Dopo lo scontro senza precedenti tra Giorgia Meloni e Donald Trump, arriva anche l'affondo di Rula Jebreal.
La giornalista e scrittrice commenta il caso e accusa la premier di avere commesso un errore politico che oggi starebbe mostrando tutte le sue conseguenze.
La differenza tra un vero leader e una premier che si fa baciare in testa da Biden e che elemosina foto a Trump, umiliando l'Italia. Meloni tolga il disturbo, ora tocca a noi!
Potete anche controllare quasi tutte le tv e i giornali ma risparmiateci la favoletta del Governo Meloni che tutela l'Italia con la schiena dritta.
La premier si guardi allo specchio.
Ad aprile 2025 per far contento Trump è andata negli Stati Uniti a prendere impegni per acquisti di armi e gas americani, per non tassare i giganti del web statunitensi.
Nell'estate 2025 è andata a firmare l'aumento esorbitante delle spese militari al 5% del Pil per far contento Trump e non si è schierata con i leader europei che hanno alzato la voce come Sanchez.
Sui dazi imposti alle nostre imprese ha parlato di accordo "positivo" e "sostenibile" e ha fatto dire al suo vicepremier, sfidando il senso del ridicolo, che le misure contro le nostre aziende in fondo erano una "opportunità".
Rispetto agli attacchi al Venezuela ha parlato di azione difensiva legittima mentre lo stesso Trump spiegava che la ragione era il petrolio. Di fronte alle violazioni del diritto internazionale di Netanyahu e Trump in Iran ha detto "non condivido né condanno" ma a pagare sono stati gli italiani con il boom di prezzi, energia e carburante.
Di fronte a un genocidio con oltre 20mila bambini uccisi da Netanyahu ha mandato Tajani a "osservare" il Board of peace di Trump con il cappellino rosso Maga in mano mentre lo proponeva per il Nobel per la Pace.
Potrei continuare. Le favole di un Governo che tutela l'interesse nazionale la possono raccontare i giornali del deputato di maggioranza Angelucci e tutto il sistema informativo che controllano da Palazzo Chigi. Lo stesso che ha buttato fango su di noi, che abbiamo portato 209 miliardi quando ci volevano imporre il Mes. Lo stesso che rideva per "Giuseppi" mentre scontentavamo Trump su spese militari e Via della Seta per tutelare i nostri interessi nazionali, pur senza mettere in discussione le nostre alleanze storiche.
Lo scontro di oggi non è contro un leader che alza la testa, ma è un richiamo all'ordine verso chi ha sempre obbedito senza fiatare, assumendo impegni insostenibili per il popolo italiano.
Chi ha ridotto l'Italia così non la rimetterà in piedi di certo. Tocca a noi.
Ora sono tutti anti-trumpiani!
Moratti: "FI non è mai stata pro-Trump. Mi citi una volta, una sola volta, dove il partito di Forza Italia è stato vicino a Trump".
Subito Letizia...
#ottoemezzo
La tanto pubblicizzata credibilità internazionale di #Meloni si frantuma in pochi minuti dopo una telefonata di #Trump.
Verrebbe voglia di solidarizzare ma è il risultato della sua subalternità alla Casa Bianca.
Una situazione grottesca che gli italiani non si meritano davvero.
Meloni va ai vertici mondiali per elemosinare foto a Trump. Sta mettendo in ridicolo il nostro Paese agli occhi del mondo. Tolga il disturbo, c'è bisogno di riportare credibilità internazionale all'Italia umiliata da questi incompetenti al Governo.
Trump: ‘Meloni mi ha implorato di fare una foto con lei, mi ha fatto pena’
Chissà se è vero o se si tratta dell’ennesima sparata di Trump.
Ma, vera o falsa che sia, la frase suona perfettamente credibile. Ed è proprio questo il problema.
Altro che credibilità internazionale.
Il nostro Governo è totalmente subalterno e succube degli USA – fino al punto di rendersi ridicolo.
Povera Italia.
Tre anni di "leccaculismo" riassunti in due frasi da un'intervista telefonica: #Trump su #Meloni: “Mi ha implorato di fare foto con lei, mi ha fatto pena”! https://t.co/iFQq4RB1gO
La politica estera italiana ridotta a elemosinare un selfie con Trump. Lui che addirittura dice che il presidente italiano le ha fatto pena.
Non si ricorda nella storia della Repubblica una umiliazione così pesante nei confronti del nostro Paese. Un'altra medaglia al petto di Giorgia Meloni.
L'unica cosa che potrebbe fare per dimostrare di non essere subalterna a Trump è smettere di comprare armi e gas americano al triplo del prezzo. Dite che lo farà?
Nei giorni in cui la Caritas annuncia il record di file di cittadini in difficoltà economica, al Governo il Ministro Crosetto, fondatore del partito di Meloni, preme sulle spese militari folli firmate in sede Nato ed europea dalla sua premier. Insomma il portafoglio dei cittadini può aspettare, gli stipendi pure. La corsa al riarmo no.
Sono in difficoltà perché hanno detto sì e programmato quelle spese, ma mancano pochi mesi alle elezioni e ora non possono parlare troppo di armi dopo 4 anni di zero riforme per famiglie e imprese. Al contrario di Crosetto, i ministri tecnici hanno completamente gettato la spugna su scuola e sanità: per ospedali e scuole risorse insufficienti e tagli, riforme che naufragano, case e ospedali di comunità realizzati col Pnrr vuoti e senza personale.
È davvero incredibile vedere le emergenze dei cittadini dimenticate mentre si parla di riarmo e legge elettorale per conservare il potere. Hanno perso la bussola della realtà. Prendiamo i soldi da riarmo e tagli firmati in Europa col Patto di stabilità mettiamoli sulle emergenze dei cittadini.