Ma ci pensate che a Modena il giorno dopo la strage hanno fatto una manifestazione contro il fascismo/razzismo!
Come pensate sarà questo Paese fra 10 anni?
Someone started a fan petition to get Bungie to make Destiny 3 and it already has over 8,000 signatures.
“Our passion and commitment to the Destiny franchise drives us to reach out to Sony and express our collective voice. We believe in the potential of Destiny 3 to inspire new generations of gamers and to keep the fire of the Guardian spirit alive.”
Sign here: https://t.co/VpUOXNk9y3
BIOLOGA SI FERMA A SOCCORRERE UN CANE E VIENE RAPINATA E ACCOLTELLATA. MA GUAI A DIRE CHI È L’AGGRESSORE.
Da giorni giornali e televisioni raccontano la storia della biologa di Lodi accoltellata dopo essersi fermata per aiutare un cane sul ciglio della strada. Una donna che compie un gesto di umanità e rischia di morire dissanguata dopo essere stata rapinata di 50 euro e colpita più volte all’addome.
Eppure c’è una cosa che, come sempre, viene raccontata con paura, giri di parole, omissioni.
L’aggressore? “Un uomo dalla pelle scura”. Non si aggiunge altro. Solo che diceva: “Cane, cane”, come se non sapesse usare altre parole.
Ormai in Italia perfino descrivere la realtà viene vissuto come un atto proibito. Nessuno osa parlare chiaramente. Nessuno osa chiamare le cose col loro nome. Si gira attorno ai fatti con formule vaghe, neutre, anestetizzate.
Dire che si tratta di un immigrato non significa odiare qualcuno. Non significa essere razzisti. Significa raccontare un fenomeno reale che chiunque può osservare leggendo le cronache quotidiane: stranieri che girano armati e che non mostrano alcun freno nell’uso della lama. Per uccidere.
Ma no: meglio le formule vaghe, le descrizioni neutre, i “soggetti problematici”, le “persone dalla pelle scura”. Come se nascondere le parole servisse a cancellare la realtà.
Non la cancella. La rende soltanto più pericolosa.
Caro Del Debbio, con tutto il rispetto per il tuo lavoro, permettimi di dirtelo in modo chiaro e senza giri di parole: i telespettatori di centro-destra di Rete4 non sono ospiti a casa tua.
Siamo noi a sostenere da anni l’audience di quella rete con la nostra fedeltà a Mediaset.
Se tanti ti danno del “comunista” non è per capriccio, ma perché troppe volte il tuo tanto decantato “equilibrio” pende sempre dalla stessa parte: ospiti di sinistra liberi di urlare, moderati di destra zittiti o interrotti, e domande scomode riservate quasi esclusivamente a chi sta a destra.
Poi, quando ti criticano, ti offendi e rispondi con un arrogante «non rompete i coglioni, cambiate canale»?
Ricordati che sei pagato anche grazie ai nostri ascolti, quindi impara a rispettarci.
Se il programma è davvero equilibrato come sostieni, dimostralo con i fatti invece di trattare da stupidi coloro che ti fanno notare le sbavature.
Altrimenti, segui il tuo stesso consiglio: cambia aria.
Rete4 non è la tua proprietà privata, ma la rete che per decenni ha rappresentato il centrodestra italiano.
Trattaci con il rispetto che meritiamo, o sarà l’audience stessa a farti capire che stai sbagliando strada.
#DelDebbio #destra #4disera
BOLOGNA, FOGNA COMUNISTA: UN UOMO SRADICA LA SEGNALETICA IN PIENO GIORNO TRA LO SGUARDO RASSEGNATO DEI CITTADINI. QUESTA È LA CITTÀ MODELLO DELLA SINISTRA AMANTE DI DROGHE, CLANDESTINI E TERRORISTI
Un individuo fuori controllo devasta la strada, sradica la segnaletica, trascina pali in mezzo al marciapiede, vandalizza tutto mentre attorno le persone osservano impotenti, ormai anestetizzate al degrado quotidiano.
Questa è Bologna oggi.
Una città ostaggio di spaccio, droga, violenza e caos urbano. Del resto parliamo di una città amministrata da una sinistra che distribuisce perfino pipe per il crack. E ho detto tutto.
Le conseguenze sono queste: degrado normalizzato, criminalità normalizzata, follia normalizzata, spaccio ovunque, a qualsiasi ora del giorno e della notte. Un mercato che non chiude mai.
E la cosa più impressionante è proprio la rassegnazione dei cittadini. Nessuno sembra più stupirsi di nulla. Come se vedere persone devastare lo spazio pubblico fosse diventato parte del paesaggio.
Queste sono le “città aperte”, “inclusive” e “progressiste” che ci raccontano da anni. Città dove ormai la libertà appartiene solo ai delinquenti. I cittadini perbene sono ostaggio del degrado.