il duro lavoro supererà il talento: vado sempre in campo con un obiettivo. Credo che la mentalità si inizi a costruire sul campo di allenamento, quando fai fatica e hai dolore. A volte non hai voglia di allenarti, ma vai comunque e fai comunque il possibile per fare in modo che sia una buona giornata. Se non lo fai in allenamento non puoi farlo in partita.
Non credo esista il fallimento nel nostro sport se dai il 100% e fai tutto il possibile. Poi si possono avere belle e brutte giornate: io sono fortunato ad averle sperimentate entrambe. Se non vivi le brutte giornate non apprezzi quelle belle. Ho attraversato momenti difficili dentro e fuori dal campo: questo trofeo tempo fa era solo un sogno, ora è diventato realtà. È sicuramente in cima alla lista dei miei successi"
Via @classcnbc