"...io sono sempre il primo a pensare che le cose sono complesse, che ci sono zone grigie, che la verità non sta mai da una parte, ma nessuno sano di mente può credere che la verità stia, anche solo un po', dalla parte di Putin..."
Direi perfetto Emmanuel Carrère
I'm Italian and I can confirm this is exactly what it looks like when an Italian mom catches her kid doing something dumb. Trump isn't being begged, he's being scolded. 😂🇮🇹
Un uomo di 45 anni, completamente paralizzato e privato della parola a causa della Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), chiacchiera e scherza con i ricercatori. È praticamente la stessa voce che aveva prima che la malattia gliela portasse via. Solo che le parole vengono fuori fluide, ma con qualche secondo di ritardo rispetto a quando le ha pensate. Le parole non escono dalla sua bocca, ma da un sintetizzatore "su misura" che le legge da un computer, che a sua volta riporta le informazioni emesse da un chip impiantato nel cervello del paziente e in grado di interpretare gli stimoli. Non è tutto qui. L’uomo ha avuto anche la possibilità di utilizzare il dispositivo stando a casa, nella vita di tutti i giorni, invece che in un contesto controllato come un laboratorio e con il supporto di professionisti.
Ad annunciare questo eccezionale traguardo è stato un gruppo di ricerca coordinato da Sergey Stavisky e David Brandman dell'Università della California a Davis. I dettagli del lavoro sono stati pubblicati sulla rivista Nature Medicine.
Su Repubblica l’articolo di Valentina Arcovio
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