“It seems a little insane”
Anne Carson was sweeping the kitchen floor at her home in Reykjavík, Iceland, when the phone rang and she learnt that she had been awarded the 2026 Nobel Prize in Literature.
In this conversation with the Nobel Prize just moments after the announcement, Carson shares her advice for aspiring writers and reveals that she has already started planning how to give away the prize money.
@recerusse L’ho detto e sono incredibilmente felice. Ho letto moltissimo di suo e ne sono felicissimo. Finalmente la poesia e finalmente una poetessa (assieme alla straordinaria Glück di qualche anno fa)
@lorenzo94palmer Va recuperato ma di Carson ti consiglio il bellissimo Eros Il dolce amaro, Autobiografia del rosso e lo splendido Come l’acqua (che purtroppo costa un’occhio)
@lorenzo94palmer Ma per questo rapporto con i classici così originale e personale, che oscilla fra il classico greco-latino e il pensiero di Weil, Celan… non riesco ad accostarla a nessuno.
@lorenzo94palmer Posso riuscire a collegarla solo ad una serie di autrici figlie di Carson e che ne hanno imitato l’approccio di collettivo di libri come NOX. Quindi direi “Se la morte ti ha tolto qualcosa tu restituiscilo” di Aidt e “La vita dei dettagli” di Anedda.
Just in!
New Nobel Prize laureate in literature Anne Carson stands surprised in her kitchen in Reykjavík, Iceland. Stay tuned for our exclusive interview with her coming soon.
Join us in congratulating our 2026 literature laureate - send your greetings in the comments.
BREAKING NEWS
The 2026 #NobelPrize in Literature is awarded to the Canadian author Anne Carson, “for her bold and inventive oeuvre that, in playful dialogue with the classical tradition, has created new forms for contemporary literature.”
Come ogni anno i miei pronostici per il Nobel per la letteratura: credo sia l’anno delle poetesse e Anne Carson è il nome più adatto per ricercatezza poetica. Mi piacerebbe vedere premiate Can Xue, Atwood, Adichie. E forse per l’Italia, unico nome valido, Valduga.
@recerusse “La trilogia di Copenaghen” o “Volti” di Tove Ditlevsen e “Althenopis” o “Guerra di Infanzia e di Spagna” di Fabrizia Ramondino (una delle mie scrittrici preferite di sempre)
Si, Liliana Segre, per me, è stata come Ed Sheeran.
L'ho amata molto quando ancora non la conoscevo abbastanza.
Adesso, le scriverò una lettera.
Senatrice, la mia insofferenza per le sue parole non è nata oggi. Mi sono già sentita nauseata, molto prima di questo ultimo appello, dalla alla sua insistenza sulla semantica.
Davanti all'orrore di Gaza, il suo richiamo è stato quello di non usare con leggerezza la parola genocidio. Null'altro.
Con quale leggerezza dovremmo parlare della morte di migliaia di bambini, Senatrice?
Non posso fare a meno di domandarmi come lei
possa invocare l'unanimità per un decreto che proprio sulla semantica fa una gran confusione. Perché criticare Israele non ha nulla a che fare con l'essere antisemiti.
Un ebreo non è Israele.
Un palestinese non è Hamas.
Un governo non è un popolo e una religione non è uno Stato. Criticare le decisioni di uno Stato non significa odiare chi appartiene a un'etnia o a una religione.
E se perdiamo questa distinzione, perdiamo anche la possibilità di discutere.
Vede Senatrice, la memoria della Shoah, per me, non è solo teoria. La mia famiglia l'ha vissuta. Franco, il fratello di mio nonno fu deportato quando aveva 13 anni.
Morì a Mauthausen, anche se non era ebreo ed è stato il più giovane "deportato politico" italiano a perdere la vita nei lager. Un bambino, che di politica non ne sapeva proprio nulla.
Se il mio tempo fosse stato quello del nazismo, voglio credere che sarei stata per lei una spalla e che avrei aperto la porta per nasconderla, proteggerla, salvarla..
E oggi sto facendo esattamente la stessa cosa: protesto, sciopero, manifesto, aiuto come posso.
Può spiegarmi perché questo invece non dovrebbe andare bene?
Mi consenta di parlare della memoria, argomento che so esserle molto caro. lo penso, Senatrice, che la memoria non dovrebbe insegnarci a decidere chi meriti di essere difeso.
Dovrebbe insegnarci a riconoscere quando qualcuno ha bisogno di essere difeso e a non restare indifferenti.
E qui torno alle sue parole, che non mi piacciono, perché da chi ha conosciuto la disumanizzazione, ci si aspetta una sensibilità assoluta davanti alla sofferenza degli altri.
Non una gara di semantica, non una graduatoria delle vittime e di certo non una memoria utilizzata come confine tra chi possiamo compatire e chi dobbiamo prima giustificare.
Non oso immaginare a lei, ma a me la Shoah ha insegnato una cosa semplice: che il primo passo verso l'orrore è convincersi che qualcun altro sia un problema e che possa essere sacrificato.
lo, Senatrice, voglio poter piangere per un bambino ebreo e per un bambino palestinese senza dover scegliere quale dolore sia più legittimo.
E voglio poter dire "genocidio" se è questo è il termine che ritengo più adeguato a descrivere ciò che vedo, senza che qualcuno decida per me che quella parola mi renda antisemita.
Perché io non accetto che un mio diritto, la libertà, mi sia venduto come gentile concessione.
Valeria Mei Cagnoli
i capelli che vorrei strapparmi quando ricordo che a scuola si studia quel porco di d’annunzio e non autrici come elsa morante o grazia deledda che è l’unica donna italiana ad aver vinto il premio nobel per la letteratura
Emma Bonino. Inchiniamoci a una donna che ha combattuto per i diritti e per l’Europa. E a una persona che ha affrontato una lunga malattia con una forza e una dignità senza pari.
el concepto de que la lider del partido que ha ganado en alemania esta en contra del colectivo y es lesbiana, quiere echar a todos los inmigrante y su mujer es extranjera, y esta en contra de la adopción por parejas del mismo sexo y ella tiene dos hijos adoptados, estamos LOCOS
Lavoro in libreria e lo dico contro il "mio" interesse, ma i libri ormai hanno raggiunto prezzi fuori di testa, pagare più di 20 euro per un romanzo è pura follia - tante novità costano pure 24 euro -, leggere è diventato un lusso, quindi per favore frequentate le biblioteche
che le biblioteche e l’usato siano una soluzione è la realtà ma negare al tempo stesso che l’editoria stia arrivando a prezzi folli è da stupidi
se esiste un’alternativa non è quindi giusto lamentarsi del problema? avete visto a quanto sono arrivati i libri di scuola o?